Da settimane i quotidiani riportano ciclicamente sempre la stessa notizia. A cambiare sono i numeri, ma non la sostanza: decine di misure cautelari stanno fioccando su giovani e giovanissimi che hanno preso parte alle proteste per la Palestina degli ultimi mesi. Sebbene le misure riguardino tutta l’Italia, è evidente che a essere colpita con maggior forza è la città di Torino, dove le operazioni di polizia si verificano almeno settimanalmente, anche contro attivisti minorenni. Se i fatti ora colpiscono, è d’altro canto innegabile che il capoluogo piemontese – e la Val di Susa – da anni siano o...
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