venerdì 6 Marzo 2026

Le surreali dichiarazioni di Meloni e dell’UE sulla guerra in Iran

«Sono preoccupata da un conflitto che, in particolare con la reazione scomposta dell’Iran, comporta il rischio di un’escalation». Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato — non in Parlamento mai ai microfoni di RTL — il conflitto in corso nel Golfo Persico. Come analogamente fatto in un’intervista di pochi giorni fa per la Mediaset, dove si era detta «preoccupata per il contesto generale», Meloni finisce con l’incolpare Putin per la crisi in Asia Occidentale, «inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina». Non vengono invece scomodati Stati Uniti e Israele, autori dell’aggressione all’Iran che ha violato il diritto internazionale. L’Italia non è sola in questa particolare ricostruzione della vicenda. In una dichiarazione congiunta, Unione europea e Paesi del Golfo «hanno condannato fermamente gli ingiustificati attacchi iraniani».

La retorica del «c’è un aggressore e un aggredito» è ormai un ricordo lontano, almeno a sentire le parole dei leader europei e arabi. Di fronte all’attacco sferrato da Stati Uniti e Israele all’alba del 28 febbraio contro l’Iran, gli alleati si sono affrettati a fornire un’attenta copertura mediatica. In questa ricostruzione, a essere richiamato non è l’aggressore, ma l’aggredito, accusato a più riprese di «reagire in modo scomposto» e «minacciare la sicurezza regionale e globale» attraverso i contrattacchi a Israele e i Paesi arabi ospitanti basi militari USA. «L’Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano», dice Giorgia Meloni, non menzionando chi ha fatto saltare i tavoli negoziali e attaccato la controparte. «In un momento nel quale vacilla il diritto internazionale noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche», continua la leader di Fratelli d’Italia, aggiungendo che a seguito del fallimento dell’accordo, «Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei». Aggettivi, condanne e prese di posizione sono tutte rivolte all’Iran, che per far rientrare la crisi deve fermare «i suoi attacchi nei confronti dei Paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati». A dividere il fardello della colpa, nella ricostruzione italiana, è la Russia di Putin, dal momento che l’attuale situazione in Asia Occidentale è «inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina».

Ieri si è tenuta una riunione dei ministri degli esteri UE allargata ai Paesi del Golfo. «L’Iran sta esportando la guerra, sta cercando di estenderla al maggior numero possibile di Paesi per seminare il caos», ha dichiarato Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri. Le sue parole sono il metro della dichiarazione congiunta elaborata al termine del vertice telematico. «I ministri UE hanno condannato fermamente gli ingiustificabili attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo che minacciano la sicurezza regionale e globale. L’Iran è stato invitato a cessare immediatamente la sua condotta». Viene poi chiesto il rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario, senza mai citare Stati Uniti e Israele, fino al cortocircuito logico. I ministri hanno infatti «ricordato il diritto intrinseco dei Paesi del Golfo, in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, di difendersi, individualmente e collettivamente, dagli attacchi armati dell’Iran». Un diritto che, nella ricostruzione europea, non appartiene a Teheran, bombardata dalla coalizione israelo-americana mentre era impegnata ai tavoli negoziali con Washington.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.

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2 Commenti

  1. Potrebbe essere che qualcuno gli sussurri alle orecchie, alla Meloni, parole che forse non capisce e quindi fa un pó di confusione.
    Ma c’è qualcuno che possa urlargli ,sempre alle orecchie della Meloni, in romanesco: “Aoo che stai a fà, a gherra? Non te impiccià!”

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