mercoledì 25 Febbraio 2026

Il dl Sicurezza è legge: ecco cosa cambia dopo i fatti di Rogoredo

Dopo un iter di quasi venti giorni, il decreto sicurezza varato dal Consiglio dei Ministri il 5 febbraio scorso ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato e la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivata ieri. Il testo, che approda in Gazzetta Ufficiale prima dell’esame parlamentare per la conversione, è però uscito ridimensionato rispetto alle bozze iniziali, con interventi significativi su alcuni dei punti più controversi come il fermo preventivo, lo scudo penale e la stretta sui coltelli. Un dietrofront in cui è facile scorgere il nesso con i fatti di Rogoredo, dove i risultati dell’inchiesta sull’uccisione di un pusher di origine marocchina da parte di un poliziotto – inizialmente propagandata come un fatto di legittima difesa – hanno sollevato forti polemiche all’indirizzo del governo.

Uno dei nodi principali del provvedimento – che dovrà essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni, pena la decadenza – riguarda il cosiddetto fermo preventivo, la misura che consente alle forze dell’ordine di accompagnare negli uffici di polizia e trattenere fino a dodici ore persone ritenute potenzialmente pericolose durante manifestazioni pubbliche. Rispetto alla prima bozza, che parlava genericamente di “fondato motivo” desunto da elementi come il possesso di caschi o precedenti penali, il testo definitivo introduce un correttivo significativo: il fermo, infatti, potrà scattare soltanto «in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica» . L’aggiunta, frutto del confronto con il Colle, prevede anche l’obbligo per la polizia di dare immediata comunicazione al pubblico ministero, che può ordinare il rilascio se non ritiene sussistenti le condizioni.

Sul fronte del cosiddetto scudo penale per le forze dell’ordine, su cui la maggioranza aveva rinvigorito la spinta dopo i fatti di Rogoredo (l’agente di polizia che sparò a un rapinatore era stato inizialmente iscritto nel registro degli indagati), il decreto introduce l’«annotazione preliminare». Si tratta di un nuovo istituto: quando un reato appare commesso «in presenza di una causa di giustificazione» (come la legittima difesa, l’adempimento di un dovere o lo stato di necessità), il pm potrà effettuare un’iscrizione in un registro speciale che garantisce gli stessi diritti della difesa ma dura al massimo 150 giorni. Solo in caso di incidente probatorio scatterà l’iscrizione nel classico registro degli indagati. La norma, dunque, evita l’automatismo dell’iscrizione, ma non la esclude in presenza di elementi concreti.

Modifiche rilevanti intervengono anche sull’articolo 1 relativo al porto di coltelli. Viene confermato il divieto di vendita ai minori, con sanzioni amministrative per i genitori che vanno da duecento a mille euro, e la pena della reclusione da sei mesi a tre anni per chi porta fuori casa lame superiori a otto centimetri senza giustificato motivo. Tuttavia, nella versione bollinata è saltato l’obbligo per i commercianti di registrare le vendite delle lame sopra determinate dimensioni, adempimento che nelle bozze era stato criticato come eccessivamente burocratico.

L’articolo 11 allarga significativamente il perimetro delle tutele per chi subisce lesioni. La nuova formulazione dell’articolo 583-quater del codice penale equipara ai pubblici ufficiali «il personale che svolge attività di prevenzione e accertamento delle infrazioni nell’ambito dei servizi di trasporto ferroviario o agli arbitri e agli altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive» . Per loro, come già per dirigenti scolastici, docenti e operatori sanitari, le pene per lesioni vanno da due a cinque anni, con aggravanti fino a sedici anni in caso di lesioni gravissime.

Per quanto riguarda la sicurezza urbana, l’articolo 6 rifinanzia il relativo fondo portandolo a 48 milioni di euro per il 2026, con la possibilità per i Comuni di utilizzare le risorse anche per straordinari e assunzioni a tempo determinato della polizia locale in deroga ai limiti di spesa . Viene invece cancellato il fondo da 50 milioni previsto in bozza per il potenziamento tecnologico delle reti ferroviarie. Sul fronte degli organici, sono previsti due concorsi straordinari: milleottocento posti per ispettori della Polizia di Stato nel 2026 e duemilaquattrocento nel 2027.

La norma dovrà essere perfezionata con un decreto del ministro della Giustizia entro sessanta giorni. Certo è che il polverone sollevatosi in seguito ai fatti di Rogoredo — l’uccisione del 28enne Abderrahim Mansouri durante un controllo nel bosco della droga di Milano e l’indagine per omicidio volontario a carico dell’agente che ha sparato, dopo che le prime ricostruzioni sulla legittima difesa sono state messe in discussione dagli accertamenti della Procura — abbia inciso in modo diretto sul clima politico e istituzionale in cui è maturato il decreto Sicurezza. L’episodio ha innescato una doppia pressione: da un lato la richiesta della maggioranza di rafforzare strumenti e tutele per le forze dell’ordine, dall’altro la necessità, emersa con forza dopo l’apertura dell’inchiesta, di evitare norme che potessero apparire come uno scudo preventivo rispetto a eventuali responsabilità individuali. È proprio in questo equilibrio che si collocano le modifiche apportate al testo prima della firma del Quirinale.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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