Un anno e sei mesi (otto, in un caso) di reclusione per falsità in atti nell’ambito del procedimento per le violenze avvenute nel carcere di Ivrea nel 2016: questa la pena decretata dai giudici per otto agenti della polizia penitenziaria, che avrebbero coperto quanto stava avvenendo contro i detenuti con falsi rapporti che citavano cadute e altri “incidenti”. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ha definito “fondamentale” il ruolo dell’associazione e della società civile nella vicenda. I reati contestati agli autori delle violenze (accusati di lesioni, in quanto all’epoca dei fatti non esisteva ancora il reato di tortura) sono andati in prescrizione.



