Dalla notte tra ieri e oggi, 23 febbraio, le strade del Messico sono teatro di blocchi e scontri armati tra membri del personale di sicurezza e appartenenti alle bande armate. I combattimenti sono iniziati dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera, meglio conosciuto come “el Mencho”, vertice del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG), uno dei maggiori gruppi del narcotraffico del Paese, con base nell’omonimo Stato di Jalisco. El Mencho è stato ucciso in un’operazione militare a Tapalpa, nel medesimo Stato, svolta in coordinazione con gli Stati Uniti. A poche ore dall’annuncio della sua morte, membri e sostenitori del CJNG hanno messo a ferro e fuoco l’intero Messico, instaurando blocchi, incendiando strade e negozi, e facendo esplodere scontri a fuoco in almeno 20 dei 31 Stati del Paese. Il bilancio, a ora, è di 26 vittime. Le autorità hanno disposto lo stato d’allerta, chiuso le scuole e consigliato alla popolazione di rimanere chiusa in casa, mentre le compagnie aeree hanno cancellato i voli.
L’annuncio della morte del Mencho è stato dato oggi dal ministero della Difesa messicano. Da quanto spiega il ministero, l’operazione è stata condotta dalle Forze Speciali dell’Esercito Messicano con il coinvolgimento di diversi velivoli dell’Aeronautica Militare e della Forza di Reazione Immediata della Guardia Nazionale, e con il sostegno informativo dell’intelligence militare centrale, del Centro Nazionale di Intelligence e della Procura Generale. La missione ha inoltre trovato l’appoggio degli Stati Uniti, che tuttavia non è chiaro che ruolo abbiano giocato nelle operazioni; quello che è certo è che abbiano fornito non meglio precisate «informazioni supplementari». Lo scopo dichiarato dell’operazione era quello di arrestare el Mencho, ma, riporta il ministero, il personale sarebbe stato attaccato e, «per legittima difesa», avrebbe «respinto l’aggressione», uccidendo quattro membri del CJNG e ferendone gravemente altri tre. Da quanto riporta il governo, questi ultimi sono stati trasportati via aereo a Città del Messico, morendo prima di potere ricevere cure. Tra questi, c’era proprio el Mencho. Il comunicato prosegue affermando che «le autorità competenti saranno responsabili delle procedure forensi per la sua identificazione»; non è chiaro cosa queste comportino, visto che el Mencho sarebbe morto sotto custodia dell’esercito.
Dopo l’operazione, il ministero ha dispiegato a Jalisco il personale della Guardia Nazionale e truppe dell’Esercito provenienti dal Messico centrale e dagli Stati confinanti per rafforzare il contingente in caso di risposte da parte del CJNG. Il gruppo del narcotraffico, infatti, non si è fatto attendere: in poche ore, sostenitori del Mencho sono scesi per le strade degli Stati di Jalisco, Bassa California, Quintana Roo, Nayarit, Sinaloa, Colima, Guanajuato, Guerrero, Stato del Messico, Michoacán, Nuevo Leon, Oaxaca, Puebla, Querétaro, San Luis Potosi, Tamaulipas, Veracruz e Zacatecas. In diffuse aree del Paese si sono registrati scontri a fuoco, blocchi, e incendi dolosi per le strade, dove i gruppi armati hanno dato fuoco a macchine, locali commerciali, autobus, stazioni di servizio, banche e supermercati. Gli scontri più feroci sono scoppiati proprio nello Stato di Jalisco, dove è stato preso d’assalto un edificio della Guardia Nazionale. In totale il personale di sicurezza ha smantellato 250 posti di blocco del cartello in 20 stati; in tutto il Messico, sono state uccise almeno 26 persone: 17 agenti delle forze dell’ordine (15 membri della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una guardia carceraria), una civile (i media menzionano una donna al terzo mese di gravidanza), e otto membri di bande armate. Arrestate, inoltre, 27 persone, di cui 11 per episodi di violenza e 14 per i saccheggi.
Le autorità di Jalisco hanno lanciato lo stato di allerta, mentre diversi Stati hanno imposto il lavoro da remoto, interrotto i servizi di consegna a domicilio, chiuso le scuole, sospeso i trasporti pubblici, e chiesto ai trasportatori di rientrare nei depositi. I turisti sono stati invitati a non lasciare i propri alberghi, e i residenti le proprie case. Sebbene nessun aeroporto sia stato chiuso, i blocchi stradali hanno avuto ripercussioni sulle operazioni aeree, con la maggior parte dei voli nazionali e internazionali cancellati sia a Guadalajara che a Puerto Vallarta, entrambe nello Stato federato di Jalisco. L’ambasciata statunitense, inoltre, ha chiesto ai propri cittadini di limitare al minimo gli spostamenti. Gli stessi USA hanno confermato di avere preso parte alle operazioni; la portavoce dell’amministrazione Trump, Karoline Leavitt, ha spiegato che «Trump definito il CJNG un’Organizzazione Terroristica Straniera perché è esattamente ciò che è». Il gruppo è una delle maggiori organizzazioni messicane del narcotraffico, e opera su scala internazionale; prima della sua uccisione, gli USA avevano offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari per chi avesse fornito informazioni sul Mencho.




