«Elicotteri Sea Hawks sulla Sicilia». Così, con un post sui propri profili social, l’esercito statunitense ha annunciato un’esercitazione a pochi chilometri da Sigonella. Tra gli scatti pubblicati anche l’atterraggio di due velivoli da guerra al Parco delle Madonie, area naturale protetta che gode di massima protezione ambientale. Da quanto si apprende, l’esercitazione americana sarebbe un atto unilaterale, che ha trovato presto l’indignazione degli enti locali. I sindaci dei 15 Comuni su cui si estende il Parco, unitamente al presidente dell’area protetta, si sono rivolti al governo regionale e al prefetto per chiedere chiarimenti sull’accaduto.
Dal 1981 il Parco delle Madonie è un’area naturale protetta, comprendente 15 Comuni della città metropolitana di Palermo, per un’estensione di circa 40mila ettari. Si tratta del luogo con la più alta biodiversità di tutta la Sicilia, il che lo rende oggetto di particolari tutele, come la limitazione delle attività antropiche. Si comprende dunque l’indignazione di cittadini e amministratori locali nel vedere un simbolo della propria terra trasformato in teatro bellico, il tutto tagliando fuori i presidi democratici locali. «Gli elicotteri MH-60S Sea Hawks assegnati alla Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 28 conducono un volo di addestramento sul monte Etna vicino alla stazione aerea navale Sigonella, Sicilia», scrive l’esercito statunitense. Anche senza menzione esplicita, è stato riconosciuto negli scatti Piano Catarineci quale luogo di atterraggio di due elicotteri da guerra americani. Piano Catarineci ricade nella zona A (massima tutela ambientale) del Parco delle Madonie e gode dello status di Zona Speciale di Conservazione (ZSC), inserita nella rete europea Natura 2000. Quest’ultima è una rete di siti di interesse comunitario creata dall’Unione europea per la conservazione della biodiversità.
«L’atterraggio di elicotteri da guerra della U.S. Navy nel cuore della Sicilia, a Piano Catarineci, non è solo una questione ambientale: è l’ennesimo atto che rischia di trascinare la nostra Isola e l’Italia in uno scenario di tensione bellica senza che vi sia stata alcuna informazione o dibattito democratico», ha dichiarato Valentina Chinnici, deputata e vicesegretaria dem in Sicilia. Chinnici si è unita alla protesta di sindaci e presidente del Parco delle Madonie, presentando un’interrogazione urgente a Renato Schifani, presidente della Regione Sicilia. «Dobbiamo sapere con urgenza — continua Chinnici — se Schifani e la Prefettura fossero stati avvisati, e chi ha autorizzato questo piano di volo. Non possiamo permettere che la Sicilia venga percepita come una portaerei in balia di decisioni prese altrove, senza alcuna legittimazione da parte degli organismi europei e internazionali e in spregio alla sovranità nazionale». Già aveva fatto discutere nei giorni scorsi l’intenso traffico aereo a Sigonella, dovuto al supporto logistico agli USA impegnati nella guerra con l’Iran.
Al momento Renato Schifani non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche su quanto accaduto al Parco delle Madonie. Il silenzio delle autorità regionali e nazionali, unitamente al bypass degli enti locali, parrebbe evocare i contorni di un’azione totalmente unilaterale degli USA. D’altronde resta difficile da capire come un’esercitazione militare possa superare le stringenti limitazioni ambientali disposte per un’area protetta quale il Parco delle Madonie, per di più nel Piano Catarineci, che ricade nella zona A, la più attenzionata.





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