È stata demolita stamattina la sede dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), a Gerusalemme Est. I bulldozer israeliani, insieme all’esercito, hanno fatto irruzione nel complesso dell’agenzia alle prime luci del mattino, e dopo aver isolato le strade circostanti, hanno proceduto alla demolizione delle strutture. Poi hanno issato la bandiera israeliana sull’edificio, nel quartiere palestinese di Sheikh Jarrah. “Si tratta di un attacco senza precedenti contro l’UNRWA e i suoi locali. Costituisce inoltre una grave violazione del diritto internazionale e dei privilegi e delle immunità delle Nazioni Unite” ha dichiarato il portavoce dell’UNRWA, Jonathan Fowler. L’UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente) è l’agenzia ONU creata nel 1949 per fornire assistenza umanitaria, protezione, istruzione e servizi sanitari ai circa 5 milioni di profughi palestinesi registrati in Giordania, Libano, Siria e nei territori palestinesi. Offre servizi essenziali come scuole, centri medici, supporto sociale e aiuti in caso di emergenza.
L’agenzia ONU è nel mirino d’Israele da decenni, ma dal 7 di ottobre 2023 i suoi tentativi di cancellarla hanno trovato anche sostegno internazionale, quando almeno 9 Stati le hanno tagliato i finanziamenti a seguito delle accuse – senza prove – secondo cui alcuni membri del personale erano coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Lo Stato ebraico vuole chiudere UNRWA perché l’agenzia difende e rappresenta il diritto dei rifugiati palestinesi a tornare nella propria terra dalla quale sono stati cacciati nel 1948, terra che poi è diventato lo Stato di Israele. Oggi la Rete delle organizzazioni non governative palestinesi (PNGO) ha ribadito che la demolizione e il raid fanno parte dei continui tentativi di smantellare le operazioni di UNRWA ed eliminare il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, garantito dalla risoluzione 194 delle Nazioni Unite. “Ciò fa parte di una campagna continua da parte della potenza occupante che prende di mira i campi profughi palestinesi nella Cisgiordania settentrionale, con l’obiettivo di minarli e rimodellarli come testimonianza della Nakba, nell’ambito della sua guerra aperta contro il popolo palestinese e dei suoi continui crimini di genocidio nella Striscia di Gaza e in Cisgiordana”, scrivono.
Mentre i bulldozer iniziavano a demolire le strutture, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir è arrivato sul posto per assistere alla demolizione. “Questo è un giorno importante per la sovranità a Gerusalemme”, ha affermato. “Oggi questi sostenitori del terrorismo vengono cacciati da qui con tutto ciò che hanno costruito. Questo è ciò che verrà fatto a ogni sostenitore del terrorismo”. UNRWA è uno dei bersagli preferiti del ministro di estrema destra israeliano, forte sostenitore del suprematismo ebraico nonché uno dei leader della colonizzazione della Cisgiordania e della recente proposta di legge che invoca la pena di morte per i prigionieri palestinesi. Anche il vicesindaco della città, Arieh King ha gioito dell’operazione. “Oggi abbiamo sconfitto il nemico, è stato cacciato via da Gerusalemme e, con l’aiuto di Dio, lo cacceremo via da ogni parte della Terra d’Israele. Non c’è scelta: o loro o noi” ha dichiarato .
Nell’ottobre del 2024, la Knesset ha approvato due leggi che vietano ad UNRWA di operare nel territorio israeliano e che proibiscono ai funzionari israeliani di avere contatti con l’agenzia. Il mese scorso ha modificato la legge per vietare la fornitura di elettricità o acqua alle strutture UNRWA, che includono scuole e centri medici. La settimana scorsa, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha avvertito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che potrebbe portare il suo Paese davanti alla Corte internazionale di giustizia se non abroga le leggi che prendono di mira l’UNRWA e restituisce i beni e le proprietà sequestrati. In una lettera dell’8 gennaio a Netanyahu, Guterres ha affermato che l’ONU non può rimanere indifferente alle “azioni intraprese da Israele, che sono in diretta violazione degli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale. Devono essere revocate senza indugio”.
Gli edifici di UNRWA erano stati posti sotto sequestro il mese scorso, anche in quel caso sostituendo la bandiera ONU con quella israeliana. L’ONU considera Gerusalemme Est occupata da Israele, mentre Tel Aviv, violando gli accordi sanciti in passato nonché numerose risoluzioni ONU, considera tutta Gerusalemme parte del proprio territorio.




