mercoledì 11 Marzo 2026

DIRETTA – Guerra in Iran: bombardamenti su Teheran e missili su Tel Aviv – Oggi Meloni riferirà in aula


Il segretario del Dipartimento dell’energia USA Chris Wright ha pubblicato un post sul social X in cui sosteneva che la marina degli Stati Uniti avesse scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz. La notizia è stata smentita qualche minuto dopo la pubblicazione del post di Wright, che ha prontamente eliminato il contenuto dal proprio profilo. I pasdaran hanno reagito alla notizia definendola una fake news e ribadendo che continueranno a controllare le navi in entrata e in uscita dal Golfo.


Dopo avere mandato droni e operatori in Giordania, il presidente ucraino ha annunciato l’invio di squadre di specialisti contro di droni iraniani Shahed anche in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. In cambio, il presidente vorrebbe ottenere nuovi missili Patriot per difendersi dalla Russia. I droni Shahed di fattura iraniana sono impiegati anche dalla Russia nell’ambito della guerra in Ucraina, motivo per cui negli anni Kiev ha sviluppato una esperienza sul campo nel loro contrasto che ora si sta rivelando utile per i Paesi del Golfo.


Il premier britannico Keir Starmer ha chiamato i propri omologhi di Italia e Germania per parlare della crisi in Asia Occidentale: i tre leader, si legge in un comunicato del governo britannico, hanno “concordato di collaborare strettamente nei prossimi giorni per far fronte alle minacce iraniane“, e “convenuto sull’importanza vitale della libertà di navigazione per le navi in ​​queste acque”. Non è chiaro quali sarebbero le misure che prenderebbero i tre Paesi per “garantire la libera circolazione” presso Hormuz.


Sono sempre di più le Nazioni asiatiche che stanno annunciando piani e misure di austerità per ridurre i consumi a fronte del blocco dello Stretto di Hormuz: Thailandia e Vietnam hanno chiesto ai propri lavoratori e alle aziende di potenziare il lavoro da remoto per ridurre viaggi e spostamenti; le Filippine hanno ridotto la settimana lavorativa negli uffici pubblici a quattro giorni e sospeso le attività governative non essenziali; il Pakistan ha chiuso le scuole per due settimane e iniziato a potenziare il telelavoro nel pubblico; il Bangladesh ha invece chiuso le università anticipando le vacanze per l’Eid al Fitr, la festa di fine Ramadan.


Il generale dell’aeronautica statunitense Dan Caine ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero distrutto un totale di 50 navi da guerra iraniane nei primi 10 giorni di guerra. L’annuncio è arrivato in occasione di una conferenza stampa tenutasi a Washington, in cui il generale ha ribadito la presunta superiorità degli USA sul campo. L’Iran non ha commentato le sue dichiarazioni.


I Pasdaran non apriranno lo Stretto di Hormuz finché continueranno gli attacchi di Stati Uniti e Israele. Il presidente USA Donald Trump ha risposto con un post su Truth: «Se l’Iran bloccherà il flusso di petrolio nello stretto di Hormuz, sarà colpito venti volte più duramente di quanto successo finora».

Alla minaccia ha ribattuto Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell’Iran: «La nostra nazione non ha paura delle tue vuote minacce. Perfino chi contava più di te non è riuscito a eliminare l’Iran. Attento a non farti eliminare anche tu».


Il blocco delle reti internet in Iran dura ormai da 240 ore: lo ha registrato NetBlocks, che lo definisce “ra i più gravi blocchi di Internet imposti dal governo a livello nazionale mai registrati a livello mondiale, e il secondo più lungo registrato in Iran dopo le proteste di gennaio, con il Paese che ha trascorso un terzo del 2026 offline”.


Una nuova ondata di missili è stata lanciata dall’Iran verso Israele, come confermano entrambe le parti. L’esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato una raffineria di gas e petrolio ad Haifa.


  • Trump e Putin hanno discusso della situazione in Medio Oriente, in Ucraina e Venezuela, nella prima telefonata tra i due leader dall’inizio del conflitto – e in oltre due mesi. Yuri Ushakov, portavoce del Cremlino, ha dichiarato alla TASS che la telefonata è stata costruttiva e “avrà senza dubbio un’importanza pratica per il futuro lavoro dei due Paesi in vari settori della politica internazionale”. Putin avrebbe proposto soluzioni diplomatiche per risolvere il conflitto in Iran, mentre gli USA avrebbero “condiviso una valutazione della situazione nel contesto dell’operazione in corso tra Stati Uniti e Israele”. Si è discusso poi anche dei colloqui trilaterali sull’Ucraina e la situazione in Venezuela, quest’ultima “principalmente dal punto di vista degli sviluppi nel mercato petrolifero globale”.
  • Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito che i negoziati con gli Stati Uniti sono fuori discussione al momento: “abbiamo negoziato con loro lo scorso anno, a giugno, e ci hanno attaccato nel mezzo delle trattative. E di nuovo, quest’anno, hanno cercato di convincerci che questa volta è diverso”. Araghchi ha poi aggiunto che, per il momento, la neo-eletta Guida Suprema Mojtaba Khamenei non rilascerà dichiarazioni pubbliche, ma che la sua scelta garantirà “continuità” e “stabilità”.
  • Nel corso di una conferenza stampa, il presidente USA Trump ha dichiarato che la guerra è ormai prossima al termine e che gli USA hanno “spazzato via ogni singola forza militare in Iran”. Secondo il presidente, inoltre, prima dell’intervento militare congiunto con Israele Teheran sarebbe stata sul punto di “conquistare” l’intero Medio Oriente. Ancora una volta, però, non sono state fornite specifiche su quali siano gli obiettivi militari USA nel Paese, ad oggi sconosciuti.
  • Poche ore dopo, in un post sul proprio social Truth, il presidente ha dichiarato che se continueranno i blocchi iraniani di petrolio nello Stretto di Hormuz, Washington intensificherà i propri attacchi sul Paese, promettendo “morte, fuoco e furia” sulla popolazione. “Questo è un dono degli Stati Uniti d’America alla Cina e a tutte quelle nazioni che fanno ampio uso dello Stretto di Hormuz” ha dichiarato il presidente USA. Il post è una risposta a quanto dichiarato dai pasdaran, che hanno proclamato il blocco dello Stretto fino a che gli attacchi non si fermeranno.
  • Lanci di droni e missili e bombardamenti sono comunque proseguiti per tutta la notte: droni hanno attaccato i giacimenti petroliferi di Shaybah, in Arabia Saudita, e quelli di Bapco, in Bahrein, mentre numerosi sono stati intercettati in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti, oltre che in Israele.
  • L’Australia invierà aerei per la ricognizione a lungo raggio (E-/A Wedgetail) e personale di supporto nel Golfo per aiutare a proteggere la popolazione civile dell’area dagli attacchi provenienti dall’Iran, oltre a forniture di missili aria-aria a medio raggio avanzati agli Emirati Arabi Uniti. “Non stiamo intraprendendo azioni offensive contro l’Iran e non stiamo schierando truppe australiane sul territorio iraniano” ha dichiarato il primo ministro Anthony Albanese, specificando che la priorità è unicamente quella di “garantire la sicurezza degli australiani”. Ci sono 115 mila australiani in Medio Oriente, 24 mila dei quali negli Emirati.
  • Nel frattempo prosegue l’offensiva israeliana in Libano, dove l’esercito israeliano ha condotto una serie di attacchi aerei contro la brigata Al-Qard Al-Hasan, affiliata di Hezbollah, colpendo oltre trenta siti. L’IDF ha anche ucciso tre persone a Gaza, accusandole di “terrorismo” e di aver “tentato di oltrepassare la linea gialla” che segna il confine del carcere a cielo aperto per la popolazione gazawa, oltre il quale Israele detiene il controllo.

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11 Commenti

  1. Crosetto e Mattarella dai, Costotuzione Italiana forse vi dice qualcosa? Art. 11 , art. 52?
    Se mandi le navi nello stretto di Hormuz o se mandi gli aerei a sostenerle:
    1) non stai ripudiato la guerra, ma te la stai andando a cercare.
    2) non stai difendendo la tua Patria e il suolo italiano, ma stai facendo un’invasione.
    Penso che se il presidente della Repubblica Italiana non si oppone a questo intervento scellerato, allora vale come il 2 nella briscola.
    Mi dispiace che la massa degli italiani non capisca che tutto questo non è il solito film americano.
    Se ci portate in guerra sappiate che sarete i responsabili delle nostre sofferenze.

  2. Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
    Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
    Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.

  3. È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
    Non esistono colpi di spugna.
    Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.

  4. Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.

  5. È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
    Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
    Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
    Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
    Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
    Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
    Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
    Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
    Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
    Chi sono I veri nemici?

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