Israele «nemico comune dell’umanità», le parole di Albanese per le quali la Francia ne ha chiesto le dimissioni (Corriere della Sera); Sotto accusa la frase “Israele nemico comune” (Quotidiano Nazionale); “Israele nemico comune dell’umanità”, la Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese (Il Riformista). Nell’attribuire virgolettati inventati alla Relatrice Speciale dell’ONU, i media mainstream sono seguiti a ruota da un consistente spezzone politico europeo, guidato dalla Francia, che ne chiede le dimissioni. «Israele nemico comune dell’umanità» è la frase attribuita a Francesca Albanese durante il suo intervento al Forum di Al Jazeera. Nel giornalismo fatto di click frenetici, evidentemente era troppo chiedere di prendersi quattro minuti per andare alla fonte e verificare la notizia prima di diffonderla. Il travisamento delle parole dell’Albanese è la prova di quanto sostenuto nel suo discorso, relativamente all’esistenza di un sistema che in questi due anni ha armato nonché coperto politicamente e finanziariamente Israele, amplificandone «la narrativa pro-apartheid e genocidiaria».
Quello del 7 febbraio scorso al Forum di Al Jazeera è stato uno dei tanti interventi che Francesca Albanese ha realizzato negli ultimi due anni passati in giro per il mondo a parlare di Palestina e diritto internazionale (violato). Il suo discorso era passato inosservato, fino a quando non si è messa in moto la macchina della polemica, montata dai media mainstream e dalla destra europea. «Abbiamo trascorso gli ultimi due anni a osservare la pianificazione e la messa in atto di un genocidio. E il genocidio non è finito», dice la Relatrice Speciale dell’ONU sui territori palestinesi occupati, passando poi all’inerzia della comunità internazionale.
«Il fatto che invece di fermare Israele la maggior parte del mondo l’abbia armato, gli abbia dato scusanti politiche, sostegno economico e finanziario, questa è una sfida. Il fatto che la maggior parte dei media occidentali abbia amplificato la narrativa pro-apartheid e genocidiaria è una sfida, ma allo stesso tempo anche un’opportunità». Questo perché — dice l’Albanese — «se il diritto internazionale è stato pugnalato al cuore, è anche vero che mai prima d’ora la comunità globale aveva visto così chiaramente che tutti noi affrontiamo, noi che non controlliamo grandi capitali finanziari, algoritmi e armi. Ora vediamo che noi come umanità abbiamo un nemico comune». Il passaggio che abbiamo trascritto e virgolettato dura appena un minuto. Bastava un minuto per evitare la polemica e verificare la notizia: Francesca Albanese non cita Israele come nemico comune dell’umanità, ma l’intero agglomerato di crimini, complicità e profitto che ha permesso il genocidio del popolo palestinese, di fronte al quale soltanto l’azione collettiva e coordinata può porre un argine (nel discorso viene ad esempio citato il boicottaggio e quindi il consumo consapevole). Lo chiarisce anche in un post sui suoi profili social dopo il polverone mediatico: «Il nemico comune dell’umanità è IL SISTEMA che ha reso possibile il genocidio in Palestina, compreso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile». La denuncia generale di Francesca Albanese era già stata avanzata in altre occasioni, come la pubblicazione del rapporto ONU “Economia del genocidio”.
La gogna mediatica delle ultime ore è stata presto sfruttata dalla destra europea, che è tornata all’attacco di Francesca Albanese. La Francia ha chiesto le dimissioni dal suo incarico alle Nazioni Unite, con il Ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot che ha dichiarato: «condanniamo senza riserva alcuna le parole della signora Albanese che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo e in quanto nazione, il che è assolutamente inaccettabile».
La ricostruzione pretestuosa di Parigi è stata presto sposata dall’Italia: la Lega ha prontamente depositato una risoluzione per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese, accusandola di antisemitismo. Un’anticipazione di quello che potrebbe accadere in Italia con l’approvazione della legge voluta proprio dal leghista Massimiliano Romeo, che punta a silenziare le critiche verso Tel Aviv o le iniziative di pressione, equiparandole ad atti antisemiti.





Dire la verita ancora non si puo’. Ma sta finendo questa dittatura e le cose cambieranno. Almeno lo spero e prego per questo.
Ovvio quello che sta succedendo nel Mondo, nessun arresto per il caso Epstein, dove il Mossad ha preparato le armi per ricattare l’intero Occidente in vista della presa della Palestina e soggezione dell’Iran, le caselle tutte al loro posto, tutti che continuano a procedere indisturbati a marciare con ordine, mostrano un Mondo in mano a chi vuole il potere assoluto dove mangiare i bambini e stuprare i minori era prova di farne parte e non poter più fare marcia indietro.