giovedì 5 Marzo 2026

DIRETTA – L’Italia aiuterà i Paesi del Golfo a difendersi – Teheran attacca i curdi – L’Iran smentisce l’attacco in Turchia


La Casa Bianca ha escluso la possibilità di una operazione terrestre in Iran come fatto in Iraq o Afghanistan. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha affermato che gli USA hanno ancora parecchie risorse nella regione per continuare la guerra, sostenendo che esse si trovino in posti nascosti e sicuri. Interrogata dalla stampa ha inoltre smentito che Trump avrebbe parlato con i leader curdi per destabilizzare il regime dall’interno.


L’UE ha respinto una mozione per inserire nell’agenda della prossima sessione plenaria del Parlamento un dibattito sulle minacce di Trump nei confronti della Spagna. La proposta era arrivata dall’eurogruppo dei Verdi (a cui in Italia aderisce Europa Verde), sostenuti da The Left (a cui aderisce Sinistra Italiana), Renew Europe (Azione e Italia Viva, che tuttavia non conta alcun eurodeputato) e Socialisti e Democratici (PD). A opporsi, Partito Popolare Europeo (Forza Italia), Gruppo dei Conservatori e Riformisti (Fratelli d’Italia), Patrioti per l’Europa (Lega) e Europa delle Nazioni Sovrane (Vannacci).


La milizia libanese Hezbollah ha annunciato di avere ingaggiato uno scontro terrestre con le forze israeliane presenti nel territorio libanese. Gli scontri sono iniziati nella periferia di Al-Khiam, alle 17:30 italiane, dove le IDF stavano avanzando con un carro armato. I miliziani hanno fatto esplodere un ordigno esplosivo e si sono scontrati direttamente con le forze israeliane. Gli scontri sono ancora in corso.


La Turchia ha espresso la sua preoccupazione sull’attacco registratosi oggi in tarda mattinata all’inviato iraniano nel Paese, convocandolo al ministero degli Esteri. Il ministro Hakan Fidan ha anche sentito il proprio omologo iraniano Abbas Araghchi telefonicamente per parlare della questione.


La marina del Corpo delle IRGC ha annunciato di avere preso di mira più di 10 petroliere dall’inizio della guerra, di cui quattro i primi due giorni. «Le navi che hanno violato la regola iraniana per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz sono state prese di mira», ha dichiarato la Marina. «Dal quarto giorno di guerra non c’è più alcun traffico attraverso lo Stretto di Hormuz». Il terzo giorno le IRGC hanno concesso il passaggio di 2 navi di «Paesi amici» e ha iniziato a prendere di mira tutte le navi battenti bandiera inglese, statunitense o israeliana nel Golfo Persico.


Il comando centrale statunitense ha annunciato di avere utilizzato per la prima volta i missili di attacco di precisione a lungo raggio PrSMs, diffondendo un video del loro lancio.


Media iraniani e fonti vicine alle milizie irachene sciite riportano che in questo momento sarebbero state udite esplosioni vicino all’Aeroporto di Baghdad, nei pressi di cui è presente la base aerea statunitense Victoria. I gruppi iracheni sono stati i primi a mobilitarsi dopo l’attacco in Iran, annunciando che avrebbero sostenuto la Repubblica Islamica nella sua guerra contro l’alleanza israelo-statunitense. Intanto, USA e Israele starebbero attaccando Bandar Abbas, nell’Iran meridionale.


Una fonte militare statunitense ha dichiarato a fonti mediatiche internazionali che l’attacco missilistico iraniano contro la Turchia sarebbe stato lanciato contro la base aerea NATO di Incirlik; una nave della Marina Militare USA lo avrebbe abbattuto con un SM-3. Intanto, fonti turche hanno comunicato all’agenzia di stampa AFP che l’obiettivo dell’attacco non fosse la Turchia, ma una base britannica a Cipro.


Il Pentagono ha pubblicato una infografica sulle prime 100 ore della Operazione “Furia Epica”:

  • Il 28 febbraio, alle 2:00 EST (l’orario standard orientale degli USA, corrispondenti alle 8 italiane), è scattata l’operazione.
  • Il 1° marzo, alle 6:00 EST (le 12 in Italia), gli USA reclamano «superiorità aerea lungo la costa iraniana e in Iran».
  • Il 1° marzo, alle 23:00 EST (le 5 del 2 marzo in Italia), «superiorità aerea israeliana su Teheran».
  • Il 2° marzo, i bombardieri USA hanno lanciato raid aerei.
  • Il 3° marzo, il Golfo di Oman, il Golfo Arabico e lo Stretto di Hormuz sarebbero stati liberati dalle navi iraniane.
  • Il 4° marzo, gli USA sostengono di avere affondato nell’Oceano Indiano la nave IRIS Dena iraniana.

Le autorità iraniane hanno diffuso un nuovo bilancio delle vittime degli attacchi israelo-statunitense. Da quanto si legge in un comunicato, sarebbero 1.045 i morti negli attacchi da sabato a oggi, ma vi sarebbero alcuni dispersi.


In un comunicato, il gruppo libanese Hezbollah ha annunciato di avere preso di mira con droni suicidi i radar del sistema difensivo israeliano Iron Dome nella base di Kiryat Elyar (il principale centro di difesa aerea nella città di Haifa). Hezbollah ha comunicato anche di avere distrutto un Merkala israeliano, portando a 5 il numero di carri armati che l’organizzazione reclama di avere colpito; presa di mira anche la base Ein Shemer, vicina al confine con il Libano. L’annuncio di Hezbollah arriva mentre in Israele continuano a suonare le sirene di allarme. Israele non ha commentato tali dichiarazioni.


Il portavoce delle forze armate iraniane Sardar Shakarchi ha affermato che se Israele dovesse colpire l’ambasciata iraniana in Libano, risponderà attaccando le omologhe istituzioni nel mondo: «Finora, per rispetto verso i paesi del mondo, non abbiamo toccato le ambasciate del regime sionista», ha detto Shakarchi, affermando che nel caso di attacchi prenderebbe di mira «tutte le ambasciate» israeliane.


Il segretario del Pentagono Pete Hegseth sta tenendo una conferenza stampa sulla situazione in Iran. Hegseth ha detto che in meno di una settimana «le due forze aeree più potenti del mondo avranno il controllo completo dei cieli iraniani», annunciando nuovi bombardamenti e ondate di attacco ancora più violente. «Gli Stati Uniti utilizzeranno una scorta illimitata di bombe di precisione», ha aggiunto il segretario: «Voleremo tutto il giorno, tutta la notte, distruggendo i missili e la base industriale di difesa dell’esercito iraniano, trovando i loro leader e i loro capi militari. Volando sopra Teheran, volando sull’Iran, volando sulla loro capitale, volando sull’IRGC. I leader iraniani alzeranno lo sguardo e vedranno solo la potenza aerea statunitense e israeliana ogni minuto di ogni giorno fino a quando non decideremo che è finita». Hegseth ha anche accusato l’Iran di avere organizzato l’attentato contro Trump verificatosi in occasione della campagna elettorale presidenziale.

Le parole del segretario alla Difesa statunitense smentiscono almeno in parte quanto detto negli scorsi giorni da Trump, che aveva annunciato che l’operazione sarebbe durata un mese.


La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sta tenendo un vertice sulla crisi in Medio Oriente a Palazzo Chigi. L’agenzia di stampa Ansa riporta citando fonti interne al governo che al vertice sarebbero presenti il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (collegato da remoto), il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’intelligence.


I canali israeliani riportano di attacchi simultanei lanciati da Libano e Iran verso Israele; la notizia è stata ripresa dai media statali iraniani. In totale, sarebbero state prese di mira almeno un’ottantina di località, tra cui, pare, la base Miron, a nord di Israele, e la base Nafah, nel Golan occupato. Media internazionali riportano anche di un attacco a una nave commerciale che stava provando ad attraversare lo Stretto di Hormuz in acque dell’Oman. La notizia è stata confermata dall’autorità marittima britannica (UKMTO).


Il ministero della Difesa turco ha affermato di avere intercettato un missile iraniano lanciato verso il proprio territorio; il proiettile balistico avrebbe attraversato lo spazio aereo iracheno e siriano, e sarebbe stato intercettato e neutralizzato dagli elementi di difesa aerea e missilistica della NATO schierati nel Mediterraneo orientale. I detriti sono caduti a Dortyol nella provincia di Hatay, nell’area sudoccidentale della Turchia che affaccia sul Golfo di Alessandretta. Non sono riportati danni o feriti. Il ministero ha affermato di riservarsi il diritto di rispondere, invitando le parti di evitare azioni che potrebbero allargare il fronte del conflitto. Per ora le autorità iraniane non sembrano avere commentato la vicenda.

La Turchia fa parte dell’Alleanza Atlantica; è entrata nella NATO nel 1952. Il ministero della Difesa del Paese ha affermato che continuerà a consultare gli alleati del Paese e i membri della NATO.


La raffineria di Ras Tanura, tra le più grandi dell’Arabia Saudita, sarebbe stata colpita in questi minuti, come riportato da Reuters.

Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato nuovi missili su Israele, con l’obiettivo di colpire la base militare nei pressi di Safed. Nel frattempo l’esercito israeliano, che non si è espresso sulla dichiarazione di Hezbollah, continua l’invasione del Libano, stanziandosi circa 6km oltre il confine.


L’esercito del Kuwait ha reso noto di star intercettando una nuova ondata di missili e droni provenienti dall’Iran.

Nel frattempo si registrano esplosioni in diverse zone di Teheran, nell’ambito di un nuovo attacco israelo-americano sulla capitale.


Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha reso nuove dichiarazioni pubbliche, in risposta ai recenti attacchi di Trump. «La posizione del governo spagnolo è la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. Innanzitutto, no alla violazione del diritto internazionale. In secondo luogo, no al presupposto che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo attraverso conflitti e bombe. E infine, no al ripetere gli errori del passato».

Ancora: «23 anni fa un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente che, si diceva all’epoca, si stava combattendo per eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale. Ma che in realtà ha prodotto l’effetto opposto: ha scatenato la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia mai sofferto dalla caduta del Muro di Berlino».



Gli sviluppi dell’aggressione israelo-americana all’Iran si traducono in nuove ripercussioni economiche. I mercati asiatici sono crollati, trainati da un calo record del 12% a Seul. Gli investitori hanno venduto in massa i titoli dei semiconduttori, prevedendo uno shock petrolifero. Il won sudcoreano è sceso ai minimi degli ultimi 17 anni.

In mattinata diversi droni iraniani hanno colpito il porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti.


  • Secondo l’Iran International, l’Assemblea degli Esperti avrebbe eletto la nuova Guida suprema dell’Iran. La scelta sarebbe ricaduta su Mojtaba Khamenei, religioso di 56 anni e figlio di Ali, dato tra i favoriti per la successione. Al momento non ci sono conferme delle autorità iraniane, e non se ne avranno prima dei prossimi tre giorni, che si concluderanno coi funerali di Ali Khamenei.
  • Attacchi ed esplosioni sono andate avanti tutta la notte. Diverse città iraniane colpite, inclusa la capitale Teheran. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver attaccato «decine di obiettivi» nel Paese. L’offensiva continua anche in Libano. Un bombardamento israeliano ha preso di mira un edificio residenziale a Baalbeck, uccidendo almeno 4 persone. Altre 6 sono state uccise durante gli attacchi ad Aramoun e Saadiyat, a sud di Beirut. Raid e feriti anche nelle città di Shaqra e Jmeijmeh, mentre ad Hazmieh è stato colpito un hotel.
  • Le forze iraniane hanno lanciato due ondate di missili verso Israele, registrando diversi impatti nella capitale Tel Aviv. Colpita anche la parte ovest di Gerusalemme.
  • In fiamme il consolato statunitense a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, colpito da un drone iraniano.
  • Trump ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno assicurazioni e garanzie per il commercio marittimo che attraversa il Golfo Persico, in particolare quello energetico. La misura sarà disponibile per tutte le compagnie di navigazione (non è chiaro a quale costo). Trump ha poi aggiunto che, se necessario, la marina statunitense scorterà le petroliere e le navi cisterna in transito nello Stretto di Hormuz, chiuso dall’Iran. 
  • Il governo siriano avrebbe schierato migliaia di soldati lungo il confine con il Libano, a seguito degli attacchi israeliani a Beirut e quindi dell’allargamento del conflitto.
  • Sono rientrati a Milano i 200 studenti italiani bloccati a Dubai.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Articoli correlati

7 Commenti

  1. Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
    Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
    Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.

  2. È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
    Non esistono colpi di spugna.
    Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.

  3. Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.

  4. È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
    Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
    Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
    Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
    Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
    Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
    Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
    Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
    Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
    Chi sono I veri nemici?

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

+ visti