martedì 24 Marzo 2026

DIRETTA – Netanyahu: “continueremo attacchi in Iran e Libano” – Il Giappone attinge alle scorte nazionali di carburante

Il presidente del parlamento iraniano Qhalibaf ha smentito ufficialmente che l’Iran avrebbe intrattenuto dialoghi con gli USA sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. “Non sono state effettuate negoziazioni con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Qhalibaf. “Le fake news servono a manipolare i mercati finanziari e petroliferi e a fuggire dalla palude in cui Stati Uniti e Israele sono intrappolati”.


Il presidente degli USA Donald Trump è apparso davanti alla stampa per parlare dei presunti dialoghi con l’Iran e aggiornare i giornalisti sugli avanzamenti della guerra all’Iran. Trump ha ripetuto che gli USA avrebbero tenuto intensi colloqui con l’Iran che sarebbero stati cercati dalla stessa Teheran, e che – da parte statunitense –i tavoli sarebbero stati guidati da Kushner e Witkoff; durante le discussioni avrebbero trovato 15 punti di accordo, tra cui il presunto controllo congiunto dello Stretto di Hormuz USA-Iran. Ha poi affermato che l’Iran vorrebbe raggiungere un accordo, e messo in dubbio che la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei sia ancora viva, affermando che la sistematica uccisione dei leader iraniani corrisponderebbe a un cambio regime.


I media ufficiali e semiufficiali iraniani riportano smentite all’annuncio di Trump riguardo a presunti accordi preliminari per porre fine alla guerra. L’agenzia di stampa semiufficiale Tasnim cita un funzionario anonimo che avrebbe affermato che in questo momento non ci sarebbero negoziati in corso per la riapertura di Hormuz. L’agenzia di stampa Mehr, riporta una dichiarazione del ministro degli Esteri di Teheran Araghchi – assente sui canali ufficiali – che avrebbe detto che le dichiarazioni di Trump sarebbero volte a “comprare tempo” mentre continuano i dialoghi tra Washington e i Paesi della regione. L’emittente statale IRIB, infine, cita una fonte anonima che avrebbe smentito la stessa esistenza di negoziati diretti tra Iran e USA.

L’emittente statunitense Fox News, intanto, ha riportato una contro-smentita di Trump, che avrebbe affermato che ieri notte Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero preso parte a tavoli di dialogo con le autorità iraniane.


Cresce l’attesa per le comunicazioni ufficiali da parte dell’Iran, in risposta alle parole di Trump. Nel frattempo l’aviazione israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran.


Secondo quanto scritto da Trump sul suo profilo Truth, gli Stati Uniti e l’Iran avrebbero concluso una due giorni di colloqui positivi, per porre fine alla guerra in Asia Occidentale. In base a ciò, e in attesa di ulteriori sviluppi, il presidente USA ha «istruito il Dipartimento della Difesa di rinviare tutti gli attacchi militari contro le strutture energetiche e le centrali elettriche iraniane per cinque giorni».


Secondo un’analisi rivelata da Reuters, un missile della batteria difensiva Patriot, in dotazione agli USA, avrebbe causato un’esplosione che ha ferito decine di civili in Bahrein.

L’incidente risalirebbe al 9 marzo scorso, quando un attacco aereo iraniano innescò il sistema difensivo USA presente in Bahrein.


Continuano incessanti gli attacchi aerei israeliani sul Libano meridionale. Colpiti i Comuni di Kfar Sir, nei pressi del fiume Litani, e Kfar Tebnit. Distrutto anche il ponte di Qaqaiya, una delle cinque infrastrutture che collega le due parti del Libano divise dal fiume Litani.

I bombardamenti aerei supportano l’invasione di terra, per ora circoscritta ad alcune municipalità meridionali ma suscettibile di trasformarsi presto su larga scala, come paventato dalle autorità libanesi. La presenza dei soldati israeliani si registra ad esempio a Khiam, a diversi chilometri dal confine. Qui vanno avanti gli scontri con Hezbollah, che supporta la difesa terrestre con il lancio di razzi e droni sulle truppe israeliane.


  • Israele ha fatto saltare in aria il ponte di Qasimiyah, nel sul del Libano: il presidente del Paese, Joseph Aoun, ha detto di ritenerlo un preludio a un’invasione terrestre.
  • Raid aerei si sono verificati su Baghdad, in Iraq, colpendo il quartier generale delle Forze di Mobilitazione Popolare, alleate dell’Iran. Nei giorni scorsi nella città si erano verificati attacchi contro un diplomatico USA e l’aeroporto locale. Gli USA starebbero evacuando temporaneamente le forze americane e NATO dalla Victory Base, a 20 km da Baghdad. Kataib Hezbollah, uno dei gruppi iracheni sostenuti dall’Iran, avrebbe lanciato un ultimatum agli USA, avvisandoli di avere cinque giorni per evacuare l’ambasciata nella capitale prima di finire sotto attacco.
  • I prezzi del petrolio continuano ad essere instabili: il greggio Brent (standard internazionale) ha superato i 113 dollari al barile, prima di assestarsi intorno ai 111, mentre il West Texas Intermediate (WTI), il greggio di riferimento USA, ha superato leggermente i 100 dollari a barile (prima della guerra i due valori erano rispettivamente di 72,5 e 67 dollari al barile).
  • I mercati asiatici hanno registrato un crollo, ma la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi, secondo gli analisti.
  • Israele ha condotto una “vasta ondata di attacchi” alle infrastrutture governative a Teheran. Esplosioni sono state registrate in tutta la capitale iraniana. Giornalisti presenti nella città riportano “esplosioni senza precedenti”, soprattutto nella zona orientale della capitale.
  • I Paesi del Golfo hanno continuato ad intercettare missili e droni diretti verso le loro basi e obiettivi interni.
  • Starmer e Trump hanno avuto un colloquio telefonico, ma dal comunicato rilasciato dall’ufficio del premier inglese le conversazioni non sembrano essere state significative.

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17 Commenti

  1. Netanyhau, non è proprio come dici tu perché avresti dovuto pensarci prima ad avvisare il mondo intero che avresti aggredito l’Iran e avresti dovuto concordare preventivamente con tutti sul da farsi.
    Solo che tutti ti avrebbero detto che sei fuori di testa.
    Chi ha cominciato sei tu con la complicità degli americani e adesso vuoi coinvolgerci perché ti stai cac.ndo sotto?
    Ricordati che se ti andrà male dovrai pagare un conto salato, e questo è il minimo, perché poi ti presentatenno quello del genocidio: e quelli so caz.i

  2. Mi pare una buona notizia quella di questo Joe Kent che si dimette, ma il ragazzo mi pare un po’ confuso: secondo lui è stata una buona idea uccidere Soleimani, cioè colui che ha dato un contributo decisivo a sconfiggere l’isis (altro che trump, come sembra credere lui, il che lascia ancora più perplessi…)

  3. Quando al comando c’è un idiota, secondo le esatte definizioni dell’antica Grecia, si continua a bombardare le Città dove c’erano i filo Occidentali, e prenderle di Santa ragione, dai soldati nascosti nelle montagne, un super Vietnam che distruggerà per sempre l’apparato militare USA, grazie Dio nostro.

  4. Crosetto e Mattarella dai, Costotuzione Italiana forse vi dice qualcosa? Art. 11 , art. 52?
    Se mandi le navi nello stretto di Hormuz o se mandi gli aerei a sostenerle:
    1) non stai ripudiato la guerra, ma te la stai andando a cercare.
    2) non stai difendendo la tua Patria e il suolo italiano, ma stai facendo un’invasione.
    Penso che se il presidente della Repubblica Italiana non si oppone a questo intervento scellerato, allora vale come il 2 nella briscola.
    Mi dispiace che la massa degli italiani non capisca che tutto questo non è il solito film americano.
    Se ci portate in guerra sappiate che sarete i responsabili delle nostre sofferenze.

  5. Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
    Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
    Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.

  6. È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
    Non esistono colpi di spugna.
    Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.

  7. Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.

  8. È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
    Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
    Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
    Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
    Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
    Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
    Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
    Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
    Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
    Chi sono I veri nemici?

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