lunedì 6 Aprile 2026

L’esercito USA starebbe nascondendo il numero reale delle perdite subite in Iran

Almeno 750 militari USA uccisi in Medio Oriente dal 2023, anno di inizio dell’aggressione israeliana a Gaza. “Centinaia” avrebbero perso la vita o sarebbero rimasti feriti dall’inizio della guerra lanciata da USA e Israele in Iran, appena un mese fa. I dati sono il frutto di una inchiesta del quotidiano di informazione The Intercept, che accusa il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) di essere coinvolto in un “insabbiamento”. I numeri forniti dal Comando sui soldati uccisi o feriti nel corso della guerra attuale, infatti, sarebbero “obsoleti” e incompleti: il sospetto è che i vertici USA stiano cercando di mascherare la realte entità dei danni inflitti da Teheran, nonostante le ripetute dichiarazioni di Trump secondo le quali gli USA avrebbero pressochè annientato la capacità offensiva del Paese.

Il presidente Trump non ha fatto che ripetere, dall’inizio della guerra, che la fine del conflitto è molto vicina e che gli USA hanno raggiunto pressochè tutti i loro obiettivi militari nell’area. La realtà dei fatti sembra tuttavia essere molto diversa: gli USA avrebbero in più occasioni cercato di nascondere la reale entità dei danni inflitti da Teheran – come anche Israele avrebbe censurato le immagini dei danni subiti dalla controffensiva iraniana. La frustrazione del tyconn sembra emergere in tutta evidenza da uno degli ultimi post sull’Iran pubblicati sul suo social Truth, dove lancia una minaccia molto poco velata: “Aprite il fottuto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete nell’Inferno – STATE A GUARDARE! Lode ad Allah”. Trump sta inoltre continuando ad aumentare il proprio contingente militare nell’area: la scorsa settimana il numero delle unità presenti è stato portato a circa 20mila, con l’aggiunta di 3mila soldati, ma la possibilità di una invasione di terra in Iran preoccupa i vertici militari stessi, che temono il verificarsi di un Vietnam 2.0.

Secondo The Intercept, le informazioni diffuse da CENTCOM sul numero delle vittime tra i contingenti militari sono “obsolete”. Il quotidiano riferisce come nel 2024, sotto l’amministrazione Biden, il Comando avesse fornito al giornale “cronologie dettagliate” degli attacchi agli avamposti in Medio Oriente, che specificavano anche il tipo di attacco e il numero di eventuali vittime. Ora, la Difesa si starebbe muovendo in tutt’altra direzione. Tim Hawkins, portavoce di CENTCOM, ha dichiarato lo scorso lunedì che i marines feriti dall’inizio dell’operazione Epic Fury sono 303, ma questo conteggio non avrebbe tenuto conto di alcuni attacchi recenti, come quello di venerdì 27 marzo alla base Prince Sultan in Arabia Saudita, nel quale sarebbero rimasti feriti almeno 15 soldati USA. Un funzionario della Difesa avrebbe dichiarato al giornale che Trump e Hegseth, il Segretario della Difesa USA, starebbero cercando di mantenere il numero reale “rigorosamente segreto”. Non sarebbe stato fornito nemmeno il numero delle basi americane attaccate nell’area anche se, secondo un’analisi del quotidiano, queste potrebbero essere numerose e trovarsi in Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Siria ed Emirati Arabi Uniti. Nel mentre, gli attacchi con missili da parte di Teheran proseguono, nonostante le dichiarazioni di Hegseth secondo le quali questi si sarebbero fatti sempre più radi e inefficaci.

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Valeria Casolaro

Ha studiato giornalismo a Torino e Madrid. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, frequenta la magistrale in Antropologia. Prima di iniziare l’attività di giornalista ha lavorato nel campo delle migrazioni e della violenza di genere. Si occupa di diritti, migrazioni e movimenti sociali.

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