RAMALLAH, CISGIORDANIA OCCUPATA – Sono state approvate dal gabinetto di sicurezza israeliano nuove misure volte ad ampliare il controllo di Tel Aviv in Cisgiordania e che accelerano il tentativo di annessione e colonizzazione del territorio da parte di Israele. Mentre Netanyahu si appresta a volare negli Stati Uniti per l’ennesimo incontro con Trump, i ministri di estrema destra Israel Katz e Bezalel Smotrich hanno annunciato un pacchetto di decisioni che minano il Protocollo di Oslo e il Protocollo di Hebron, cambiano le procedure di registrazione dei terreni e di acquisizione delle proprietà in Cisgiordania e consentono allo Stato di demolire gli edifici di proprietà palestinese nell’Area A. L’Autorità Palestinese condanna la grave escalation e chiama la comunità internazionale e in particolare l’amministrazione statunitense a intervenire; Hamas esorta le nazioni arabe e musulmane a interrompere i legami con Israele, e sollecita la popolazione palestinese della Cisgiordania a intensificare la resistenza contro l’occupazione.
La volontà del governo israeliano, è chiara: annettere la Cisgiordania. L’hanno annunciato, l’hanno ripetuto e, passo dopo passo, lo stanno facendo. Le aggressioni di coloni e militari, gli sfollamenti forzati della popolazione da un lato, i nuovi pacchetti di leggi dall’altro. Le elezioni sono tra pochi mesi e il governo di Netanyhau – in particolare i partiti di estrema destra – fanno campagna elettorale sulla pelle dei palestinesi. “Continueremo a seppellire l’idea di uno Stato palestinese” ha affermato l’ufficio del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich in una dichiarazione, mentre il ministro della Difesa Katz ha ribadito che queste decisioni riflettono una chiara politica di rafforzamento del controllo di Israele sulla Cisgiordania e sono una garanzia per il futuro degli insediamenti ebraici in quella zona.
Le nuove misure del gabinetto di sicurezza d’Israele
Le nuove misure “consentiranno agli ebrei di acquistare terreni in Giudea e Samaria proprio come acquistano [terreni] a Tel Aviv o Gerusalemme”, ha affermato il gabinetto di sicurezza, utilizzando la terminologia biblica per le regioni che compongono la Cisgiordania. Il piano ha infatti ordinato la pubblicazione dei registri catastali prima riservati in Cisgiordania, abrogando la disposizione legale che impediva ai non-arabi di acquistare immobili nella zona, una legge che di fatto proteggeva il territorio dalla colonizzazione israeliana. Inoltre, il gabinetto ha abolito la legislazione che richiedeva un permesso speciale per le transazioni immobiliari. Si prevede che questo cambiamento consentirà agli israeliani di acquisire proprietà con una burocrazia minima.
Ma le nuove disposizioni vanno ben oltre: estendono “le attività di supervisione e applicazione della legge [israeliana, ndr] alle aree A e B per quanto riguarda le violazioni idriche, i danni ai siti archeologici e i rischi ambientali”. Di fatto, permettendo l’allargamento del controllo israeliano a parti del territorio palestinese che è – secondo gli Accordi di Oslo II firmati nel 1995– sotto il controllo esclusivo dell’Autorità Palestinese (Area A), aprendo le porte a nuove ondate di furti di terre, demolizioni e espulsioni in nome della “protezione ecologica” e dell’archeologia. Una scusa che Israele utilizza da anni per colonizzare terre in “Area C”, ossia i territori palestinesi che sono già sotto il controllo militare e amministrativo israeliano. Nel pacchetto di regole Israele rompe anche il Protocollo di Hebron; il piano estende il controllo di Tel Aviv sulla Tomba dei Patriarchi, e trasferirà l’autorità sui permessi di costruzione per gli insediamenti ebraici e su alcuni importanti siti religiosi dal comune di Hebron, che è subordinato all’Autorità Palestinese, a Israele.
Fino ad ora, in conformità con l’accordo di Hebron del 1997, qualsiasi modifica edilizia nella comunità ebraica doveva essere approvata sia dal comune che dall’amministrazione civile. Con l’approvazione del gabinetto, tali modifiche richiederanno ora solo l’autorizzazione da parte dell’establishment della difesa israeliano. L’organizzazione ombrello Yesha Council, che rappresenta gli insediamenti illegali in Cisgiordania, ha definito le decisioni di domenica tra “le più significative prese dallo Stato di Israele dal suo ritorno in Giudea e Samaria 58 anni fa”. “Il governo di Israele ha annunciato oggi, in pratica, che la Terra di Israele appartiene alla Nazione di Israele”, ha affermato il consiglio, aggiungendo che le decisioni “stanno di fatto consolidando la sovranità israeliana sul territorio”.
L’Autorità Palestinese ed Hamas chiamano a intervenire
La presidenza palestinese ha condannato con forza le decisioni del gabinetto di sicurezza israeliano, considerendole una “continuazione della guerra totale condotta dal governo israeliano contro i palestinesi e un’escalation senza precedenti” sottolineando che “rappresentano l’attuazione pratica dei piani di annessione e sfollamento.” Per l’Autorità Palestinese queste decisioni violano anche tutti gli accordi firmati tra l’OLP e Israele, nonché il diritto internazionale e le risoluzioni di legittimità internazionale, e costituiscono una palese violazione degli Accordi di Oslo e dell’Accordo di Hebron. In un comunicato hanno invitato la comunità internazionale in particolare il Consiglio di sicurezza e l’amministrazione statunitense a intervenire per bloccare le decisioni di Tel Aviv.
Hamas, inoltre, chiama alla ribellione. Invita “i palestinesi e i loro giovani ribelli in Cisgiordania e a Gerusalemme a intensificare il confronto con l’occupazione e i suoi coloni con tutti i mezzi disponibili, per contrastare i progetti di annessione, giudaizzazione e sfollamento forzato”. Definisce le misure adottate ieri parte dell’ “approccio fascista di insediamento coloniale, del piano di annessione globale e della guerra di sterminio e pulizia etnica” di Israele, e chiede agli stati arabi e islamici “di assumersi la loro responsabilità storica nell’affrontare l’occupazione e i suoi piani volti a imporre l’annessione della Cisgiordania come un fatto compiuto”. Li sprona a “rafforzare una posizione araba e islamica unitaria” e a “intraprendere misure concrete e serie, in primo luogo interrompendo le relazioni con l’entità sionista ed espellendo i suoi ambasciatori dalle capitali che hanno stabilito relazioni con essa,” invitando anche le Nazioni Uniti e la comunità internazionale a esercitare una “pressione reale ed efficace sull’occupazione affinché cessi le sue violazioni e aggressioni”.





ebrei a americani fanno quello che vogliono, prima o poi dovrà ritorcersi contro di loro
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