mercoledì 4 Marzo 2026

DIRETTA – Media: “Mojtaba Khamenei nuova Guida suprema” – Altre esplosioni a Teheran e Tel Aviv


Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di avere inviato la portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale. La portaerei verrà utilizzata per proteggere il Canale di Suez; in via aggiuntiva, Macron ha annunciato anche il dispiegamento della fregata Languedoc e di mezzi antiaerei per difendere le basi aree di Cipro.


Sono state diffuse immagini sugli attacchi iraniani e libanesi nell’area settentrionale di Israele. Negli ultimi giorni, le squadre di vigili del fuoco sono state particolarmente attive nella zona.


Oggi si è tenuta una riunione di emergenza dell’Autorità Nazionale per le Emergenze israeliana per fare fronte alle esigenze dei cittadini. La Commissione ha deliberato, tra le carie cose, lo svolgimento delle attività in presenza per i servizi di supporto e manutenzione per infrastrutture digitali e di comunicazione, e la disposizione del servizio di consegna a domicilio per i punti di ristoro e per le attività che forniscono beni e attrezzature per la prima infanzia nelle aree maggiormente colpite dagli attacchi, con conseguente chiusura delle attività di asporto e di servizio al pubblico.


Le agenzie di stampa internazionali, riprese dai media iraniani hanno comunicato di attacchi diffusi in tutta l’area del golfo. L’Iran avrebbe attaccato basi militari in Qatar (a Doha), negli Emirati (ad Abu Dhabi e a Dubai) e in Kuwait. Intanto, la milizia libanese Hezbollah ha annunciato di avere lanciato un attacco nel Golan, prendendo di mira le basi di Rawa’i e di Kila, e di avere attaccato Haifa.


L’Iraq ha annunciato la sospensione della produzione di petrolio dal giacimento petrolifero di Rumaila, il più grande giacimento petrolifero di Bassora nel sud dell’Iraq, a causa dell’aumento delle tensioni nel Golfo Persico e della sospensione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz. La notizia è stata data da media vicini alle milizie irachene e alla Repubblica Islamica dell’Iran.


Trump ha detto di avere ordinato lo stop al commercio con la Spagna: «La Spagna è stata terribile. Ho detto a Bessent di tagliare tutti i rapporti commerciali con la Spagna, non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna», ha detto il presidente; l’annuncio arriva dopo che il premier spagnolo Pedro Sanchez ha negato agli USA la possibilità di utilizzare le proprie basi militari per le operazioni in Iran.


Gli USA hanno annunciato la chiusura dell’ambasciata statunitense a Beirut, in Libano fino a data da destinarsi. Oggi è stata chiusa anche l’ambasciata saudita; sono inoltre state evacuate quelle di Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Qatar.


Il corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha diffuso un rapporto per spiegare ai media il funzionamento delle proprie unità operative nell’ambito degli attacchi con drone a Israele e ai Paesi del Golfo Persico. In questo quarto giorno di guerra, comunicano i pasdaran, «una delle evoluzioni significative è stata la formazione di una sorta di divisione del lavoro tra la Marina e la Forza Aerospaziale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica», con la Marina incaricata di colpire le basi aeree statunitensi nel Golfo. In questo, l’uso di droni, spiegano i pasdaran, è stato centrale, poiché facili da costruire e da pilotare e – soprattutto – perché si tratta di attrezzature militari a basso costo.

Il motivo per cui la Marina ha preso il controllo delle ultime operazioni è puramente materiale: «La Marina del Corpo, disponendo di un numero significativo di questi droni, ha assunto l’esecuzione delle operazioni contro le basi americane nella regione. Le quattordicesima e quindicesima ondate delle operazioni del Corpo sono state interamente condotte da questa forza, concentrandosi sul fronte marittimo e sulle basi americane meridionali». In linea con le analisi di media internazionali, lo scopo iraniano pare essere quello di saturare le difese nemiche con strumenti a basso costo per poi provare a colpire i bersagli con i missili tecnologicamente più avanzati.


Il premier britannico Keir Starmer ha rilasciato una dichiarazione in cui annuncia che il Regno Unito invierà elicotteri con capacità anti-drone per contrastare eventuali nuovi attacchi a Cipro. Starmer ha inoltre dichiarato che il cacciatorpediniere HMS Dragon verrà dispiegato nella regione con lo scopo dichiarato di proteggere basi e personale britannico. In precedenza, anche Francia e Grecia hanno affermato che avrebbero contribuito alla difesa anti-drone delle basi britanniche di Cipro.


Dall’ufficio stampa di Hezbollah è arrivato un aggiornamento sulla situazione sul campo. Il gruppo libanese ha affermato di avere ricevuto massiccio attacco in città e paesi nel sud del Libano e sulla capitale, che – secondo i media iraniani – starebbe andando avanti tutt’ora. In risposta all’operazione terrestre nell’area meridionale del Paese, la milizia ha scagliato un attacco contro i carri armati Merkala (impiegati dalla fanteria di Israele) nei pressi di Tal Nahas, a Kfar Kila, danneggiandolo. Secondo Hezbollah, i soldati israeliani avrebbero attivato una missione per recuperare il mezzo, ma sarebbero stati colpiti da missili guidati, e dunque costretti alla ritirata. Si sarebbero registrati feriti; la notizia non è stata commentata dalle fonti ufficiali israeliane.


L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) non ha rilevato «elementi di un programma sistematico e strutturato per la fabbricazione di armi nucleari» in Iran. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’agenzia, Rafael Grossi, a NBC News. Parole che ricalcano le dichiarazioni effettuate lo scorso anno, a seguito dei primi attacchi israelo-americani all’Iran. Nel frattempo l’ONU ha chiesto un’indagine indipendente per fare luce sulla strage di studentesse nel sud del Paese.

Schermata articolo NBC News.

Donald Trump ha criticato il primo ministro britannico Keir Starmer per essersi rifiutato di aiutare attivamente Stati Uniti e Israele negli attacchi contro l’Iran, affermando che i rapporti tra USA e Regno «non sono più quelli di una volta».


Una nuova ondata di missili iraniani è diretta verso Israele. Risuonano le sirene antiaeree in gran parte del Paese. Un primo impatto è strato registrato a Ramat Gan, nella periferia di Tel Aviv.


Il Palazzo del Golestan di Teheran, Patrimonio UNESCO, è stato danneggiato durante i bombardamenti condotti dalla coalizione israelo-americana.

Le prime ricostruzioni parlano di danni strutturali parziali, relativi a finestre storiche, porte decorate ed elementi ornamentali lignei.

Alcuni danni subiti dal Palazzo del Golestan di Teheran.

Primi effetti economici della guerra in Iran per gli USA. L’Indonesia ha infatti reso noto che aumenterà le importazioni di petrolio da Washington, a seguito del blocco produttivo in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz.


Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che i 200 studenti italiani bloccati a Dubai sono in partenza da Abu Dhabi. Raggiungeranno Milano in serata. Presenti sul volo anche alcuni cittadini con condizioni di salute a rischio.

La Farnesina ha inviato in Oman e negli Emirati un gruppo di diplomatici, carabinieri e finanzieri. L’obiettivo è rinforzare il supporto logistico nelle sedi diplomatiche e preparare nuovi voli di rientro. Come spiegato da Tajani, in Medio Oriente «sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee».


Mentre le IRGC annunciano l’avio della  quindicesima ondata di attacchi, iniziano a trapelare informazioni su quella l’ha preceduta: canali indipendenti dell’area riportano di attacchi nel porto di Salalah in Oman, dove sarebbe scoppiato un incendio moderato; l’Iran avrebbe anche colpito i serbatoi di stoccaggio del petrolio a Fujairah, negli Emirati, anche in questo caso facendo divampare le fiamme; i pasdaran, infine hanno annunciato di avere attaccato la base americana di Al Udeid in Qatar.

L’incendio presso il sito di Fujairah, negli Emirati.

Nella provincia meridionale iraniana del Fars è stato registrato un terremoto con magnitudo 4.3. L’epicentro della scossa è stato rilevato attorno all’area di Gerash e la profondità è di circa 10 chilometri; l’area è particolarmente soggetta a terremoto e non sembra avere subito danni significativi.


Un missile iraniano ha colpito un edificio nella città di Petah Tikwa, nell’area di Tel Aviv. La notizia è stata data dai media israeliani, mentre su canali della piattaforma Telegram sono iniziati a girare video che mostrano l’interno dell’edificio danneggiato. Ci sarebbe almeno un ferito.

Intanto i raid in Israele e nella Palestina occupati continuano; non sono ancora stati pubblicati resoconti dell’ultima ondata di bombardamenti, che risulta essere la quattordicesima dallo scoppio della guerra.  


La Croce Rossa iraniana ha aggiornato il numero di morti nel Paese. Secondo un comunicato diffuso dai media governativi iraniani, in totale da sabato i bombardamenti israelo-statunitensi avrebbero ucciso 787 persone. Colpiti finora 153 distretti del Paese sono stati coinvolti in 504 diverse aree. Il numero totale di attacchi registrati fino a questo momento è arrivato a 1039.


Secondo il quotidiano tedesco Berliner Zeitung, anche la Germania avrebbe avuto un ruolo nell’offensiva israeliano-statunitense contro l’Iran. Prima dell’inaugurazione dei bombardamenti dello scorso sabato, le attività nella base aerea di Ramstein, nel Palatinato occidentale, sarebbero state insolitamente elevate: il quotidiano riporta di avere registrato un massiccio movimento di aerei da trasporto Boeing C-17 Globemaster III e Lockheed C-130 Hercules, che atterravano «ogni minuto». In generale l’analisi dei dati di volo e le osservazioni degli esperti di aviazione citati dal quotidiano documentano un drastico aumento del traffico aereo nei giorni precedenti all’offensiva. Sulla base dei dati analizzati, il giornale ipotizza che siano stati trasferiti personale ed equipaggiamento verso Al Udeid (Qatar) e altre basi.


Le IRGC hanno annunciato di avere attaccato la portaerei Lincoln con 4 missili da crociera, costringendola a ritirarsi momentaneamente verso l’Oceano indiano; la notizia non è stata commentata dagli USA. Intanto, hanno dichiarato l’inizio di una nuova ondata di attacchi militari; scagliato inoltre un attacco informatico alle infrastrutture di comunicazione militari e governative israeliane. L’attacco avrebbe interessato «oltre 160 centri dati che gestiscono le reti interne nelle varie città dei territori occupati»


Gli Stati Uniti hanno ordinato l’evacuazione dell’ambasciata statunitense negli Emirati Arabi Uniti. Con essa, sono sei le ambasciate statunitensi evacuate nell’area; le altre sono quelle di Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait e Qatar.


L’esercito israeliano ha annunciato di aver iniziato una operazione lungo il confine con il Libano meridionale, impiegando le forze della Divisione 91 che “stanno controllando diversi punti della zona nell’ambito del concetto di rafforzamento della difesa del fronte”. L’operazione è come sempre giustificata dalla necessità di “creare sicurezza” per gli abitanti del nord di Israele a fronte della minaccia di Hezbollah.


  • Il consigliere in capo dei pasdaran ha dichiarato ai media semi-ufficiali iraniani che lo Stretto di Hormuz è chiuso. Le IRGC hanno comunicato che da ora in avanti qualsiasi petroliera proverà a passare lo Stretto verrà colpita dalle forze armate della Repubblica Islamica. La notizia ha fatto schizzare i prezzi del petrolio, che hanno raggiunto i oltre i 79,40 dollari al barile.
  • Le IRGC hanno comunicato di avere attaccato un ignoto luogo negli Emirati Arabi Uniti in cui si erano radunati 160 membri della Marina statunitense, uccidendo 40 soldati e ferendone 70; la notizia non è stata confermata dagli USA.
  • Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha reso noto che l’ambasciata  statunitense a Riyad è stata colpita da due droni iraniani; la struttura è stata danneggiata ed è scoppiato un incendio. Dopo l’attacco, l’ambasciata è stata chiusa fino a nuovo avviso e sono stati interrotti i servizi consolari nel Paese.
  • Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha chiesto ai propri cittadini in Bahrain, Egitto, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Iran e in tutta la Palestina storica di lasciare il prima possibile i Paesi. Chiusa inoltre l’ambasciata USA in Kuwait, e invitati i dipendenti non essenziali delle ambasciate di Giordania, Iraq e Bahrain a rientrare in patria.
  • Secondo l’agenzia di stampa governativa iraniana Irna un attacco con droni ha colpito il Ponte Re Fahd, che connette il Bahrein all’Arabia Saudita. Sempra in Bahrein durante la 14° ondata di attacchi, inoltre, i pasdaran hanno bombardato la base americana nella zona di Sheik Isa con 20 droni e 3 missili, colpendo l’edificio principale. Pare infine che nelle maggiori città del Paese, tra cui la capitale Manama siano scoppiate delle proteste in favore dell’Iran.
  • Il gruppo hacker di Hezbollah ha manomesso ha le infrastrutture digitali della compagnia petrolifera di Sharjah, negli Emirati, ed estratto dati e documenti da essa. La divisione militare, invece, ha attaccato una base militare israeliana nelle alture del Golan, la base aerea “Ramat David”, nei pressi di Haifa e altre due basi aeree nel Negev.
  • Ulteriori attacchi iraniani si sono registrati in Giordania, in Qatar (a Doha), in Kuwait (contro l’ambasciata statunitense), e in Israele. Lo Stato ebraico è stato oggetto di attacchi nell’area settentrionale e almeno dei missili si sono abbattuti su Tel Aviv e nelle alture contro Gerusalemme.
  • I gruppi sciiti attivi in Iraq hanno preso di mira diversi luoghi di interesse statunitensi nei pressi di Erbil: le agenzie di stampa internazionali sostengono che sarebbe stato preso di mira un albergo dove si trovava personale di terra statunitense, mentre secondo fonti iraniane sarebbe stata presa di mira una base militare nella medesima città.
  • Israele ha continuato ad attaccare Beirut e Teheran e rafforzato le difese nel nord del Paese; nella capitale iraniana sarebbe stato preso di mira un’area nei pressi del Parlamento del Paese. In coordinazione con gli Stati Uniti, ha inoltre attaccato le piattaforme militari iraniani e preso di mira i suoi sistemi di difesa, reclamando di avere distrutto diversi siti.

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7 Commenti

  1. Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
    Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
    Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.

  2. È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
    Non esistono colpi di spugna.
    Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.

  3. Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.

  4. È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
    Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
    Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
    Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
    Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
    Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
    Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
    Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
    Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
    Chi sono I veri nemici?

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