martedì 17 Marzo 2026

DIRETTA – Guerra in Iran – Israele: “Ucciso Ali Larijani”, nessuna conferma da Teheran

Sabato 28 febbraio, Israele ha dato il via a un nuovo attacco contro l’Iran, con missili che hanno colpito diverse zone della capitale Teheran. Centinaia le vittime, compresa la Guida suprema Ali Khamenei, cui è ora succeduto il figlio, Mojtaba Khamenei. L’attacco è giunto solamente due giorni dopo la ripresa dei colloqui tra Iran e USA, dei quali Trump si era detto non soddisfatto nonostante l’Oman, lo Stato mediatore, avesse parlato di “un’apertura senza precedenti” a nuove idee per un accordo sul dossier sul nucleare. In risposta all’aggressione israelo-statunitense, l’Iran ha bombardato diverse basi statunitensi nei Paesi del Golfo. I raid tra le parti sono andati avanti tutto il fine settimana e per i giorni successivi. Nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 marzo, la milizia libanese Hezbollah ha lanciato un attacco contro una base israeliana ad Haifa, aprendo un nuovo fronte della guerra; nella tarda serata di lunedì 9 marzo, i pasdaran hanno annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, facendo schizzare i prezzi del petrolio.


Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che le IDF avrebbero ucciso il Capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani. Larijani è considerato da molti una delle figure più influenti nella catena di comando iraniano, ed era il più vicino consigliere della ex Guida Suprema Ali Khamenei. Secondo analisti e quotidiani internazionali, negli ultimi mesi avrebbe guadagnato sempre più spazio all’interno degli equilibri politici iraniani, tanto che fino a prima dello scoppio della guerra in molti ritenevano fosse di fatto lui a governare il Paese.

Ex leader dei pasdaran, negli ultimi anni si è affermato anche nel campo politico e diplomatico, rappresentando l’Iran in colloqui con la Russia e la Siria. Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, organo di cui è a capo, è l’organismo che coordina le risposte del Paese alle minacce alla sicurezza interna ed esterna, a tal punto che, secondo alcune ricostruzioni, durante lo scoppio delle ultime proteste nel Paese, lo stesso presidente Pezeshkian si sarebbe rivolto a lui prima di approvare alcune delle misure di contenimento delle manifestazioni.

L’Iran non ha ancora commentato la notizia. Se dovesse arrivare conferma della sua uccisione, si tratterebbe di una delle più importanti perdite del regime dopo la morte di Ali Khamenei.


L’esercito libanese ha annunciato che cinque dei suoi soldati sono rimasti feriti in un attacco israeliano nel sud del Paese. Due militari si troverebbero in condizioni gravi. Quelli di oggi sono i primi feriti nelle forze armate regolari del Paese, che risultano distinte dai combattenti del gruppo Hezbollah; l’esercito è allineato alle posizioni del governo di Nawaf Salem e del Presidente Joseph Aoun, che ormai da mesi stanno cercando di disarmare Hezbollah proprio attraverso l’ausilio delle forze militari regolari.


Dopo una giornata di colloqui, il ministro del petrolio iracheno Hayan Abdul-Ghani ha dichiarato che il Paese ha raggiunto una intesa con l’Iran per consentire alle petroliere irachene di attraversare lo Stretto di Hormuz. La notizia è stata data dall’emittente qatariota Al Jazeera, a cui il ministro avrebbe rilasciato la dichiarazione. L’annuncio arriva il giorno dopo una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che ha ribadito la posizione della Repubblica Islamica per cui lo Stretto di Hormuz è «chiuso per i nostri nemici», ma aperto ai Paesi alleati.


Le IDF hanno annunciato di avere preso di mira importanti figure del regime iraniano. Questa mattina, l’aviazione israeliana ha dichiarato ai media del Paese di avere provato ad assassinare Ali Larijani, Capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. Larijani è considerato da molti una delle figure più influenti nella catena di comando iraniano, ed era il più vicino consigliere della ex Guida Suprema Ali Khamenei. Non sono noti gli esiti dell’attacco.

Parallelamente, le IDF hanno annunciato l’uccisione di Gholamreza Soleimani, comandante delle forze basij, la cosiddetta polizia religiosa sotto gli ordini dei pasdaran. L’Iran non ha confermato la sua morte.


La guerra di Israele e USA contro l’Iran è entrata nel 17esimo giorno. Durante la notte sono continuati gli attacchi incrociati. Ecco i principali fatti della notte.

  • Secondo fonti apparse sul sito di informazione Axios, diplomatici statunitensi e iraniani starebbero intrattenendo dialoghi. Axios riporta che i dialoghi interesserebbero prevalentemente il braccio destro diplomatico di Trump Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Non è noto quanto a fondo sarebbero andati i colloqui, ma se venissero confermati rappresenterebbero le prime linee di contatto tra i due Paesi dall’inizio della guerra.
  • Sono continuati gli attacchi iraniani in tutta la regione, da Israele, ai Paesi vicini. Nella notte sono stati segnalati diversi droni in Bahrein – dove sarebbero state colpite le basi statunitensi, in Arabia Saudita – dove sono stati presi di mira luoghi in cui si erano radunati militari statunitensi, negli Emirati Arabi Uniti: a Dubai pare sia scoppiato un incendio nei pressi di strutture legate all’aeroporto, ad Abu Dhabi è stato segnalato un ulteriore rogo nei pressi di un giacimento, mentre a Fujairah l’autorità marittima britannica ha segnalato un attacco a una petroliera. Attacchi anche in Qatar – a Doha e nel Kuwait.
  • Hezbollah ha lanciato nuovi attacchi contro Israele colpendo l’area attorno a Tiberiade e prendendo di mira diffusamente il nord del Paese.
  • Le IDF hanno attaccato varie aree del Libano, prendendo di mira tanto la valle della Beqaa, con attacchi a Labaya, quanto il sud del Paese. Qui i militari delle IDF hanno continuato la loro operazione terrestre nel sud coperti dal fuoco degli aerei. In generale, inoltre, Israele ha continuato i propri bombardamenti contro Beirut e contro la capitale iraniana Teheran. Colpita, in Iran, anche Shiraz, dove sarebbe stato colpito un deposito di armi.
  • In Iraq sono stati segnalati attacchi con drone a Erbil e nel Kurdistan iracheno. Le milizie sciite irachene hanno preso di mira la base militare USA “Victoria” e tutte le altre basi USA sul territorio, così come l’ambasciata americana a Baghdad e da quanto riportano i media sarebbero state udite esplosioni nei pressi della Zona Verde, il centro della presenza internazionale in città. La coalizione israelo-statunitense avrebbe risposto agli attacchi prendendo di mira la zona di Jurf al-Nasr, situata a circa 60 km a sudovest della capitale, e siti logistici affiliati alle milizie irachene. Analoghi attacchi sarebbero stati scagliati anche sulla stessa capitale, dove i bombardamenti israelo-statunitensi avrebbero ucciso almeno 6 persone.

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12 Commenti

  1. Quando al comando c’è un idiota, secondo le esatte definizioni dell’antica Grecia, si continua a bombardare le Città dove c’erano i filo Occidentali, e prenderle di Santa ragione, dai soldati nascosti nelle montagne, un super Vietnam che distruggerà per sempre l’apparato militare USA, grazie Dio nostro.

  2. Crosetto e Mattarella dai, Costotuzione Italiana forse vi dice qualcosa? Art. 11 , art. 52?
    Se mandi le navi nello stretto di Hormuz o se mandi gli aerei a sostenerle:
    1) non stai ripudiato la guerra, ma te la stai andando a cercare.
    2) non stai difendendo la tua Patria e il suolo italiano, ma stai facendo un’invasione.
    Penso che se il presidente della Repubblica Italiana non si oppone a questo intervento scellerato, allora vale come il 2 nella briscola.
    Mi dispiace che la massa degli italiani non capisca che tutto questo non è il solito film americano.
    Se ci portate in guerra sappiate che sarete i responsabili delle nostre sofferenze.

  3. Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
    Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
    Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.

  4. È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
    Non esistono colpi di spugna.
    Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.

  5. Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.

  6. È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
    Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
    Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
    Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
    Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
    Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
    Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
    Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
    Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
    Chi sono I veri nemici?

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