Sabato 28 febbraio, Israele ha dato il via a un nuovo attacco contro l’Iran, con missili che hanno colpito diverse zone della capitale Teheran. Centinaia le vittime, compresa la Guida suprema Ali Khamenei, cui è ora succeduto il figlio, Mojtaba Khamenei. L’attacco è giunto solamente due giorni dopo la ripresa dei colloqui tra Iran e USA, dei quali Trump si era detto non soddisfatto nonostante l’Oman, lo Stato mediatore, avesse parlato di “un’apertura senza precedenti” a nuove idee per un accordo sul dossier sul nucleare. In risposta all’aggressione israelo-statunitense, l’Iran ha bombardato diverse basi statunitensi nei Paesi del Golfo. I raid tra le parti sono andati avanti tutto il fine settimana e per i giorni successivi. Nella notte tra domenica e lunedì, la milizia libanese Hezbollah ha lanciato un attacco contro una base israeliana ad Haifa, aprendo un nuovo fronte della guerra; nella tarda serata di lunedì i pasdaran hanno annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, facendo schizzare i prezzi del petrolio.
14 marzo – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Gli USA hanno attaccato l’isola di Kharg, dalla quale l’Iran esporta circa l’80% del proprio petrolio. In un post sul proprio social Truth, Trump ha riferito che ogni obiettivo militare dell’isola è stato “completamente distrutto”. “Per ragioni di decenza, ho deciso di non distruggere le infrastrutture petrolifere presenti sull’isola” ha riferito il presidente, aggiungendo che “se l’Iran o chiunque altro dovesse fare qualcosa per interferire con il libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente questa decisione”. Il presidente è poi tornato a ribadire che l’Iran non avrà “MAI un’arma nucleare”. Secondo alcuni analisti, citati da Al Jazeera, l’attacco all’isola segna il passaggio dagli attacchi militari a una vera e propria guerra economica, in quanto obiettivo degli attacchi sembra ora essere eliminare i rispettivi punti di forza economici della regione.
- Nel frattempo, circa 2500 marines statunitensi e una nave da sbarco sarebbero stati inviati in Medio Oriente, avrebbe riferito ad AP una fonte anonima.
- Hezbollah ha lanciato un’offensiva contro obiettivi israeliani in Libano e in Israele.
- Hamas ha chiesto all’Iran di “smettere di prendere di mira i Paesi vicini” e di “cooperare per fermare questa aggressione” e “preservare i legami di fratellanza” tra gli Stati dell’area.
- Francia e Italia avrebbero aperto un canale diplomatico con l’Iran per permettere il libero transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz: la notizia è riferita dal Financial Times, che cita “persone informate sulla questione”. I colloqui sarebbero ancora in fase iniziale.
13 marzo – Ore 18.45 – Libano: il bilancio sale a 773 vittime
Il Ministero della Salute libanese ha aggiornato il bilancio delle vittime causate dagli attacchi israeliani. Sono state uccise 773 persone, cui si aggiungono quasi 2mila feriti.
Nel frattempo l’assedio israeliano nel Sud del Libano non si arresta. L’IDF ha lanciato dei volantini in cui si chiede ai cittadini di schierarsi contro Hezbollah.
13 marzo – Ore 17.25 – L’Iran autorizza le prime navi ad attraversare lo Stretto di Hormuz
Una nave turca ha ottenuto il permesso dalle autorità iraniane per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu.
Fonti locali parlano di un’autorizzazione analoga per due navi indiane, cariche di GPL.
13 marzo – Ore 17.00 – Israele bombarda Teheran durante le celebrazioni del Quds Day
Migliaia di persone hanno sfilato a Teheran durante il Quds Day. Presenti anche il Presidente Masoud Pezeshkian e Ali Larijani, Segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran. Diverse bombe israeliane sono esplose nei pressi del corteo, uccidendo una donna.
13 marzo – Ore 16.00 – USA aggiornano bilancio dell’aereo caduto in Iraq: 6 soldati morti
Il Comando Centrale degli USA ha diramato un nuovo aggiornamento sull’aereo cisterna KC-135 precipitato nell’Iraq occidentale. Sono morti tutti i 6 soldati che componevano l’equipaggio. Washington sostiene che l’aereo non sarebbe caduto a causa di attacchi ostili o amici.
13 marzo – Ore 15.30 – Crisi petrolifera: Europa e USA si spaccano sulle sanzioni a Mosca
Una nuova spaccatura segna le già turbolenti relazioni tra l’Europa e l’amministrazione Trump. Alla luce della crisi petrolifera, Washington ha infatti deciso di sospendere per un mese le sanzioni comminate alla Russia nell’ambito della guerra in Ucraina.
Sugli scudi diversi Paesi europei, Francia e Regno Unito su tutti. Il premier britannico Starmer ha invitato Trump a rivedere la propria decisione, ribadendo la necessità di «mantenere una pressione comune su Mosca». La revoca delle sanzioni statunitensi «non favorisce la pace» ha invece dichiarato il presidente ucraino Zelensky, durante l’incontro con l’omologo francese Macron.
Abbiamo approfondito la portata dell’attuale crisi petrolifera in un articolo apposito:
13 marzo – Ore 14.00 – Media: avviate trattative per passare lo Stretto di Hormuz; WSJ: le truppe italiane lasciano l’Iraq
Secondo il Financial Times, diversi Paesi europei, tra cui Francia e Italia, avrebbero avviato dei colloqui con l’Iran per garantire dei passaggi sicuri alle navi nello Stretto di Hormuz.
Il Wall Street Journal ha invece scritto che l’Italia avrebbe deciso di ritirare le proprie truppe dall’Iraq, a seguito dell’attacco iraniano alla base di Erbil.
13 marzo – Ore 12 – Gli USA confermano la caduta di un aereo: 4 soldati morti, ma no “fuoco ostile”
Il Comando Centrale degli USA ha annunciato che 4 dei suoi soldati sono morti dopo che un aereo cisterna statunitense KC-135 è precipitato nell’Iraq occidentale. Gli USA sostengono che l’aereo non sarebbe caduto a causa di attacchi ostili o amici. Le operazioni di soccorso per gli altri due membri dell’equipaggio sono ancora in corso, così come le analisi su quello che è stato definito “incidente”. Nella notte, l’Iran aveva annunciato di avere abbattuto un aereo cisterna statunitense.
13 marzo – Ore 10 – Oggi è Quds Day: le IDF continuano a emettere ordini di evacuazione
Oggi in Iran e in generale nel mondo musulmano si celebra il Quds Day. La celebrazione è nata in Iran dopo la Rivoluzione Islamica, nel 1979, e si tiene l’ultimo venerdì prima della fine del Ramadan, il periodo di digiuno religioso nato per celebrare la Rivelazione al profeta Maometto. La festa nasce in contrapposizione all’ideologia del sionismo e ad analoghe celebrazioni israeliane come il Jerusalem Day (festa nazionale israeliana per celebrare la riunione di Gerusalemme dopo la Guerra dei Sei Giorni) e per mostrare sostegno alla Palestina. In questo momento, le strade di Teheran e di tutto l’Iran sono piene di persone in marcia per celebrare la festività.
Le IDF, intanto, continuano ad emettere ordini di evacuazione tanto verso i cittadini di Teheran, quanto verso quelli di Beirut.

13 marzo – Ore 8 – I principali fatti della notte
Siamo entrati nel quattordicesimo giorno di guerra. Ecco un sunto dei principali fatti della notte:
- Un’ondata di attacchi iraniani ha preso di mira la base USA “Muwafaq al-Salti” in Giordania, basi americane a Manama (in Bahrein) ed Erbil, in Iraq. Un soldato francese è morto nell’attacco a Erbil; ad annunciarlo il presidente francese Macron, che ha porto le sue condoglianze alla famiglia.
- La Turchia ha segnalato un terzo attacco iraniano alla base aerea della NATO di Incirlik. A venire indirizzato verso la base sarebbe stato un missile, intercettato dalle forze aeree dell’Alleanza Atlantica NATO. Anche nelle ultime due occasioni, la Turchia ha accusato l’Iran di avere provato ad attaccare il proprio territorio; in entrambi i casi, le autorità della Repubblica Islamica hanno smentito tale versione, sostenendo di non avere mai attaccato la Turchia. L’Iran non si è ancora espresso su questo terzo episodio.
- Un gruppo di dodici esperti e relatori internazionali presso l’ONU, tra cui la Relatrice Speciale per la Palestina Francesca Albanese, ha condannato l’aggressione israelo-statunitense verso l’Iran, sostenendo che USA e Israele agiscono fuori dal diritto internazionale.
- Nelle prime ore di questa mattina sono stati riportati attacchi nella base americana USA di Riyad, in Arabia Saudita. Le sirene hanno iniziato a suonare per la capitale saudita, i cui sistemi difesa hanno reagito abbattendo un drone.
- L’Iran ha reclamato di avere distrutto un aereo cisterna dell’aviazione statunitense e di avere messo nuovamente in fuga la portaerei la portaerei statunitense Abraham Lincoln. Verso mezzanotte, le IRGC hanno inoltre lanciato una nuova ondata di bombardamenti concentrandosi sul nord di Israele. I missili iraniani si sono abbattuti a Haifa e in altri 211 punti del Paese, tra cui Gerusalemme Ovest, Tel Aviv e Eilat. Poche ore dopo, verso le 2.30, una seconda ondata ha colpito 198 punti in tutta Israele, tra cui Kiryat Shmona, e Haifa.
- Parallelamente agli attacchi iraniani verso Israele e le basi USA nella regione, anche Hezbollah ha lanciato più ondate di attacchi. Il gruppo libanese ha colpito basi militari israeliane in tutto il Paese, e continuato a respingere l’avanzata della fanteria israeliana; colpito anche un avamposto presso la città di confine di Markaba. Hezbollah ha inoltre ripetutamente colpito l’unità Shayetet 13 israeliana della Marina di Tel Aviv.
- La coalizione israelo-statunitense ha continuato i propri attacchi contro l’Iran, concentrandosi su Teheran. Da quanto comunicano gli stessi media iraniani, gli attacchi sarebbero stati più intensi nell’area meridionale della capitale. In totale, in Iran, le IDF riportano di avere colpito 200 obiettivi. Bombardata, inoltre, l’autostrada che collega la stessa Teheran a Qom. Le IDF hanno anche continuato l’operazione in Libano, attaccando il ponte di Al-Zarariya sul fiume Litani; colpite anche basi di Hezbollah nei pressi di Bierut.





Quando al comando c’è un idiota, secondo le esatte definizioni dell’antica Grecia, si continua a bombardare le Città dove c’erano i filo Occidentali, e prenderle di Santa ragione, dai soldati nascosti nelle montagne, un super Vietnam che distruggerà per sempre l’apparato militare USA, grazie Dio nostro.
Evviva la Pace peró Bibí e the Donald possono essere convinti solo a Calci e Pugni…
Crosetto e Mattarella dai, Costotuzione Italiana forse vi dice qualcosa? Art. 11 , art. 52?
Se mandi le navi nello stretto di Hormuz o se mandi gli aerei a sostenerle:
1) non stai ripudiato la guerra, ma te la stai andando a cercare.
2) non stai difendendo la tua Patria e il suolo italiano, ma stai facendo un’invasione.
Penso che se il presidente della Repubblica Italiana non si oppone a questo intervento scellerato, allora vale come il 2 nella briscola.
Mi dispiace che la massa degli italiani non capisca che tutto questo non è il solito film americano.
Se ci portate in guerra sappiate che sarete i responsabili delle nostre sofferenze.
Dagli articoli che riportate si ha l’impressione che l’Iran stia solo subendo. E’ possibile? Sicuri che Israele abbia avuto solo qualche ferito lieve?
Il vero dramma è che c’è chi, per paura, imbecillità o tifo politico, pensa davvero che gli attacchi sia giustificati da fini superiori, come il bene del popolo Iraniano
Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.
Ovviamente finché continueranno a mettere al vertice preti invece di Generali, perderanno.
A sentire Kallas, Metsola e Merz, viene da mettersi la mani nei capelli. Tajani no, è un due di coppe…
È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
Non esistono colpi di spugna.
Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.
Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.
È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
Chi sono I veri nemici?
… ma che teste di c@**o!