giovedì 26 Febbraio 2026

Caccia: una grande mobilitazione nazionale chiede al governo di fermare la deregolamentazione

Una vasta mobilitazione nazionale chiede di bloccare le modifiche alla legge sulla tutela della fauna, con oltre 400mila firme consegnate al Senato da Fondazione Capellino, Legambiente, Lipu e Wwf Italia. Le associazioni sollecitano il ritiro del disegno di legge Malan e il divieto di estendere la caccia a nuove specie o a quelle in cattivo stato di conservazione, oltre allo stop a pratiche come richiami vivi e cattura di uccelli selvatici. Si chiedono, inoltre, distanze minime di 300 metri da abitazioni e sentieri, limitazioni nei periodi turistici e più controlli, sottolineando che sicurezza pubblica e tutela della biodiversità devono prevalere.

La richiesta dei firmatari al Parlamento è quella di bloccare le proposte di modifica della legge 157/92 che regola l’attività venatoria in Italia. Le sottoscrizioni sono state consegnate simbolicamente ieri al Senato, in occasione di una conferenza stampa congiunta tra le realtà proponenti. Al centro della mobilitazione, che assume un carattere politicamente trasversale, c’è la richiesta di ritirare il disegno di legge 1552 a prima firma del senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan, che introduce un significativo allentamento delle tutele, con l’allungamento dei calendari venatori, la possibilità di cacciare in aree demaniali e l’ampliamento delle specie cacciabili. I promotori della mobilitazione chiedono invece un rafforzamento della sicurezza per i cittadini che frequentano le aree rurali e montane, dove sempre più persone praticano trekking, cicloturismo e altre attività all’aria aperta.

Tra le proposte concrete avanzate dalle quattro realtà ambientaliste figurano il divieto di caccia ad almeno trecento metri da abitazioni, strade carrozzabili, sentieri escursionistici e aree ad alta frequentazione turistica. Si chiede inoltre lo stop all’attività venatoria nei fine settimana, nei giorni festivi e nei periodi di alta stagione turistica, proprio quando la fruizione collettiva del territorio raggiunge i livelli massimi. Sul fronte della prevenzione, viene richiesto l’obbligo per i cacciatori di indossare giubbotti ad alta visibilità e di dotarsi di sistemi di tracciabilità digitale, insieme a un potenziamento delle dotazioni per le forze dell’ordine impegnate nei controlli. Le petizioni puntano il dito anche contro le pratiche più crudeli, come la cattura di uccelli selvatici e l’uso di richiami vivi, e chiedono che venga esclusa dalla lista delle specie cacciabili quelle che si trovano in cattivo stato di conservazione. Un approccio, questo, che le associazioni ritengono in linea con la riforma dell’articolo 9 della Costituzione, che ha inserito la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica. «La fauna è patrimonio indisponibile dello Stato e la sicurezza delle persone rappresenta un interesse primario», ricordano le entità promotrici.

Il disegno di legge Malan, che porta anche le firme degli altri capigruppo di maggioranza, viene giudicato dalle organizzazioni ambientaliste come un provvedimento anacronistico e in forte contrasto con l’evoluzione sociale ed economica del Paese. «Non è uno scontro ideologico – dichiarano in una nota congiunta Fondazione Capellino, Legambiente, Lipu e Wwf Italia – In gioco ci sono la sicurezza dei cittadini, la tutela della biodiversità, la qualità dei territori e il futuro, anche economico, delle aree rurali e montane, sempre più legato a un turismo sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio naturale». Forti del grande supporto riscosso dalla campagna, le organizzazioni hanno sottolineato la loro disponibilità a collaborare con le istituzioni per tradurre in azioni concrete la richiesta di maggiore sicurezza e tutela dell’ambiente, assicurando al contempo un controllo rigoroso sugli effetti delle norme che verranno eventualmente approvate.

Nel frattempo, è chiaro come ogni anno la stagione di caccia lasci dietro di sé un bilancio di morti, feriti e casi che coinvolgono persone estranee all’ambiente. L’Associazione Vittime della Caccia (AVC), nel dossier 2025/2026, parla di 46 incidenti, spiegando però che il dato allarmante è «il rapporto tra vittime tra i cacciatori e le persone estranee», poiché dai grafici «emerge una sproporzione grave: a fronte di 33 cacciatori vittime di se stessi, si registrano 13 vittime totalmente estranee all’attività venatoria». Ci sono poi altri fattori da considerare, come ad esempio la morte o il ferimento di animali domestici o sinantropi (quelli che, pur non essendo addomesticati, vivono in stretta associazione con l’uomo). 32 gli episodi raccolti, in una cronologia di casi eterogenei: non solo animali colpiti da armi da fuoco durante l’attività venatoria, ma anche cani da caccia morti in dirupi o pozzi, episodi di avvelenamento, minacce armate e situazioni di maltrattamento o abbandono.

Avatar photo

Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria