mercoledì 25 Febbraio 2026

Cuba, 35 eurodeputati chiedono all’UE di prendere posizione contro l’embargo USA

«Il blocco statunitense su Cuba è in palese contrasto con lo spirito e la lettera della Carta delle Nazioni Unite, nonché con i principi fondamentali della libertà di navigazione e di impresa». Così 35 eurodeputati provenienti da diversi ambienti politici iniziano una lettera aperta indirizzata all’Alta Rappresentante per gli Affari Esteri comunitaria Kaja Kallas, chiedendo all’Unione di prendere posizione. «L’Unione Europea non può limitarsi a osservare queste dinamiche», scrivono i deputati. «Dispone degli strumenti giuridici e politici necessari per respingere l’applicazione extraterritoriale di queste sanzioni e ha il dovere di proteggere la propria sovranità economica e i propri interessi strategici». La lettera arriva in un momento di difficoltà per l’isola caraibica, messa in ginocchio dal sostanziale azzeramento dei rifornimenti energetici messo in atto dagli USA. Cuba, nel frattempo, continua a resistere, mentre in assenza di solidi aiuti dai Paesi si è messa in moto la macchina della solidarietà dal basso.

La lettera dei deputati europei a Kaja Kallas è stata firmata e pubblicata lo scorso 20 febbraio. Da parte italiana, essa porta i nomi di Danilo Della Valle, Carolina Morace, Giuseppe Antoci, Dario Tammerano e Pasquale Tridico del Movimento 5 Stelle – tutti afferenti all’eurogruppo La Sinistra – e Mimmo Lucano e Leoluca Orlando, entrambi eletti con Alleanza Verdi Sinistra – il primo parte dell’eurogruppo La Sinistra e il secondo dei Verdi. Nella lettera i deputati esprimono «profonda preoccupazione per il recente inasprimento delle misure di pressione adottate dal governo degli Stati Uniti nei confronti della Repubblica di Cuba», e sostengono che le conseguenze delle politiche statunitensi «sono inaccettabili su due fronti: da un lato, costituiscono una vera e propria punizione collettiva che aggrava drammaticamente l’emergenza umanitaria a danno del popolo cubano, dall’altro, rappresentano un’interferenza diretta e dannosa contro le legittime attività economiche, finanziarie e commerciali delle aziende europee». Chiedono dunque formalmente al Servizio europeo per l’azione esterna e alle istituzioni competenti di «uscire da una logica di subordinazione e di adottare iniziative decisive e concrete», in modo da riaffermare un modello basato sulla solidarietà umanitaria da una parte e difendere gli interessi dell’UE dall’altra.

Sul piano della solidarietà internazionale, in effetti, sono pochi i Paesi che hanno deciso di supportare apertamente Cuba. A inizio mese, il Messico ha approvato un piano di aiuti umanitario per sostenere la crisi innescata dal blocco statunitense; settimana scorsa, il ministero degli Esteri spagnolo ha rilasciato un comunicato ripreso dalla piattaforma britannica Novara Media in cui annuncia l’invio di aiuti; oggi stesso, 25 febbraio, è arrivato un analogo annuncio dal Canada. Diversi Paesi, dalla Russia alla Cina, hanno invece condannato le misure statunitensi e chiesto a Washington di fermare il blocco. Si è inoltre sollevato un meccanismo di solidarietà dal basso, con l’organizzazione di una missione umanitaria marittima volta a rompere l’assedio statunitense. La Flotilla per Cuba, denominata Nuestra América Flotilla, salperà a marzo, seguendo le orme della Global Sumud Flotilla per Gaza, che proprio in questi giorni sta preparando una nuova spedizione in Palestina.

La crisi cubana è stata causata da un inasprimento delle misure statunitensi contro Cuba, inaugurato dopo il rapimento da parte degli stessi USA del presidente venezuelano Nicolas Maduro, avvenuto a inizio anno; sotto Maduro, il Venezuela era il Paese che forniva la maggior parte dei rifornimenti energetici a Cuba. Poco dopo, il presidente statunitense Donald Trump ha varato una stretta sull’entrata del carburante nell’isola caraibica, innescando così la crisi energetica. L’amministrazione cubana ha sviluppato un piano emergenziale per far fronte alle carenze che poggia sul razionamento energetico, sullo sviluppo delle rinnovabili e sulla decentralizzazione. Cuba, intanto, non demorde, anche con forme di “resistenza creativa” che provano a offrire svago e socialità in uno dei momenti più bui per la popolazione.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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