Il governo lo dichiara senza mezzi termini: la distinzione tra manifestanti violenti e non violenti non è possibile. Non nel contesto della manifestazione dello scorso 31 gennaio di Torino, dove tra le 20 e le 50 mila persone si sono ritrovate in piazza a sostegno di Askatasuna e per la tutela degli spazi sociali. Con un linguaggio che rievoca scenari degli anni ’70, il ministro dell’Interno Piantedosi dipinge nelle intenzioni della piazza «una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni», con modalità che richiamano «dinamiche terroristiche e squadristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato». Una «vera e propria sistematica strategia dell’eversione dell’ordine democratico», insomma. Che offre l’assist perfetto per introdurre l’ennesimo decreto Sicurezza, che (salvo ulteriori slittamenti) approderà in Consiglio dei Ministri già domani.
L’obiettivo della piazza, dichiara il ministro nel corso dell’informativa urgente di ieri alla Camera, sono puri disordini e violenze, portate in piazza col pretesto di rivendicazioni di carattere sociale. D’altronde, a poche ore dai fatti, lo stesso ministro della Difesa Crosetto aveva dichiarato la necessità di combattere queste «bande armate» allo stesso modo in cui «sono state combattute le Brigate Rosse». Piantedosi sottolinea poi come con il governo Meloni il numero di manifestazioni sia aumentato in frequenza e partecipazione proprio perchè pienamente garantito il diritto a manifestare – non, insomma, per un crescente scontento da parte della cittadinanza. In quest’ottica, «va valutato il sostegno alla manifestazione da coloro i quali intendono rimarcare la propria distinzione rispetto ai manifestanti violenti». Sarebbe ipocrita, insomma, pretendere una separazione tra «cosiddetti “manifestanti pacifici”» e gruppi violenti.
Paventato il rischio eversivo dei cortei, dipinti anche i cittadini comuni come potenziali terroristi, il terreno è spianato per l’introduzione del nuovo decreto Sicurezza, che contiene due misure fondamentali. La prima è il fermo di polizia per «soggetti potenzialmente pericolosi, di cui siano già conoscibili intenzioni ed attitudini». Il secondo è l’ampliamento dello scudo penale a favore dei poliziotti, «baluardo della democrazia», che devono poter operare «senza una costante e sistematica presunzione di colpevolezza». Prevista poi la possibilità per le Prefetture di procedere con lo sgombero degli immobili occupati, in base a criteri di priorità da esse (ovvero, dal ministero dell’Interno) stabiliti. Il provvedimento sarebbe dovuto arrivare in Consiglio dei Ministri già oggi, ma il rischio di frizioni con il Quirinale ha portato a rimandare di un giorno la discussione. Le norme, per essere approvate, devono infatte essere rese digeribili al presidente della Repubblica Mattarella, motivo per il quale nella serata di ieri si è svolta una riunione dei tecnici incaricati di redarre le norme. Il rischio che si manifestino profili di incostituzionalità è infatti alto – uno tra tutti: le norme potrebbero cozzare con l’art. 13 della Costituzione, che stabilisce l’inviolabilità della libertà personale, la quale può essere momentaneamente sospesa unicamente dall’autorità giudiziaria (e dunque non dalla polizia, come vorrebbe il decreto).
Nel frattempo, il corteo di sabato, partecipato da decine di migliaia di cittadini, viene spogliato di qualunque valenza critica e politica, per diventare un’accozzaglia di persone il cui unico scopo sarebbe devastare il centro di Torino e scontrarsi con la polizia. E il tutto grazie anche a «coperture politiche ben identificabili», che offrono ai «delinquenti» una «prospettiva di incolumità» dichiara Piantedosi, alludendo alla presenza di AVS e Rifondazione Comunista in piazza. «Sarà massimo l’impegno affinchè questa vile aggressione non resti impunita e abbia la risposta che merita da parte dello Stato».
Tra le opposizioni sollevatesi dopo il discorso di Piantedosi, le più incendiate sono state proprio quelle di Bonelli (AVS), che ha commentato come i «criminali» che hanno dato il via agli scontri più violenti con le forze dell’ordine «li condanniamo perchè sono nostri nemici». «Lei da ministro degli Interni doveva tutelare i manifestanti pacifici, perchè voi sapete chi sono coloro i quali vanno a fare quegli scontri, ma gli avete consentito di fare tutto ciò», ha dichiarato, aggiungendo: «quei teppisti sono vostri amici, se c’è una complicità è con voi».





Che faccia di bronzo che hanno questi politici nel mentire…non finiscono mai di stupirmi!
Per una volta uno di sinistra ha parlato come si deve, speriamo che agiscano anche in maniera adeguata per contrastare queste porcherie. (ma mi sa più difficile, non so perchè…
L’unica Spectre del mondo sono le istituzioni Occidentali guidate dalla peggiore feccia dell’umanità da oltre un ventennio al cui confronto quelle nazi fascista erano di Santi, lo sappiamo tutti o lo vediamo tutti persino nei giornali di regime, il giorno dopo che i Santi che ci guidano hanno perso il potere e escono fuori le verità su tutti loro.