L’aggressione israeliano-statunitense all’Iran ha presto scatenato un conflitto su larga scala. La ritorsione iraniana si è abbattuta su tutti i Paesi del Golfo che ospitano basi USA, paralizzando il traffico aereo nella regione e lasciando decine di migliaia di cittadini italiani bloccati in Medio Oriente, tra cui anche un gruppo di 200 studenti coinvolti nel programma “L’ambasciatore del futuro”. Per gestire le richieste dei concittadini, il ministero degli Esteri ha istituito la “Task Force Golfo”, una squadra di emergenza composta da 50 persone che avrà il compito di sostenere le ambasciate e i consolati della regione. Intanto, il ministro della Difesa Guido Crosetto è rientrato in Italia, dopo essere rimasto temporaneamente intrappolato a Dubai senza che nessuno avvertisse lui e il governo italiano dell’imminente inizio di una guerra destinata a espandersi nell’intera Asia Occidentale.
La Task Force Golfo della Farnesina è stata istituita ieri, 1° marzo. In una breve intervista Tajani ha spiegato che la squadra avrà il compito di tenersi in contatto con tutte le ambasciate e i consolati della regione e di gestire le richieste degli italiani alle istituzioni rappresentative del Belpaese nella regione del Golfo e in generale nel Medio Oriente. Secondo Tajani, la situazione più «incerta» per gli italiani sarebbe negli Emirati Arabi Uniti, e specialmente ad Abu Dhabi e a Dubai. Proprio a Dubai era rimasto bloccato il ministro Crosetto, che si trovava nella metropoli finanziaria per prendere la propria famiglia e rientrare in Italia. Trovatosi improvvisamente in zona di guerra, il ministro è rimasto un giorno negli Emirati, per poi recarsi via terra a Mascate, in Oman, da dove è ripartito per l’Italia con volo militare. Ha versato sua sponte «il triplo della tariffa prevista» al Comando del 31esimo stormo di Ciampino, nel tentativo di mettere a tacere le critiche sulla sua assenza durante una delle maggiori crisi regionali degli ultimi anni. Dai banchi dell’opposizione non sono tardate ad arrivare contestazioni e battute ironiche sul fatto che il governo italiano non sapesse niente dell’attacco israeliano-statunitense che avrebbe innescato una guerra in tutto il Medio Oriente.
La Task Force risponderà allo stesso numero dell’Unità di Crisi della Farnesina, lavorando in coordinazione con essa, e smistando le migliaia di chiamate di assistenza dei cittadini italiani. Nei soli Emirati, nelle aree interessate dai bombardamenti incrociati, vivono 20mila italiani. Nella medesima Dubai sono attualmente presenti 124 studenti liceali minorenni e altri 66 maggiorenni tra studenti, docenti e personale del Wsc World Student Connection, l’associazione che ha organizzato l’uscita “L’ambasciatore del futuro”. Qui, «sono state messe a disposizione 45 camere all’Hotel Le Meridien e ulteriori 20 camere sono invece prenotate presso un hotel a Bur Dubai», spiega il ministero. «Tutti i giovani sono affidati ai propri tutor e docenti e saranno seguiti 24 ore su 24 dallo staff del Wsc». Negli Emirati è attivo anche il consolato, a cui la Farnesina ha aggiunto cinque linee di emergenza per gestire le chiamate degli italiani. «Tutto è garantito e sostenuto anche economicamente dal governo degli Emirati Arabi Uniti», ha specificato Tajani.
Non è noto quando gli italiani bloccati nella regione potranno rientrare in Italia. Pare tuttavia che lo spazio aereo per i voli civili rimarrà chiuso anche oggi. Oggi stesso, alle 15, Tajani terrà una informativa urgente sulla crisi nel Golfo davanti alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato ed Esteri della Camera; il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, invece, ha convocato il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al Viminale.




