Fare festa in pieno giorno, o dal tramonto a mezzanotte, in luoghi inusuali, con buona musica e con selezioni di caffè al posto dei gin tonic. Non è una trovata per vecchi, ma un nuovo modo di vivere la musica e di divertirsi, con consapevolezza e lontano dagli eccessi: in questo consiste lo slow (o soft) clubbing. L’idea ha visto la luce tra Berlino e New York e ora si sta diffondendo piano anche nel nostro Paese.
Berlino, storica capitale della vita notturna techno fin dagli anni ‘90, ha visto lo slow clubbing emergere come reazione al fenomeno della “morte dei club” (Clubsterben) tra il 2023 ed il 2024: gentrificazione e costi elevati, infatti, hanno fatto calare l’affluenza nelle discoteche tradizionali. Alcuni locali, come il Turbulence, nell’ex aeroporto di Tegel, sono stati pionieristici in questo nuovo genere di eventi, caratterizzato da eventi diurni con musica elettronica soft, no alcol eccessivo e un focus particolare su arti performative, per preservare la cultura underground senza notti infinite. Più o meno negli stessi anni, tra il 2022 ed il 2024, a New York, arrivano eventi alcohol free dalla durata limitata, influenzati anche dalla Gen Z e dal trend “soft clubbing” su Tik Tok. Tetti e caffetterie sono stati trasformati in piste da ballo, per un’esperienza di clubbing più attenta ed accessibile. Generalmente, lo slow clubbing è caratterizzato da musica lenta e ipnotica: house melodica a BPM ridotti (intorno a 110-122), downtempo e ambient techno con suoni morbidi, bassi rotondi e percussioni organiche. Tracce hip hop e trip hop rallentate, spesso suonate a 33 giri invece di 45, evocano trance sensuali e bagni sonori. Tappeti sonori di tutto rispetto per eventi che fanno ballare ma non stordiscono.
Lo slow clubbing e il soft clubbing, in realtà, si differenziano per approccio, atmosfera e filosofia. Lo slow clubbing enfatizza la lentezza temporale e musicale, ispirandosi al movimento Slow Food: eventi diurni o brevi, con ritmi lenti, focus su sostenibilità e immersione profonda senza eccessi. Il soft clubbing punta invece su sobrietà sociale e benessere, con no alcol (o molto poco), location informali e orari flessibili, priorizzando la connessione umana su una pista da ballo molto soft.
In Italia non possiamo ancora parlare di fenomeno, ma di eventi-pilota e pionieristici che si stanno lentamente dirigendo in questa direzione. Esperimenti sparsi di spazi che propongono alternative alla discoteca tradizionale, che affiancano spesso musica, cibo e cocktail leggeri. Come nel caso di Genova che, ad ottobre scorso, ha organizzato il suo primo evento nella Caffetteria Tazze Pazze in collaborazione con Slow Food Genova, accompagnando il dj set di Kamo con le birre del Birrificio Alta Via, i vini naturali e un brunch firmato Presìdi Slow Food liguri. Caffetterie ma anche pescherie e luoghi insoliti, non propriamente addetti al clubbing, si trasformeranno in momenti di incontro a base musicale. Lo scorso fine settimana è stata la volta di Milano, dove all’interno della Fabbrica del Vapore ha preso vita il format M2O Morning Club: cinque domeniche mattina all’insegna della musica elettronica alla luce del sole, dove ballare, assaggiare caffè e proposte gastronomiche nelle postazioni di “breakfast food” (ovvero i food-truck della colazione), girando tra corner tematici, tra cui quello per la lettura dei tarocchi ed uno dedicato al beauty. Ingredienti e formule variegate per spostare il divertimento dalla notte al giorno, dagli eccessi alla cura, dalla freneticità alla lentezza.
Il soft clubbing vuole essere una forma di socializzazione incentrata più su salute e benessere. Uno spostamento culturale e valoriale, dove non si rinuncia del tutto alle uscite sociali, ma piuttosto ci si attiva per partecipare in modo creativo, ascoltando il proprio corpo e le proprie esigenze. Invece di serate costose ed estenuanti (anche il fattore economico non è trascurabile, visti i costi di ingressi e drink all’interno dei club), si preferiscono eventi differenti, che spostano l’attenzione l’alcol e danno priorità al benessere e alla connessione. Mentre nelle altre città europee ed americane lo slow clubbing è caldamente promosso dalle nuove generazioni, in Italia questo format sembra suscitare più interesse tra un pubblico adulto (sui 30-40 anni).
Lo slow clubbing si inserisce in un contesto generale che sta riscrivendo la socialità notturna. Come l’esperienza dei listening bar, luoghi ispirati ai Jazz Kissa e Audio Kissa giapponesi degli anni 50, dove la musica torna protagonista grazie ad impianti ad alta fedeltà che propongono musica selezionata, rigorosamente in vinile, per farne apprezzare il suono, accompagnata da cocktail analcolici o vini naturali. O quella dei coffee rave, feste mattutine a base di musica elettronica e caffeina, per chi ama ballare di giorno e rientrare a casa prima che faccia buio.




