Oggi alle 15 si sono chiusi i seggi per votare il referendum costituzionale sulla magistratura. La chiamata alle urne riguardava la legge costituzionale n. 253/2025, che intende riformare la magistratura. Il referendum è confermativo, e dunque non prevede quorum. La legge in esame istituirebbe un Consiglio Superiore dei Giudici (magistrati giudicanti) e un Consiglio Superiore dei Pubblici Ministeri (magistrati requirenti), che andrebbero a sostituire l’attuale Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) – unificato per le due figure. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare sovrapposizioni tra funzioni amministrative e giurisdizionali, separando le carriere dei magistrati. I Consigli sarebbero inoltre composti da giudici sorteggiati e non più eletti in maniera diretta, mentre la competenza dei provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati, attualmente in mano al CSM, passerebbe a un’Alta Corte Disciplinare istituita ad hoc. Seguiremo lo spoglio delle schede in diretta su L’Indipendente.
Ore 16.40 – Tre quarti delle sezioni scrutinate: No al 54,13%
Tre quarti delle sezioni sono state scrutinate, e il No è avanti con il 54,13%. Ancora nessun commento dalla presidente Meloni e in generale dai leader della maggioranza.
Ore 16.32 – Renzi chiede le dimissioni di Meloni
Gli spogli non si fermano, e paiono confermare sempre più la vittoria del No, a ora avanti con il 54,25% dei voti con oltre 42mila sezioni scrutinate su 61mila. Dopo Conte, anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi si è esposto, annunciando la vittoria del No.
“Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Noi dieci anni fa lo abbiamo fatto, Giorgia Meloni avrà lo stesso coraggio? Io mi sono dimesso da Premier, da Segretario, da tutto. Vedremo che farà Meloni dopo una sconfitta clamorosa“, ha scritto Renzi, chiedendo implicitamente le dimissioni della premier;
Ore 16.28 – Conte reclama la vittoria
Siamo a oltre due terzi delle sezioni scrutinate, con il No avanti al 54,30%. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è il primo vertice di partito a esporsi, reclamando la vittoria del No: “Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!” si legge in un post su X.
Ore 16.22 – Bignami: “Accettare il volere degli italiani”
Intercettato dall’emittente La 7, il deputato di FdI Galeazzo Bignami ha dichiarato: “Quando gli italiani si esprimono è sempre da accettare. Era un provvedimento che avevamo nel programma elettorale e lo abbiamo sottoposto agli italiani. Sin dall’inizio abbiamo detto che in caso di vittoria del NO non ci sarebbero state ripercussioni sul governo”. I risultati sono ancora in fase di scrutinio, ma le dichiarazioni di Bignami paiono dare una prima conferma sulle proiezioni di vittoria del No.
Bignami fa riferimento alle dichiarazioni rilasciate da Giorgia Meloni prima del referendum, in cui la presidente del Consiglio aveva annunciato che in caso di vittoria del No non si sarebbe dimessa.
Ore 16.17 – Oltre la metà delle sezioni scrutinate: il No in vantaggio al 54,5%
Con 33.379 sezioni scrutinate su 61.533, il No è al momento in vantaggio sul Sì, aggiudicandosi il 54,5% delle preferenze.
Ore 16.13 – Friuli: Sì in vantaggio con il 53,9%
Con poco più della metà delle sezioni scrutinate (754 su 1.354), il Sì è in vantaggio al momento anche in Friuli-Venezia Giulia, registrando un 53,9% delle preferenze rispetto al No (46,08%).
Ore 16.07 – Veneto: il Sì in vantaggio con il 58,35%
In Veneto, il Sì registra per ora la maggioranza delle preferenze, aggiudicandosi il 58,35% contro il 41,65% del No, con 1.807 seggi scrutinati su 4.729.
Ore 16.00 – Napoli: il No in testa con oltre il 72% dei voti
Con poco meno della metà delle sezioni totali scrutinate (1.137 su 2.896) a Napoli il No è in netto vantaggio, segnando un 72,5% delle preferenze contro il 27,48% del Sì.
Ore 15.50 – Si dimette Cesare Parodi, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati
Pochi minuti dopo la chiusura dei seggi referendari è arrivata la notizia delle dimissioni di Cesare Parodi, presidente dell’ANM. La scelta sarebbe legata a “problemi personali” e non con il referendum.
Ore 15.45 – 10.000 sezioni scrutinate: No al 54,49%
Gli spogli procedono rapidamente: a ora ne sono state scrutinate 10.590 e il No risulta avanti al 54,49%. Tra gli scrutini, anche 2 delle 2.207 sezioni Esteri, in cui il No figura leggermente avanti con il 50,38%.
Ore 15.30 – I primi scrutini: No avanti al 53,35%
Iniziano a uscire i primi scrutini sul voto. A mezz’ora dalla chiusura delle urne il No figura avanti con il 53,35% delle preferenze. Per ora sono state scrutinate 1.642 sezioni su un totale di 61.533 (contando gli Esteri). Non è ancora passata al vaglio alcuna sezione Esteri.
Ore 15 – Affluenza al 58,32%
Mentre inizia lo scrutinio delle schede, arriva il primo dato sull’affluenza: alla chiusura dei seggi, il dato si è attestato al 58,32%, in aumento rispetto all’ultimo referendum costituzionale sulla riduzione dei membri del Parlamento, arrivato a quota 51,12%. Su scala regionale, l’Emilia Romagna è la regione dove hanno votato la maggior parte degli aventi diritto, con il 65,86% dei voti, mentre all’ultimo posto figura la Sicilia con il 46,89%. I dati sull’affluenza registreranno lievi variazioni nelle prossime ore.




