Convegno sul business del riarmo: Confindustria caccia l’inviata de L’Indipendente

Venerdì 11 giugno, nella sede di Confindustria di Reggio Emilia, si è svolta una conferenza che illustrava agli imprenditori locali le opportunità di business offerte dal “nuovo scenario geopolitico”. Sul palco, insieme ai vertici industriali, c’era un dirigente dell’industria nazionale di armi, Leonardo SPA. Ci sembrava importante raccontare ai nostri lettori come le aziende di quell’area d’Italia storicamente nota come la “valle dei motori” stiano cercando di riconvertirsi nella “valle degli armamenti”, un processo già in atto con la produzione di droni annunciata a Modena. Per questo era presente al congresso, come inviata de L’Indipendente, la giornalista Linda Maggiori, che da anni lavora sul tema del riarmo. Nei giorni precedenti si era regolarmente registrata e aveva ricevuto via mail la conferma dell’accredito all’evento. Ma quando è arrivata e ha preso posto a sedere tra la platea, ecco la sorpresa: addetti stampa mandati dal direttore generale della Confindustria di Reggio Emilia, Vanes Fontana, la avvicinano e le chiedono di uscire dalla sala.

Il dirigente di Confindustria ha allontanato la nostra corrispondente affermando che l’incontro era privato e non aperto alla stampa. Quando Linda Maggiori gli ha ricordato che aveva fatto regolare richiesta di accredito e a quella richiesta le era stato inviato il permesso di assistere alla conferenza, Fontana si è scusato affermando che il permesso le era stato rilasciato per errore. Mentre la nostra inviata era fuori, venivano fatti entrare inviati della stampa locale, evidentemente ritenuta sufficientemente addomesticata, oltre a un editorialista del Corriere della Sera, invitato come relatore, a simboleggiare la storica simbiosi tra il principale quotidiano italiano e l’élite imprenditoriale del Paese.

Linda Maggiori ha fatto notare la disparità di trattamento, ma le è stato risposto che l’incontro era solo su invito e quindi gli operatori della stampa presenti erano stati invitati, lei no. A quel punto l’inviata de L’Indipendente ha chiesto se almeno le fosse concesso di intervistare i relatori per porre alcune domande di interesse pubblico sul tema della riconversione armata dell’industria emiliana. Anche questo le è stato rifiutato da Vanes Fontana, il quale ha affermato che gli imprenditori in sala non avevano intenzione di rilasciare interviste. Peccato che, il giorno dopo, sulla stampa locale siano usciti articoli sul convegno con all’interno interviste ai relatori e foto della sala e dei relatori. Come sulla Gazzetta di Reggio, dove era presente una pagina dedicata all’evento del tutto priva di spunti critici e che somigliava, di fatto, più a un comunicato stampa promozionale che a un pezzo giornalistico.

Lo stesso trattamento subito dalla nostra inviata Linda Maggiori è spettato anche un altro giornalista indipendente, Flavio Novara, che ha raccontato l’accaduto su Alkemia News, una coraggiosa testata indipendente attiva sul territorio.

L’email con la quale Confindustria Reggio Emilia aveva concesso a Linda Maggiori l’accredito per accedere al convegno. Permesso poi ritirato dal direttore generale dell’organizzazione imprenditoriale

Linda Maggiori e Flavio Novara hanno presentato un esposto all’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna denunciando l’accaduto. Nella segnalazione sottolineano come quanto successo costituisca «una palese e inaccettabile disparità di trattamento tra testate e professionisti» e che «l’allontanamento forzato di giornalisti precedentemente accreditati lede gravemente l’articolo 21 della Costituzione Italiana e l’articolo 2 della Legge n. 69/1963, configurando un atto di censura arbitraria che limita la libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione». La missiva chiede all’Ordine dei Giornalisti di «acquisire l’esposto per l’accertamento delle responsabilità e per le valutazioni di competenza; attivare ogni forma di tutela e solidarietà prevista nei confronti degli iscritti discriminati e lesi nelle proprie funzioni e valutare una formale presa di posizione pubblica contro Confindustria di Reggio Emilia a difesa del libero esercizio del diritto di cronaca».

Ci auguriamo che la richiesta non cada nel vuoto e che l’Ordine dei Giornalisti compia i necessari passi per difendere il diritto di cronaca che, bene ricordarlo, viene tutelato dalla legge e dalla Costituzione italiana, che lo definisce un «pilastro fondamentale della democrazia».

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