giovedì 26 Marzo 2026

Anche l’Anticorruzione contro il Ponte sullo Stretto: “Serve una nuova gara d’appalto”

È ancora scontro sul Ponte sullo Stretto. Il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, ha infatti aperto un nuovo fronte sulla sua realizzazione in audizione davanti alla commissione Ambiente del Senato, sostenendo che l’opera, così come oggi configurata, richiederebbe una nuova gara d’appalto per allinearsi alle regole europee. Il nodo riguarda il radicale mutamento dello schema finanziario – da un iniziale coinvolgimento del capitale privato al 60% a un finanziamento oggi interamente pubblico – e la lievitazione dei costi, passati dai circa 4 miliardi posti a base di gara agli attuali 13,5. La società Stretto di Messina, attraverso il suo amministratore delegato Pietro Ciucci, ha invece difeso l’iter avviato, ribadendo che i cantieri potranno aprire entro l’anno. Ma tutto sembra suggerire che così non sarà.

Secondo Busia, le modifiche intervenute nel tempo sono così significative e sostanziali da imporre una nuova procedura. «Il tema principale della nuova gara non è risolto dal decreto», ha spiegato il presidente dell’Anac, evidenziando come «l’assenza di una gara» comporti che «il passaggio da un progetto in cui il privato era chiamato a sostenere gran parte dei costi, il 60%, a una decisione politicamente diversa di garantire un finanziamento integralmente pubblico cambia completamente il quadro e quindi richiede una nuova gara». Il riferimento è all’articolo 72 della direttiva europea sugli appalti, che disciplina le modifiche sostanziali dei contratti in corso. Sul tema dei costi legati all’opera, Busia ha ricordato che la base originaria era intorno ai 4 miliardi, mentre oggi il valore complessivo è indicato in circa 13,5 miliardi: una cifra che, a suo avviso, rende quantomeno necessario un confronto con Bruxelles per verificare la compatibilità con la normativa. Non solo: «La costruzione del Ponte sullo Stretto attirerà appetiti della criminalità organizzata», ha avvertito Busia, chiedendo controlli rafforzati e vincoli al subappalto.

Alla lettura di Busia ha reagito Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, che ha illustrato una visione alternativa dal punto di vista giuridico ed economico. «C’è un perfetto rispetto da parte del nostro progetto delle disposizioni dell’articolo 72 della direttiva europea in materia di contratti e di corrispettivo», ha dichiarato, affermando che l’aggiornamento del corrispettivo del contraente generale – passato da 3,9 miliardi nel 2006 a 10,5 miliardi oggi – è «pressoché esclusivamente il risultato dell’applicazione di clausole di indicizzazione dei prezzi» e non di varianti progettuali sostanziali. Quanto al cronoprogramma, Ciucci sostiene che «l’iter approvativo possa essere completato entro la fine dell’estate 2026, potendo così avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno».

L’iter del Ponte è, da mesi, oltremodo frastagliato. A fine ottobre, la Corte dei Conti aveva bocciato il progetto dell’opera, respingendo la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) con motivazioni collegate a documentazione carente, calcoli poco chiari, e mancato rispetto delle norme ambientali. A metà novembre, la Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei Conti ha inferto un secondo colpo al progetto, non concedendo il visto di legittimità al terzo atto aggiuntivo della convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e la società concessionaria Stretto di Messina Spa, ampliando la crisi amministrativa aperta dal precedente rifiuto e bloccando, di fatto, la definizione degli impegni amministrativi e finanziari necessari per la progettazione e costruzione dell’opera. A inizio febbraio, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un nuovo provvedimento sul Ponte sullo Stretto di Messina. Si tratta di un decreto approvato in risposta ai rilievi avanzati dalla Corte dei Conti, con l’obiettivo di sbloccare l’iter per l’opera. A marzo, l’esecutivo ha allungato i tempi per la realizzazione del Ponte, fissando la nuova data della messa in funzione al 2034: un anno in più rispetto alle ultime stime.

Avatar photo

Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Articoli correlati

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

+ visti