venerdì 6 Marzo 2026

Veneto: la protesta dei danneggiati da vaccino per avere un ambulatorio pubblico

Ieri mattina, durante i lavori del Consiglio regionale del Veneto, si è svolto un presidio per chiedere la realizzazione di ambulatori specialistici pubblici finalizzati alla presa in carico delle persone che lamentano effetti avversi da vaccinazione anti-Covid-19. La mobilitazione, promossa nelle ultime settimane dal gruppo Szumski-Resistere Veneto, punta a ottenere un censimento sistematico dei casi, valutazioni cliniche multidisciplinari e percorsi terapeutici per almeno 1.500 cittadini che, secondo i dati raccolti dal movimento, starebbero ancora patendo effetti deleteri dopo l’inoculazione. La proposta, già presentata a gennaio, torna al centro del dibattito politico dopo che l’assessore alla Sanità Gino Gerosa aveva inizialmente mostrato apertura, salvo poi allontanarsi dall’Aula durante la discussione, come denunciato dal consigliere Riccardo Szumski.

Szumski, medico ed ex sindaco di Santa Lucia di Piave, Comune del trevigiano a due passi da Conegliano Veneto, ha ribadito la necessità di superare lo «scudo» che ha protetto i vaccini da adeguati controlli. «Sono a tutti gli effetti sono dei farmaci, e i farmaci vanno controllati. Non è stato fatto prima perché questi vaccini hanno avuto, grazie a una certa politica sconsiderata, una specie di scudo che non ha permesso neppure di fugare i dubbi. Ora è il momento di occuparci delle persone che sono state danneggiate dai vaccini. Credo che sia questa la priorità». Nello specifico, la mozione presentata dal suo gruppo impegna la giunta a definire «protocolli clinici regionali uniformi, fondati sulla letteratura scientifica internazionale e soggetti a periodico aggiornamento», dal momento che, affermano i promotori dell’iniziativa, «nessun cittadino può essere lasciato solo, né costretto a dimostrare in solitudine la legittimità della propria sofferenza».

A supportare l’iniziativa è stato Andrea Sillo, 47 anni, presidente dell’associazione Persone in cammino che riunisce i presunti danneggiati da vaccino. Sillo, costretto su una sedia a rotelle dopo una dose di Moderna, ha raccontato la sua esperienza con l’attuale sistema di sorveglianza regionale, il cosiddetto Canale Verde. «Ho passato quattro anni a fare visite, a ottenere referti e certificati di invalidità al cento per cento. Mi volevano far rifare quel calvario di accertamenti, anche invasivi, mentre occorre studiare, capire che cosa sia successo in noi danneggiati e cercare percorsi di cura appropriati». La risposta ricevuta dal centro di sorveglianza lo ha lasciato sconcertato, avendo liquidato la questione come «stress ed eccessiva preoccupazione per lo stato di salute in cui mi trovo». Sillo aveva già subito l’umiliazione di essere trattato da «complottista no-vax» e allontanato durante una presentazione del libro dell’ex ministro della Salute, Roberto Speranza.

A sostegno della necessità di un monitoraggio regionale, Szumski aveva precedentemente trasmesso all’assessore Gerosa un rapporto dell’Università di Firenze, curato da otto esperti, nel quale si contestano i dati diramati dalle agenzie ufficiali. Secondo i consiglieri, lo studio rivela che le istituzioni avrebbero divulgato informazioni caratterizzate da «errori di metodo, ambiguità e mancanza di trasparenza» e che il tasso di eventi avversi gravi sarebbe «di gran lunga superiore» rispetto a quello riportato dall’AIFA. Si parla, nello specifico, di 5.070 eventi avversi gravi ogni 100.000 dosi, valore che secondo l’analisi sarebbe 465 volte più alto di quello ufficiale. Secondo Resistere Veneto, l’assenza di strutture pubbliche dedicate crea disuguaglianze nell’accesso alle cure e ritardi diagnostici, scaricando il peso economico e psicologico sulle famiglie.

«Giace da gennaio in Consiglio regionale una mozione firmata dai consiglieri di Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat, che chiede l’istituzione di ambulatori per danneggiati da vaccino Covid-19 – spiega a L’Indipendente la forza politica guidata da Szumski –. La mozione viene posticipata negli ordini del giorno dei lavori e la discussione non sarà portata in Consiglio prima di Pasqua: per sollecitare i consiglieri regionali, ieri la sede del Consiglio è stata presidiata da un gruppo di persone che lamenta danni da vaccino e che ha dato vita anche a un’associazione, “Persone in Cammino”. Szumski, che è anche medico, ha spiegato che Resistere Veneto è disposto anche a una lunga battaglia pur di avere risposte concrete dal sistema sanitario veneto».

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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