Il documentario su Giulio Regeni, intitolato “Tutto il male del mondo”, è stato escluso dai finanziamenti pubblici del Ministero della Cultura, suscitando aspre polemiche. Nonostante sia già uscito nelle sale e abbia vinto il Nastro della Legalità 2026, il progetto non è stato ritenuto idoneo dalla commissione del Mic, secondo cui l’opera non risponderebbe ai criteri di qualità artistica e non racconterebbe la realtà italiana. Il produttore Domenico Procacci ha criticato duramente la decisione, definendola «politica» e non artistica. Il film continuerà comunque il suo percorso, con proiezioni in università e al Parlamento europeo, oltre alla diffusione su Sky e Rai.



