Con solo dieci voti di scarto (334 sì, 324 no e 11 astensioni), il Parlamento europeo ha approvato la richiesta, presentata da un gruppo di eurodeputati di Sinistra, Verdi e parte dei Liberali, di rinviare alla Corte di giustizia dell’Unione Europea l’accordo commerciale tra UE e Mercosur per verificarne la compatibilità con i Trattati europei. La decisione blocca di fatto la ratifica definitiva dell’intesa – firmata lo scorso 17 gennaio dopo oltre 25 anni di negoziati – e potrebbe ritardarne l’entrata in vigore anche per mesi, in attesa del parere dei giudici di Lussemburgo. Il cancelliere tedesco Merz ha chiesto di applicare l’accordo in via provvisoria, con voto a maggioranza qualificata in Consiglio, suscitando le proteste di The Left che parla di “scandalo democratico”. La Commissione UE ha espresso rammarico per la decisione, sostenendo che le questioni sollevate sono già state affrontate. Davanti alla sede del Parlamento europeo di Strasburgo gli agricoltori hanno accolto con gioia la decisione.
Ora, spiega il Parlamento, il testo passerà all’esame della Corte di Giustizia UE, mentre l’Eurocamera continuerà l’esame dei testi in attesa del parere dei giudici della Corte – per il quale ci potrebbero volere dei mesi. Dopo che questo sarà arrivato, il Parlamento voterà per decidere se concedere o meno il consenso all’accordo. «La Commissione Europea si rammarica per la decisione del Parlamento Europeo» ha detto il portavoce Olof Gill alla stampa, definendo «non giustificate» le questioni sollevate nella mozione in quanto «già affrontate in modo dettagliato» dalla Commissione. Lo scorso finesettimana, la presidente della Commissione era volata in Paraguay dove, il 17 gennaio, aveva già firmato l’intesa insieme ai partner sudamericani.
L’accordo di libero scambio con alcuni Paesi del Sudamerica (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) aveva ricevuto il via libera dell’Unione Europea ai primi di gennaio grazie al voto decisivo dell’Italia. Tra le misure principali vi è la rimozione del 91% dei dazi sulle merci europee verso i Paesi del Mercosur e il 92% di quelli in direzione opposta, con un risparmio per le aziende UE che dovrebbe aggirarsi intorno ai 4 miliardi di euro all’anno. L’accordo aveva diviso profondamente la politica, con l’Italia indecisa fino all’ultimo sul voto, e messo in allarme le organizzazioni agricole: per Confagricoltura l’accordo «nella sua forma attuale rischia di consolidare un’evidente asimmetria», mentre Copagri chiede di «vigilare sulle possibili perturbazioni di mercato». A fare da sfondo, le proteste degli agricoltori, che proseguono da mesi e che fino a ieri hanno manifestato all’esterno della sede del Parlamento UE a Strasburgo. Per molti di questi, infatti, l’accordo potrebbe aprire a una concorrenza sleale, con l’importazione sul mercato europeo di prodotti quali carne, cereali, zucchero e soia prodotti con standard meno rigorosi (e quindi con possibili conseguenze sulla sicurezza alimentare) che potrebbero giungere a costi più bassi nel mercato UE. Secondo i sindacati, di fatto, l’intesa penalizza i produttori europei, che devono seguire norme severe, favorendo Paesi esteri con politiche più permissive.





la von der leyn è una jena che sta facendo danni enormi all’economia europea!