2 marzo – Ore 21.10 – Ministro degli Esteri iraniano: “Da Gaza a Minab innocenti assassinati a sangue freddo”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha pubblicato sul suo account X la foto delle tombe scavate per le giovani studentesse uccise a scuola da un attacco israelo-americano. «I loro corpi sono stati fatti a pezzi. Questo è ciò che la salvezza promessa da Mr. Trump è in realtà. Da Gaza a Minab, innocenti assassinati a sangue freddo».
2 marzo – Ore 20.05 – Le conseguenze della guerra in Friuli Venezia-Giulia
La guerra in Medio Oriente starebbe iniziando a causare i primi effetti sul piano militare anche in Italia. La base statunitense di Aviano, nel Friuli-Venezia Giulia, avrebbe aumentato il proprio livello di allerta da Bravo plus a Charlie, rafforzando la sorveglianza all’interno e all’esterno della struttura. La misura comporta controlli più serrati agli ingressi, maggiori turni di pattugliamento e vigilanza costante sulle aree sensibili.
La base ospita 31° FW statunitense, l’unico stormo di caccia USA dislocato a sud delle Alpi. Sono inoltre presenti due squadroni di F-16, uno attualmente dispiegato per esercitazioni europee e un secondo schierato proprio in Medio Oriente per svolgere attività di natura addestrativa. In generale, riportano i media locali, sarebbe aumentata l’attività di sorveglianza in tutta la provincia di Pordenone, dove si trova Aviano, potenziando il monitoraggio nelle aree a rischio.
2 marzo – Ore 19.45 – Ancora attacchi incrociati: distrutti pescherecci in Iran; esplosioni in Bahrein
Non si fermano gli attacchi incrociati tra Iran e coalizione USA-Israele. I media statali iraniani hanno riportato di un attacco nella provincia di Hormozgan che si sarebbe abbattuto su un porto in cui risultavano ormeggiati decine di pescherecci; almeno 100 le imbarcazioni in fiamme. Fonti indipendenti locali intanto iniziano a riportare esplosioni in Bahrein, senza fornire ulteriori informazioni.
2 marzo – Ore 19.30 – Bloomberg: UAE e Qatar sono a corto di armi
Secondo l’agenzia Bloomberg, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar avrebbero chiesto agli USA di cercare una soluzione per uscire dal conflitto in tempi brevi e di aumentare i propri sforzi per difendere i Paesi del Golfo. Gli USA si starebbero infatti concentrando sulla sola difesa israeliana, costringendo i Paesi del Golfo a ricorrere unicamente ai propri sistemi di difesa per contrastare la ritorsione iraniana. Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha riportato che i Paesi del Golfo hanno chiesto sostegno logistico all’Italia. Bloomberg riporta che la situazione rischia di diventare critica: di questo passo, si legge, le scorte di intercettori emiratine potrebbero finire nell’arco di una settimana, mentre quelle qatariote in soli quattro giorni; i due Paesi si starebbero così mettendo alla guida di una coalizione di Paesi per esercitare pressioni su Trump e convincerlo a chiudere la guerra diplomaticamente.
2 marzo – Ore 19.15 – La base USA in Bahrein è di nuovo sotto attacco
Una pioggia di missili iraniani si sta abbattendo contro la base marittima statunitense in Bahrein. Un video che circola online mostra il cielo denso di artiglieria iraniana mentre i sistemi di difesa sono attivi. Intanto, Israele ha annunciato di avere abbattuto un drone che era entrato nell’area settentrionale della Palestina occupata. In Iraq, invece, continuano gli scontri con la milizia Kataib Hezbollah, che ha preso di mira la base area di Balad, rispondendo a un attacco statunitense contro le proprie postazioni; sempre in Iraq, sono state riportate esplosioni anche nei pressi dell’aeroporto di Baghdad.
2 marzo – Ore 19 – Starmer: “Con Francia e Germania pronti a intervenire per scopi difensivi”
Il premier britannico Keir Starmer ha affermato che il sostegno britannico alle operazioni israeliane e statunitensi sarebbe solo di natura difensiva, sostenendo che il Paese non ha intenzione di lanciare attacchi contro l’Iran. Starmer ha poi affermato che «anche la Francia e la Germania sono pronte a consentire agli Stati Uniti di intervenire per distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni dalla fonte».
In sede separata, il Segretario Generale della NATO ha dichiarato che questa alleanza militare non ha alcun piano per partecipare ad attacchi contro l’Iran.

2 marzo – Ore 18.40 – In diverse piazze iraniane sono state organizzate manifestazioni per Khamenei
Mentre gli attacchi incrociati non si fermano, diverse città iraniane hanno organizzato manifestazioni in commemorazione di Khamenei e delle istituzioni del Paese. La città più coinvolta è Teheran, dove sono stati organizzati 22 concentramenti diffusi in tutta la capitale. I media ufficiali stanno diffondendo video e immagini delle manifestazioni; al momento risulta ignoto se sono state organizzate contro-manifestazioni da parte della popolazione che si oppone al regime. Secondo siti di monitoraggio, la rete internet nel Paese sarebbe stata tagliata.
2 marzo – Ore 18.20 – Trump elenca i 4 obbiettivi della guerra in Iran
Il presidente Donald Trump ha reso noti quattro obiettivi che gli Stati Uniti vorrebbero ottenere dalla guerra: distruggere le capacità balistiche iraniane, annientarne la marina, impedire che Teheran ottenga un’arma nucleare e garantire che il regime non sia nelle condizioni di finanziare i propri alleati regionali.
Durante il discorso non è stata fatta menzione di tentativi di rovesciare il regime, nonostante all’inizio della guerra Trump abbia sostenuto e invitato apertamente il popolo iraniano a scendere in piazza per reclamare le istituzioni.

2 marzo – Ore 17.55 – Il risultato della dodicesima ondata di attacchi iraniana
L’Iran ha iniziato a rilasciare i primi dettagli sulla dodicesima ondata di attacchi contro Israele e gli alleati regionali.
- Uno dei primi obiettivi colpiti è la petroliera di rifornimento “Athe Nova”, raggiunta da due droni iraniani. La petroliera, battente bandiera dell’Honduras e descritta dai pasdaran come «vicina agli Stati Uniti», si trovava nei pressi dello Stretto di Hormuz ed è ora in fiamme.
- Le IRGC hanno annunciato di avere scagliato un attacco contro la base statunitense “Arifjan” in Kuwait, situata qualche chilometro a sud di Kuwait City. La struttura è stata colpita in due fasi da 12 droni.
- Negli Emirati Arabi Uniti è stata colpita la base USA “Al Minhad”, a circa 20 chilometri da Dubai, contro cui l’Iran ha scagliato 6 droni e 5 missili balistici.
- Infine, in Bahrein i pasdaran hanno bersagliato la flotta di navi statunitensi, impiegando 6 droni.
2 marzo – Ore 17.35 – Israele ha attaccato Beirut
Mentre l’Iran annuncia la dodicesima ondata di attacchi dell’operazione “True Promise IV”, Israele ha scagliato una offensiva contro il sud del Libano e contro la capitale del Paese Beirut. Online iniziano a circolare video del quartiere Dahieh, nell’area meridionale della città, che mostrano una colonna di fumo alzarsi da un edificio.
2 marzo – Ore 17.20 – Un punto sugli ultimi attacchi
La portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba Ella Waweya ha annunciato che nell’ultima ondata di attacchi contro il Libano, le IDF hanno preso di mira 70 obiettivi della milizia Hezbollah situati nel sud del Paese, tra cui depositi di armi, postazioni di lancio e piattaforme missilistiche in varie zone. La dichiarazione di Wawya conferma le indiscrezioni sulla nuova offensiva israeliana uscite circa un’ora fa. Parallelamente, Teheran sta venendo pesantemente presa di mira dalle bombe americane, mentre agenzie di stampa internazionali hanno parlato di esplosioni nei pressi degli impianti nucleari iraniani di Esfahan; per quanto riguarda quest’ultima notizia, manca ancora una conferma dalle autorità iraniane.
Dall’altra parte della barricata, l’Iran ha continuato i propri attacchi in tutta la regione. Dopo avere annunciato gli obiettivi colpiti nel corso dell’undicesima ondata di ritorsione, i media di Teheran hanno riportato che sarebbero state udite esplosioni a Tel Aviv, che tuttavia non sono state confermate dalle autorità. Il Ministero della Difesa del Qatar ha inoltre annunciato l’abbattimento di due bombardieri iraniani Su-24, che sarebbero stati colpiti prima che entrassero nello spazio aereo del Paese. Secondo i media arabi, inoltre, le IRGC avrebbero attaccato una nave al largo dell’Oman. Missili anche ad Abu Dhabu, negli Emirati, che secondo il ministero della Difesa sarebbero stati intercettait. In Iraq, infine, continuano a venire segnalati attacchi nell’area di Erbil, di cui tuttavia non si conoscono gli autori; sabato, poco dopo i primi attacchi israeliano-statunitensi, la milizia irachena Kataib Hezbollah – vicina all’Iran – ha annunciato che avrebbe sostenuto militarmente Teheran.
Davanti a questo bilancio, l’Iran ha annunciato l’inizio della dodicesima ondata di attacchi.
2 marzo – Ore 17.05 – Trump apre a un’invasione via terra
A chi gli chiedeva della possibilità di inviare soldati sul campo, Trump ha risposto che «ci saranno se necessario». Gli fa eco il capo del Pentagono, Pete Hegseth: «Non ci sono soldati americani in Iran al momento, ma non facciamo previsioni. Non è esclusa alcuna opzione: combattiamo per vincere».
2 marzo – Ore 17 – Bloomberg: la guerra in Iran sposta gli equilibri globali
Una analisi apparsa sull’agenzia Bloomberg osserva come gli attacchi israeliano-statunitensi starebbero avvicinando Russia e Cina. Secondo l’agenzia gli interessi cinesi sarebbero prevalentemente rivolti verso il settore energetico, visto che dallo Stretto di Hormuz passa circa il 13% del petrolio importato da Pechino via mare. Nonostante l’avvicinamento, Pechino escluderebbe l’opzione di aiutare l’Iran militarmente in vista del prossimo incontro tra Xi Jinping e Trump, previsto proprio questo mese.
2 marzo – Ore 16.35 – Gli aerei USA lasciano la Spagna
Quindici aerei cisterna degli Stati Uniti hanno lasciato la Spagna dopo che il presidente del consiglio di Madrid Pedro Sánchez ha negato a Washington la possibilità di utilizzare basi militari spagnole per condurre operazioni contro l’Iran. Tra tutti i leader europei, per ora, Sánchez è quello che si è schierato più apertamente contro gli attacchi israeliano-statunitensi, condannando l’azione militare.

2 marzo – Ore 16.10 – L’undicesima ondata di attacchi iraniani
I media ufficiali iraniani hanno descritto obiettivi e modalità della undicesima ondata di attacchi lanciata contro Israele. Sono stati presi di mira «i centri di intelligence e i depositi di supporto militare degli Stati Uniti nella regione del Golfo Persico, il complesso delle industrie di comunicazione dell’esercito del regime sionista a Beer Sheva e più di 20 punti nelle aree di Tel Aviv, Gerusalemme Ovest e Galilea»; in totale sono stati attaccati 60 obiettivi strategici e 500 punti militari impiegando centinaia di droni e missili. Nelle ultime 48 ore, l’Iran avrebbe utilizzato più mezzi militari di quanti ne abbia usati durante l’intera guerra dei dodici giorni.
2 marzo – Ore 15.50 – Israele smentisce l’attacco all’ufficio di Netanyahu
L’ufficio del primo ministro israeliano Netanyahu ripreso dai media del Paese ha smentito che l’ufficio del premier sarebbe stato attaccato, bollando la notizia come una fake news. La notizia era stata data oggi in tarda mattinata dalle Guardie Rivoluzionarie, che sostenevano di avere colpito l’edificio, senza riportare dettagli sullo stato di Netanyahu.
2 marzo – Ore 15.20 – IDF: ucciso un leader di Hezbollah; Nuovi raid in Libano
Le IDF hanno annunciato di avere ucciso Hassin Makled, responsabile del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah. La notizia non è stata confermata dal gruppo, ma è iniziata a circolare tra i media sin dalla mattina: l’esercito israeliano aveva annunciato l’eliminazione di «un leader» del movimento, facendo fiorire le speculazioni sulla sua identità, tanto che c’era chi sosteneva che si trattasse proprio dell’attuale capo ad interim Naim Qassem. Intanto, l’aviazione israeliana ha annunciato l’inizio di un ulteriore raid aereo sul Libano; gli aggiornamenti sono ancora limitati, ma pare sia stata colpita la città meridionale di Tiro.

2 marzo – Ore 15 – Parte un volo dall’Italia per i cittadini bloccati
La Farnesina ha annunciato che dall’aeroporto di Mascate, nell’Oman, è appena partito un primo volo charter con 127 dei cittadini italiani rimasti bloccati nella regione mediorientale. A bordo cittadini che si trovavano in Oman e altri trasferiti da Dubai con l’assistenza del Ministero degli Esteri. Consolati e ambasciate stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso gli aeroporti della regione che risultano operativi. La compagnia aerea Etihad sta organizzando aperture temporanee dell’aeroporto di Abu Dhabi.
2 marzo – Ore 13.45 – Chiusura dello Stretto di Hormuz: il Qatar interrompe la produzione di GNL
QatarEnergies ha dichiarato che, a causa degli attacchi in corso da parte dell’Iran, fermerà la produzione di GNL e di tutti i prodotti correlati nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed. “QatarEnergy attribuisce grande importanza ai rapporti con tutti i suoi stakeholder e continuerà a comunicare le informazioni più recenti disponibili”, riporta l’azienda in una nota. La notizia ha fatto schizzare i prezzi del gas in Europa del 50%, dopo una turbolenta apertura a +22%.
2 marzo – 12.45 – USA confermano perdita di tre caccia in Kuwait
Il comando statunitense CENTCOM ha confermato di aver perso tre caccia F-15 in Kuwait per via del “fuoco amico”. “Durante il combattimento attivo, che includeva attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni, i caccia dell’aeronautica militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalla difesa aerea kuwaitiana” riporta la nota. “Tutti e sei i membri dell’equipaggio si sono eiettati in sicurezza, sono stati recuperati e sono in condizioni stabili”. Il Kuwait avrebbe riconosciuto l’incidente, ma le cause rimarrebbero “sotto indagine”.

2 marzo – 12.40 – Cipro: intercettati e abbattuti due droni
Un portavoce del governo cipriota ha confermato che gli oggetti apparsi sui radar erano due droni UAV, che sono stati “intercettati con successo” e abbattuti.
2 marzo – 12.15 – Cipro: evacuati aeroporto e città di Akrotiri per rilevamento “oggetto sospetto” sui radar
Il terminal passeggeri dell’aeroporto di Paphos, a Cipro, sta venendo evacuato in questi minuti dopo che un “oggetto sospetto” è stato intercettato dai radar, secondo media locali. L’aeroporto si trova a circa 60 km dalla base britannica di Akrotiri, colpita nella notte da droni. Secondo il Cyprus Mail, che cita fonti del ministero, il governo cipriota ha dato istruzioni di evacuare l’intera città di Akrotiri. Anche la base di Dhekelia, situata nella parte orientale dell’isola, sarebbe stata evacuata. “Fonti hanno informato il Cyprus Mail che il personale della base è stato informato della minaccia e ha ricevuto l’ordine di ‘tornare nelle proprie case e rimanere all’interno fino a nuovo avviso’. È stato inoltre chiesto loro di ‘allontanarsi dalle finestre e ripararsi dietro o sotto mobili solidi e robusti’ e di attendere nuove istruzioni”, riporta il quotidiano.
Nelle scorse ore, il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, aveva dichiarato che “il nostro Paese non è coinvolto in alcun modo e non intende partecipare ad alcuna operazione militare”, mentre “rimaniamo impegnati nel ruolo umanitario che abbiamo sostenuto finora, sempre come parte della soluzione e mai come parte del problema, e continueremo ad operare con lo stesso livello di responsabilità”.
2 marzo – Ore 12.10 – IDF: “colpiti alti membri del ministero iraniano”
L’esercito israeliano ha rivendicato l’uccisione di ulteriori alti membri delle istituzioni iraniane. In particolare, sarebbero stati uccisi:
- Sayed Yahya Hamidi, viceministro dell’Intelligence per gli Affari israeliani, accusato di aver “guidato attività terroristiche contro ebrei, attori occidentali e oppositori del regime in Iran e all’estero”;
- Jalal Pour Hossein, capo della Divisione Spionaggio.
Sarebbe stata colpita anche la sede del ministero, a Teheran.
2 marzo – Ore 11.30 – Specifiche sul missile che ha colpito l’ufficio di Netanyahu
Il missile Kheibar utilizzato dalle Guardie Rivoluzionarie per attaccare gli uffici governativi israeliani, è una testata balistica a medio raggio prodotta dal ministero della Difesa di Teheran. Il missile è stato presentato due anni e mezzo fa; ha una gittata di 2.000 chilometri e può trasportare una testata da 1.500 chilogrammi. Viaggia a una velocità stimata di mach 16, rompendo dunque il muro del suono. Ha una CEP (probabilità di errore circolare: è un valore che indica il raggio della circonferenza a partire dal bersaglio in cui cadono il 50% dei missili sparati) che varia tra i 10 e i 30 metri.
2 marzo – Ore 11 – Attaccato l’ufficio di Netanyahu
I pasdaran iraniani hanno annunciato di avere attaccato l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu: «Il destino di Netanyahu è avvolto nell’incertezza; l’ufficio del primo ministro criminale del regime sionista e la sede del comandante della forza aerea dell’esercito di questo regime sono stati colpiti duramente dalle forze armate della Repubblica Islamica in attacchi mirati e a sorpresa con missili Kheibar nella decima ondata», si legge in un comunicato delle Guardie Rivoluzionarie. «Secondo questo comunicato, gli attacchi missilistici riusciti dell’Iran contro i territori occupati nella decima ondata si sono concentrati sul complesso governativo del regime sionista e i risultati di questi attacchi e ulteriori informazioni saranno annunciati successivamente», scrive l’agenzia di stampa governativa Irna. Ignoto, per ora, lo stato di salute del primo ministro.
2 marzo – Ore 10.15 – Francia: azione USA-Israele frutto di decisione unilaterale che andava discussa
Il ministro per gli Affari Esteri della Francia, Jean-Noel Barrot, nella conferenza stampa svoltasi questa mattina ha condannato l’Iran e il suo regime, “contrario ai diritti umani”, ma ha anche aggiunto che la decisione di attaccare di USA e Israele è stata “unilaterale” e avrebbe dovuto essere “dibattuta nelle sedi collettive “dibattuta negli organismi collettivi” che esistono proprio a tale scopo. “Solo rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza ONU, l’uso della forza può acquisire legittimità”, ha dichiarato Barrot. 8
Nelle scorse ore, la Francia, insieme alla Germania e al Regno Unito, ha dichiarato di essere pronta a intraprendere “azioni difensive” contro l’Iran per difendere i propri interessi.
2 marzo – Ore 10.00 – Ministro della Difesa israeliano: il capo di Hezbollah è ora un obiettivo
Il ministro israeliano della Difesa Israel Katz ha dichiarato che “l’organizzazione terroristica Hezbollah pagherà un prezzo elevato per aver aperto il fuoco su Israele” e che il segretario generale dell’organizzazione, Naim Qassem, è ora un “bersaglio ben definito da contrastare”. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni alle IDF di agire con forza contro Hezbollah, continuando a perseguire l’obiettivo principale: schiacciare e sconfiggere il regime terroristico iraniano e disattivarne le capacità”.
2 marzo – Ore 9.05 – Kuwait: numerosi jet americani schiantati al suolo
Il potavoce del ministero della Difesa del Kuwait ha confermato che numerosi velivoli da guerra statunitensi si sono schiantati al suolo questa mattina nel Paese, ma che tutti i piloti sono stati tratti in salvo. Non si conoscono le cause degli incidenti, che verranno indagate in queste ore.
2 marzo – Ore 8.35 – Bombardata raffineria in Arabia Saudita
Alcuni video girati dai cittadini e circolanti su X mostrano fumo sollevarsi da quella che dovrebbe essere la raffineria ARAMCO di Ras Tanura, in Arabia Saudita.
2 marzo – Ore 8.00 – Esplosioni a Erbil, Iraq
Alcune forti esplosioni sarebbero in corso a Erbil, città curda a nord dell’Iraq. Secondo giornalisti di Al Jazeera presenti sul posto, missili e droni starebbero anche prendendo di mira l’aeroporto internazionale della città.
2 marzo – Ore 7.00 – I principali fatti della notte: Hezbollah entra in guerra
- La milizia libanese Hezbollah è entrata in guerra, lanciando attacchi contro una base militare ad Haifa. Dopo l’attacco, Israele ha annunciato che avrebbe reagito «forzatamente» e ha lanciato un bombardamento sulla capitale libanese Beirut, uccidendo almeno 31 persone. Ha poi lanciato ulteriori attacchi nel sud del Paese e rilasciato ordini di evacuazione in 53 città libanesi, spingendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Il premier libanese Nawaf Salam, invece, ha criticato la scelta di entrare in guerra da parte di Hezbollah, giudicandola «irresponsabile».
- Dopo avere appreso della morte di tre cittadini statunitensi, Trump ha rilanciato l’operazione militare, affermando che durerà 40 giorni. Rappresentanti iraniani, invece, hanno affermato che non si fermeranno e continueranno la rappresaglia.
- La rappresaglia iraniana è andata avanti tutta la notte: l’Iran ha colpito l’Iraq, il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Kuwait; i media riportano anche di un drone nella città di Akrotiri, Cipro.
- Israele ha affermato che lancerà attacchi «nel cuore di Teheran», rinnovando i bombardamenti. Nella notte, i missili israeliani si sono abbattuti su piazza Niloofar, uccidendo 20 persone, mentre il bilancio delle vittime della scuola femminile iraniana a Minab è salito a 180.





Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.
Ovviamente finché continueranno a mettere al vertice preti invece di Generali, perderanno.
A sentire Kallas, Metsola e Merz, viene da mettersi la mani nei capelli. Tajani no, è un due di coppe…
È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
Non esistono colpi di spugna.
Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.
Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.
È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
Chi sono I veri nemici?
… ma che teste di c@**o!