Sabato 28 febbraio, Israele ha dato il via a un nuovo attacco contro l’Iran, con missili che hanno colpito diverse zone della capitale Teheran. Centinaia le vittime, compresa la Guida suprema Ali Khamenei, cui è ora succeduto il figlio, Mojtaba Khamenei. L’attacco è giunto solamente due giorni dopo la ripresa dei colloqui tra Iran e USA, dei quali Trump si era detto non soddisfatto nonostante l’Oman, lo Stato mediatore, avesse parlato di “un’apertura senza precedenti” a nuove idee per un accordo sul dossier sul nucleare. In risposta all’aggressione israelo-statunitense, l’Iran ha bombardato diverse basi statunitensi nei Paesi del Golfo. I raid tra le parti sono andati avanti tutto il fine settimana e per i giorni successivi. Nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 marzo, la milizia libanese Hezbollah ha lanciato un attacco contro una base israeliana ad Haifa, aprendo un nuovo fronte della guerra; nella tarda serata di lunedì 9 marzo, i pasdaran hanno annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, facendo schizzare i prezzi del petrolio.
21 marzo – ore 11:25 – Iran: “impianto nucleare di Natanz colpito da un raid aereo di USA e Israele”
L’Iran ha riferito che Israele e gli Stati Uniti hanno colpito l’impianto nucleare di Natanz, utilizzato per l’arricchimento dell’uranio. La notizia è stata diffusa da media iraniani e confermata dall’Organizzazione per l’energia atomica del Paese. Secondo le autorità, non si sono verificate fughe di materiale radioattivo. L’attacco viene descritto da Teheran come un’azione ostile contro il territorio nazionale, mentre fonti israeliane sottolineano l’assenza di conseguenze radiologiche nell’area colpita.
21 marzo – Ore 9.35 – I fatti della notte
- Israele e Iran si sono attaccati reciprocamente nella notte, mentre gli Stati Uniti rafforzavano la presenza militare in Medio Oriente inviando migliaia di marines. Tel Aviv ha affermato che gli attacchi contro l’Iran hanno colpito Teheran, Karaj a ovest della capitale e la città centrale di Isfahan, mentre le sirene antiaeree in Israele hanno avvertito dell’arrivo di missili fin dalle prime ore del mattino, costringendo milioni di persone a rifugiarsi nei bunker. Israele ha colpito anche Beirut, prendendo di mira Hezbollah. Dall’inizio del conflitto sono morte oltre 2.000 persone.
- L’amministrazione Trump ha sospeso per 30 giorni le sanzioni sul petrolio iraniano trasportato via mare, nel tentativo di contenere l’aumento dei prezzi causato dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. La misura potrebbe immettere circa 140 milioni di barili sul mercato globale, riducendo la pressione sull’offerta energetica. La decisione riflette i timori della Casa Bianca per l’impatto dei rincari su imprese e consumatori in vista delle elezioni di medio termine. La deroga consente anche eventuali importazioni negli USA, finora assenti dal 1979, ma con alcune esclusioni geografiche e validità fino al 19 aprile. Axios segnala che la decisione degli Stati Uniti di sospendere le sanzioni sul petrolio iraniano già caricato sulle navi consentirà all’Iran di ottenere circa 14 miliardi di dollari di entrate petrolifere.
- L’Iran ha lanciato due missili balistici contro la base anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, distante circa 4.000 km. L’azione non ha avuto successo: uno dei missili ha subito un guasto durante il volo, mentre l’altro è stato intercettato da una nave militare statunitense con un sistema SM-3. L’episodio resta però significativo, perché suggerisce che l’Iran possiede missili con una portata molto superiore ai circa 2.000 km finora conosciuti. Diego Garcia rappresenta un punto strategico fondamentale per bombardieri, sottomarini e operazioni militari a lunga distanza.
20 marzo – Ore 18.05 – La missione NATO in Iraq continuerà da Napoli
LA NATO ha portato a termine il ritiro del suo personale in Iraq, trasferito in Europa. La missione NATO in Iraq, di supporto alle forze armate e alle istituzioni locali, continuerà dalla base militare di Napoli. Cresce dunque il ruolo italiano nell’Alleanza Atlantica.
20 marzo – Ore 17.25 – Media: gli USA inviano migliaia di marines in Asia Occidentale; scambio di missili tra Libano e Israele
Stando al Wall Street Journal, che cita fonti militari, gli USA starebbero inviando circa 2500 marines in Asia Occidentale, oltre a tre nuove navi da guerra.
Continuano i lanci di missili tra le parti in conflitto. Dal Sud del Libano e dall’Iran sono stati sparati diversi razzi e missili verso Israele. L’aviazione di Tel Aviv ha invece colpito la città di Taybeh, in Libano, come riportato da Al Jazeera.
20 marzo – Ore 15.30 – La Nato si ritira dall’Iraq
A seguito dell’escalation in Asia Occidentale, la NATO ha deciso di ritirarsi temporaneamente dall’Iraq, richiamando circa 600 membri del suo personale. «La sicurezza del nostro personale è di primaria importanza», ha fatto sapere la portavoce dell’Alleanza Alisson Hart.
Dura la reazione di Trump, che ha attaccato gli Alleati, sottolineando che senza gli USA la NATO è soltanto «una tigre di carta».
20 marzo – Ore 11.05 – Nuova ondata di attacchi iraniana
Le IRGC hanno annunciato l’avvio di un altra ondata di attacchi contro Israele. A venire presi di mira le basi degli aerei cisterna strategici dell’esercito israeliano situate presso l’aeroporto Ben Gurion, il Ministero della Sicurezza Interna situato a Gerusalemme e la rete televisiva 13 situata a Tel Aviv. Non sono noti gli esiti degli attacchi.
20 marzo – Ore 10.26 – IRGC “terroriste” per altri sei Paesi
Il Ministero degli Esteri israeliano ha rilasciato un comunicato ripreso dai media israeliani in cui annuncia che altri sei Paesi hanno riconosciuto le Guardie Rivoluzionarie iraniane come organizzazione terroristica. Tra questi figurano Islanda, Moldavia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord e Liechtenstein.
20 marzo – Ore 9.30 – Ucciso il portavoce delle IRGC
L’emittente di stato iraniana IRIB ha annunciato che Sardar Ali Mohammad Naeini, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, è stato ucciso da un attacco israelo-statunitense.

20 marzo – Ore 8 – I fatti della notte
La guerra in Iran è entrata nella terza settimana. Ecco i principali fatti della notte.
- In occasione di una conferenza stampa, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che ha accettato la proposta di Trump di non attaccare più le infrastrutture energetiche iraniane.
- L’Iran ha continuato la propria ritorsione contro obiettivi nei Paesi del Golfo. Le IRGC hanno lanciato attacchi in Arabia Saudita, negli Emirati (a Dubai ed Abu Dhabi), in Bahrein, e in Kuwait. Qui, è stato colpito il raffinatore strategico Mina Al-Ahmadi, con una capacità di circa 346.000 barili al giorno, la cui produzione è stata parzialmente interrotta a causa di un incendio.
- Le IDF hanno lanciato un attacco contro la Siria di Al Sharaa. A venire colpite, infrastrutture nell’area meridionale del Paese, presso Suwayda, area con una forte presenza drusa. Proprio presunti attacchi lanciati contro i drusi dalle forze di Damasco sarebbero stati il motivo dell’attacco israeliano contro la Siria: “L’IDF non permetterà danni ai drusi in Siria e continuerà ad agire per la loro protezione”. Continua, nel frattempo anche l’offensiva contro la Repubblica Islamica; colpite Teheran, Tabriz, Esfahan, e decine di altre installazioni iraniane. Secondo resoconti mediatici, Israele avrebbe ucciso almeno 13 membri delle forze Basij.
- I pasdaran sostengono che la portaerei statunitense Gerald Ford starebbe battendo in ritirata, e che avrebbe tentato di attraversare lo Stretto di Bab el Mandeb, sul Mar Rosso, per allontanarsi. Hanno inoltre lanciato un attacco missilistico su Gerusalemme Ovest, Haifa, Tel Aviv e in altre aree di Israele.
- Sono continuati gli scontri tra Hezbollah e Israele nel sud del Libano. Il gruppo libanese ha reclamato di avere fatto esplodere un bulldozer con ordigni esplosivi, per poi prendere di mira postazioni delle IDF nel nord di Israele. Intanto, in Iraq, le milizie sciite hanno continuato a colpire l’ambasciata statunitense a Baghdad, che sarebbe stata evacuata.





“sforzi appropriati” quindi, in barba alla costituzione, si torna in guerra. E si tornerà a subire il terrorismo come conseguenza tra un paio d’anni.
Mi pare una buona notizia quella di questo Joe Kent che si dimette, ma il ragazzo mi pare un po’ confuso: secondo lui è stata una buona idea uccidere Soleimani, cioè colui che ha dato un contributo decisivo a sconfiggere l’isis (altro che trump, come sembra credere lui, il che lascia ancora più perplessi…)
Quando al comando c’è un idiota, secondo le esatte definizioni dell’antica Grecia, si continua a bombardare le Città dove c’erano i filo Occidentali, e prenderle di Santa ragione, dai soldati nascosti nelle montagne, un super Vietnam che distruggerà per sempre l’apparato militare USA, grazie Dio nostro.
Evviva la Pace peró Bibí e the Donald possono essere convinti solo a Calci e Pugni…
Crosetto e Mattarella dai, Costotuzione Italiana forse vi dice qualcosa? Art. 11 , art. 52?
Se mandi le navi nello stretto di Hormuz o se mandi gli aerei a sostenerle:
1) non stai ripudiato la guerra, ma te la stai andando a cercare.
2) non stai difendendo la tua Patria e il suolo italiano, ma stai facendo un’invasione.
Penso che se il presidente della Repubblica Italiana non si oppone a questo intervento scellerato, allora vale come il 2 nella briscola.
Mi dispiace che la massa degli italiani non capisca che tutto questo non è il solito film americano.
Se ci portate in guerra sappiate che sarete i responsabili delle nostre sofferenze.
Dagli articoli che riportate si ha l’impressione che l’Iran stia solo subendo. E’ possibile? Sicuri che Israele abbia avuto solo qualche ferito lieve?
Il vero dramma è che c’è chi, per paura, imbecillità o tifo politico, pensa davvero che gli attacchi sia giustificati da fini superiori, come il bene del popolo Iraniano
Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.
Ovviamente finché continueranno a mettere al vertice preti invece di Generali, perderanno.
A sentire Kallas, Metsola e Merz, viene da mettersi la mani nei capelli. Tajani no, è un due di coppe…
È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
Non esistono colpi di spugna.
Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.
Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.
È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
Chi sono I veri nemici?
… ma che teste di c@**o!