L’esercito tedesco sarà addestrato dagli istruttori delle forze armate ucraine, in virtù dell’esperienza acquisita da queste ultime sul campo di battaglia nel confronto militare diretto contro la Russia. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, venerdì scorso ha firmato un accordo in tal senso a margine di un incontro con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’obiettivo, secondo quanto riferito da un portavoce dell’esercito, è quello di «integrare le esperienze dei soldati ucraini nell’addestramento militare presso le scuole di addestramento dell’esercito», sfruttando la loro conoscenza sull’uso di droni armati e sulla difesa contro gli attacchi nemici. «Nessuno nella NATO ha attualmente più esperienza di combattimento dell’Ucraina, dobbiamo sfruttarla», hanno affermato alcuni ufficiali della Bundeswehr (l’esercito tedesco). L’iniziativa rientra nel più ampio contesto di riarmo delle forze armate tedesche, nel quadro della presunta necessità di difendersi dalla cosiddetta “minaccia russa”, ma anche della volontà tedesca di raggiungere il primato militare nell’Ue, configurandosi come l’esercito più forte del Vecchio continente in una rinnovata proiezione di potenza di Berlino.
Secondo quanto riferito dal giornale tedesco Der Spiegel, i dettagli dell’addestramento non sono ancora del tutto noti: si prevede che gli istruttori ucraini raggiungano la Germania il prima possibile per addestrarsi con le unità di fanteria dell’esercito. Tuttavia, a causa della difficile situazione sul campo nei territori ucraini, è probabile che gli ufficiali di Kiev potranno fermarsi in Germania solo poche settimane. In ogni caso, se prima era l’esercito tedesco a addestrare quello ucraino, anche sull’uso di mezzi militari che la Germania ha fornito a Kiev (ad esempio il sistema di difesa aerea Gepard, l’obice semovente Panzerhaubitze 2000 e il carro armato Leopard), ora la situazione appare invertita e Berlino sembra ansiosa di acquisire le tecniche di combattimento più efficaci anche sulla base della conoscenza delle strategie militari russe. In particolare, l’addestramento verterà sull’uso dei droni e sulla difesa contro gli stessi, ma anche sulla trasmissione dell’esperienza che gli ucraini hanno accumulato con gli stessi sistemi d’arma tedeschi.
Inoltre, verranno trasmesse anche le conoscenze delle Forze armate ucraine sui moderni sistemi di comando e controllo: le forze di Kiev, infatti, hanno sviluppato sistemi relativamente semplici per la pianificazione del combattimento e il controllo delle loro unità attraverso l’uso di applicazioni su normali smartphone. Attraverso tali applicazioni vengono anche organizzati il rifornimento delle munizioni e l’evacuazione del personale ferito. A differenza dei sistemi della Bundeswehr, sviluppati in tempo di pace e tecnicamente molto complessi, i programmi ucraini sono stati testati in prima linea e vengono migliorati di giorno in giorno. Da parte sua, lo Stato maggiore russo ha recentemente reso noto di stare sviluppando nuove tendenze di combattimento: secondo il colonnello generale russo Sergey Rudskoy, capo della Direzione principale delle operazioni, i combattimenti in Ucraina hanno introdotto nuovi modelli nella guerra moderna, tra cui «un notevole aumento dell’uso di sistemi robotici aerei, navali e terrestri» nelle missioni di ricognizione, nella guerra controbatteria, nella posa di mine, nella consegna di munizioni e rifornimenti al fronte, nonché nell’evacuazione dei feriti dal campo di battaglia.
Entrambe le parti, dunque, stanno perfezionando e mettendo a punto nuove tattiche militari in una guerra che dura ormai quattro anni e non accenna a concludersi, mentre la situazione sul campo di battaglia rimane in stallo, con l’Ucraina che ha comunque fallito gli obiettivi della controffensiva. In questo contesto, l’Ue continua a perseguire la linea dello scontro più o meno diretto con la Russia non escludendo, e anzi preparandosi, a un confronto militare con la nazione eurasiatica dotata di armi nucleari. La Germania è una delle nazioni che sta investendo di più in questa direzione, rafforzando il suo esercito e approvando il ritorno alla leva militare obbligatoria. Nel «Piano Operativo Germania», infatti, la Bundeswehr punta a raggiungere le 460.000 unità entro il 2029, con 80.000 soldati attivi e circa 120.000 riservisti, per garantire una forza mobilitabile in tempi rapidi. A questo si aggiunge un massiccio programma di investimenti in armamenti, logistica e tecnologia, pensato per riportare l’esercito tedesco al vertice europeo per capacità operative. È quello che Berlino ha definito “Zeitenwende” ossia una “svolta epocale” che indica il cambio di rotta della Germania dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Inoltre, Berlino ha introdotto un nuovo modello di servizio militare su base volontaria, sostenuto da una procedura di registrazione obbligatoria per gli uomini e facoltativa per le donne.
La recente iniziativa di addestramento della Bundeswehr da parte degli ufficiali ucraini segna una continuità di azione con le precedenti mosse legislative e militari, confermando la volontà della Germania, e in generale dell’Ue, di muoversi in una direzione di scontro con Mosca, piuttosto che potenziare le soluzioni diplomatiche. Il tutto mentre il Vecchio continente affronta una crisi economico-sociale rilevante e risulta sempre più marginale nello scacchiere politico internazionale.




