1 marzo – Ore 20.45 – Iran: gli Emirati Arabi Uniti richiamano l’ambasciatore
Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di richiamare il proprio ambasciatore dall’Iran, a seguito degli attacchi subiti nelle ultime ore. Sospese tutte le relazioni diplomatiche e chiusa l’ambasciata a Teheran.
1 marzo – Ore 20.15 – Iraq: folla tenta l’assalto all’ambasciata USA
Una folla di centinaia di manifestanti ha cercato di assaltare l’ambasciata USA in Iraq ma è stata dispersa dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
1 marzo – Ore 19.50 – Nuovi attacchi iraniani verso Israele; diverse esplosioni scuotono Teheran: colpito ospedale
Una nuova ondata di attacchi missilistici iraniani è in arrivo sul territorio israeliano. Si registrano dei primi impatti su Haifa. Allo stesso tempo continuano le esplosioni a Teheran.

L’agenzia di stampa iraniana ISNA ha riferito che l’ospedale Gandhi, situato nel nord della capitale, è stato preso di mira da attacchi aerei israelo-americani.
1 marzo – Ore 19.00 – Bilancio aggiornato delle vittime
I singoli Paesi interessati dai bombardamenti di queste ore hanno aggiornato i bilanci delle vittime.
- Iran: 201 morti, 747 feriti
- Israele: 9 morti, 121 feriti
- Emirati Arabi Uniti: 3 morti, 58 feriti
- Stati Uniti: 3 morti, 5 feriti
- Iraq: 2 morti, 5 feriti
- Kuwait: 1 morto, 32 feriti
- Qatar: 16 feriti
- Oman: 5 feriti
- Bahrein: 4 feriti
1 marzo – Ore 18.00 – Colpiti obiettivi USA nel porto di Dubai

1 marzo – Ore 17.30 – Trump: “parlerò coi leader iraniani”
Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che parlerà con la leadership iraniana: «loro vogliono parlare e io ho accettato. Avrebbero dovuto farlo prima, quando era più semplice e pratico. Hanno aspettato troppo a lungo».
Secondo il Ministro degli Esteri dell’Oman Badr bin Hamad Al Busaidi, Teheran sarebbe disponibile a «degli sforzi per la de-escalation».
1 marzo – Ore 16.45 – Nuovi attacchi su Teheran; colpita una base francese ad Abu Dhabi
La coalizione israelo-americana ha lanciato una nuova serie di attacchi su Teheran. Diverse colonne di fumo ed esplosioni si sono registrate nella capitale iraniana.
Il Ministero della Difesa emiratino ha reso noto che un drone iraniano ha colpito la base navale di Al Salam, che ad Abu Dhabi ospita un contingente francese. «L’attacco ha causato un incendio in due container ma non si registrano feriti».
1 marzo – Ore 16.15 – Crosetto torna in Italia
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere, con un post su X, di star rientrando in Italia con un volo militare. «Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo ( per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato».
1 marzo – Ore 15.30 – Media: 150 navi petrolifere restano fuori lo Stretto di Hormuz
Almeno 150 petroliere hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo, oltre lo Stretto di Hormuz, chiuso dalle autorità iraniane. Diverse decine di navi sono ferme dall’altra parte dello Stretto. Lo riportano Reuters e Al Jazeera. La navigazione risulta bloccata, con conseguenze mondiali sul commercio energetico.
I media statali iraniani confermano che Teheran ha colpito una petroliera perché «aveva intenzione di passare attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante gli avvertimenti». «Tutti i 20 membri dell’equipaggio sono stati evacuati».
1 marzo – Ore 14.45 – Iran: “continueremo a colpire le basi americane”
Il generale iraniano Ali Larijani si è rivolto ai Paesi arabi: «non stiamo cercando di attaccarvi. Ma quando le basi nel vostro Paese vengono usate contro di noi, le colpiamo. Sono suolo americano».
In queste ore, al di là delle basi USA, sono state colpite anche infrastrutture ed edifici civili. Emergono i primi bilanci parziali. Negli Emirati Arabi Uniti si contano almeno 3 vittime e 58 feriti. Una persona uccisa e 32 feriti è invece il bilancio del Kuwait, come riportato dal Ministro della Salute.
1 marzo – Ore 14.15 – Nuova ondata di attacchi: colpita Beit Shemesh in Israele

Israele sta continuando a bombardare Teheran. Come riportato dalla Mezzaluna Rossa, in 24 ore Israele avrebbe ucciso almeno 57 persone nella capitale iraniana, cui si aggiungono diverse decine di feriti.
Negli ultimi minuti l’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili e droni verso lo Stato ebraico. Segnalati impatti a Tel Aviv e Beit Shemesh (a 30km da Gerusalemme). Qui, fonti locali hanno aggiornato il bilancio delle vittime causato dalla mancata intercettazione di un missile balistico: 9 persone uccise e decine di feriti.
1 marzo – Ore 13.30 – Crosetto ancora bloccato a Dubai; Tajani: “avvisati solo ad attacco in corso”

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto resta bloccato a Dubai. «Non so quando rientrerà, spero prima del 7 marzo», ha dichiarato Tajani. «Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sa’ar ieri mattina presto quando l’attacco era già iniziato».
La Farnesina ha creato la “Task Force Golfo” per assistere i connazionali bloccati nella regione.
1 marzo – Ore 13.00 – Cipro smentisce le dichiarazioni britanniche; l’Iran lancia nuovi attacchi: colpito edificio vicino ambasciata italiana
«In relazione alle dichiarazioni e alle notizie che fanno riferimento al lancio di missili in direzione di Cipro, si chiarisce che non è così e non vi è alcuna indicazione che si sia verificata una minaccia per il Paese». Ad affermarlo è il portavoce del governo cipriota, Konstantinos Letymbiotis.
Nel frattempo si registrano nuovi attacchi iraniani nei Paesi del Golfo. Un missile ha colpito l’Hotel Crowne Plaza in Bahrein, causando diversi feriti, come confermato dal Ministero dell’Interno del regno. L’ambasciata americana ha esortato i suoi cittadini a lasciare gli hotel della capitale Manama.
«Ad Abu Dhabi è stato colpito un edificio vicino alla nostra ambasciata», ha dichiarato il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
1 marzo – Ore 12.20 – Morto Khamenei: cosa succede ora in Iran
La morte di Ali Khamenei ha aperto una fase di transizione che si concluderà con la nomina della nuova Guida suprema. Al momento la leadership dell’Iran è affidata a un consiglio ristretto, composto dal presidente Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Ejei, e da un membro del Consiglio dei Guardiani. Quest’ultimo ha già preso la sua decisione, nominando l’ayatollah Alireza Arafi.
La Costituzione iraniana affida la scelta della Guida suprema all’Assemblea degli Esperti, composta da 88 religiosi. La lista dei potenziali successori di Khamenei è lunga e comprende il figlio Mojtaba, da anni suo consigliere informale. Ci sono poi Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica Islamica, e l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Non è da escludere la corsa di Hassan Rouhani, ex presidente e religioso moderato.
1 marzo – Ore 11.50 – Netanyahu agli iraniani: “liberatevi dalla tirannia”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato nuovamente la popolazione iraniana ad approfittare dell’aggressione straniera per «liberarsi dalle catene della tirannia». «L’aiuto che aspettavate è arrivato, nei prossimi giorni continueremo a colpire migliaia di obiettivi del regime terroristico», ha aggiunto. Al momento però decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro l’attacco USA-israeliano, esprimendo cordoglio per la morte della Guida suprema.
1 marzo – Ore 11.25 – Le reazioni internazionali alla morte di Khamenei
- «La fine dell’Ayatollah deve segnare la fine dell’era dei dittatori in Iran. Dopo 47 anni, deve essere arrivato il tempo della libertà», ha scritto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
- «Non c’è niente di meglio che la morte di un dittatore», scrive l’account ufficiale dell’Ucraina su X.
- «Noi di Hamas piangiamo la scomparsa dell’ayatollah Ali Khamenei. Gli Stati Uniti e il governo di occupazione fascista (Israele, ndr) sono pienamente responsabili di questa flagrante aggressione e di questo odioso crimine contro la sovranità della Repubblica islamica dell’Iran, nonché delle sue gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità della regione».
- Il presidente russo Vladimir Putin ha descritto la morte di Ali Khamenei come un «omicidio cinico» che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: «Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran».
1 marzo – Ore 11.00 – Missili iraniani verso Cipro; Pezeshkian: “L’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra”
Il ministro della Difesa britannico John Healey riferisce che due missili provenienti dall’Iran sono stati lanciati verso Cipro. Qui si trovano basi militari del Regno Unito. Ieri il premier Starmer aveva dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori».
Nel frattempo il presidente iraniano Pezeshkian, sopravvissuto agli attacchi, giura vendetta, affermando che l’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra da parte di Israele e degli Stati Uniti ai musulmani di tutto il mondo.
1 marzo – Ore 10.45 – Nel mondo decine di proteste contro USA e Israele
- Crescono le proteste nel mondo contro l’aggressione dell’Iran, a partire dagli Stati Uniti, dove una rete di attivisti ha lanciato decine di manifestazioni.
- In Pakistan centinaia di persone hanno raggiunto il consolato USA, imbracciando ritratti di Khamenei. Al tentato assalto la polizia ha risposto col fuoco, uccidendo 9 manifestanti e ferendone diverse decine.
- A Baghdad, in Iraq, la folla ha provato a raggiungere l’ambasciata americana ma è stata respinta dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
- In Italia è stata invece convocata una manifestazione per martedì 3 marzo all’ambasciata USA in via Bissolati.
1 marzo – Ore 10.00 – Nuova ondata di raid tra Iran e Israele; cresce il livello delle minacce
Non si fermano gli attacchi lungo l’asse Teheran-Tel Aviv. Sirene antiaeree suonano in Israele a seguito della nuova ondata di missili provenienti dell’Iran. Nel frattempo l’esercito israeliano ha lanciato una massiccia campagna aerea contro diversi obiettivi, Teheran inclusa, dove si sentono numerose esplosioni. Nel mirino anche le zone centrali del Paese, in un’operazione volta a stabilire il dominio aereo sul territorio.
Dopo la morte di Khamenei i Pasdaran hanno minacciato di sferrare «l’offensiva più feroce della storia» contro Stati Uniti e Israele. Immediata la replica di Donald Trump: «L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo faccia, perché se lo farà, noi li colpiremo con una forza che non è mai stata vista prima».
1 marzo – Ore 9.20 – Pakistan, protesta nei pressi del consolato USA finisce nel sangue
Sarebbero almeno 9 i manifestanti uccisi in Pakistan, nei pressi del Consolato USA, dove si erano diretti per protestare contro l’uccisione di Khamenei. Diversi i feriti. La polizia avrebbe aperto il fuoco dopo il tentativo dei manifestanti di entrare nel consolato di Karachi, assaltato con mazze e bastoni.

1 marzo – Ore 8.00 – L’Iran conferma la morte di Khamenei; uccise diverse alte cariche militari
L’Iran conferma la morte della Guida suprema Ali Khamenei, dichiarando un lutto nazionale di 7 giorni. Nei bombardamenti di USA e Israele sono stati uccisi anche diversi comandanti delle forze armate. A Pakpour e Nasirzadeh si aggiungono anche Seyed Abdolrahim Mousavi, capo di Stato maggiore, e Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di Difesa.
1 marzo – Ore 2.30 – Alta tensione al Consiglio di Sicurezza ONU; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise

Nella notte si sono registrati nuovi attacchi ed esplosioni. Le sirene antiaeree sono risuonate in Israele, con diversi impatti, mentre l’Iran ha continuato a colpire le basi americane dislocate nei Paesi del Golfo.
Nel frattempo si è tenuta all’ONU una riunione di emergenza all’insegna delle condanne e delle accuse. Il Segretario generale António Guterres ha condannato sia i bombardamenti di Stati Uniti e Israele sia la successiva rappresaglia iraniana nella regione, parlando di una «grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».
Israele e Stati Uniti hanno difeso l’aggressione militare, definita dal rappresentante iraniano un gigantesco «crimine di guerra» che ha colpito aree civili in diverse città. Un bombardamento ha distrutto una scuola elementare nel sud del Paese, uccidendo 108 bambine, come riportato dalla Mezzaluna Rossa.
Anche in Italia è tornato a riunirsi il governo, con un vertice a Palazzo Chigi. «Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni», si legge nella nota diffusa. «Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile».





Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.
Ovviamente finché continueranno a mettere al vertice preti invece di Generali, perderanno.
A sentire Kallas, Metsola e Merz, viene da mettersi la mani nei capelli. Tajani no, è un due di coppe…
È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
Non esistono colpi di spugna.
Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.
Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.
È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
Chi sono I veri nemici?
… ma che teste di c@**o!