lunedì 23 Febbraio 2026

La Calabria sfida le direttive di Trump: i medici cubani resteranno in Italia

Non solo petrolio. Nel mirino delle ultime sanzioni imposte dalla Casa Bianca a Cuba è finito anche il suo sistema sanitario, nonché ciò che rappresenta nel mondo. Le minacce di Donald Trump sono dunque arrivate in Calabria, dove da anni il sistema ospedaliero si regge in piedi grazie all’aiuto di circa 400 medici cubani. L’amministrazione Trump ha chiesto la fine del programma ma il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha risposto picche, sottolineando la natura solidale e umanitaria del progetto, diventato ormai un pilastro per la sanità locale. Le ragioni sono state spiegate questa mattina anche a Mike Hammer, l’uomo inviato da Trump in Europa per implementare l’embargo verso Cuba. Al termine dell’incontro, definito «lungo e cordiale» da Occhiuto, il presidente forzista ha ottenuto il mantenimento del programma e la mancata previsione di sanzioni.

Fecero presto il giro del web le immagini dei medici cubani arrivati in Italia nel bel mezzo della pandemia di COVID-19. Portavano con sé competenze e conoscenze, espressione del fiore all’occhiello di Cuba: il suo sistema sanitario. Attraverso accordi rinnovati periodicamente, i medici provenienti dall’Avana sono diventati una risorsa fondamentale per la sanità calabrese, segnata da tagli, sottofinanziamenti e carenze. Nel 2022 Occhiuto definiva la misura come necessaria per evitare il collasso, «la chiusura degli ospedali», nonché «la lesione del diritto alla cura dei cittadini». Le stesse motivazioni sono state avanzate dal presidente forzista in queste ore, per difendere l’operato dei circa 400 medici cubani dagli attacchi della Casa Bianca.

Nell’ottica dell’assedio economico volto a provocare un’implosione nell’isola caraibica, Donald Trump ha alzato il livello della pressione. Da fine gennaio i Paesi che vendono petrolio a Cuba sono passibili di sanzioni americane. Ciò ha provocato una forte penuria di carburante, minando il funzionamento dei servizi più basilari e mettendo in pericolo milioni di vite. Contestualmente l’amministrazione Trump sta esercitando pressioni per rompere gli ultimi ponti economici tra gli alleati e Cuba. Il presidente USA ha affidato a Mike Hammer questo compito, con un viaggio in giro per l’Europa. In Italia è stato il (mai digerito a Washington) programma di collaborazione medica tra l’Avana e la Calabria a finire sotto la lente delle minacce.

«Ho detto ad Hammer — afferma Occhiuto — che i medici cubani che stanno consentendo di mantenere aperti gli ospedali e i pronto soccorso della Calabria sono ancora una necessità per la nostra Regione, perché la mia priorità assoluta è quella di assicurare il diritto alla cura dei cittadini calabresi che già hanno un sistema sanitario in condizione di grande difficoltà». A quanto pare, il programma vigente è stato confermato e gli oltre 400 medici cubani resteranno in Calabria. La concessione fatta all’amministrazione Trump c’è e riguarda gli arrivi futuri. Occhiuto aveva infatti raggiunto un accordo con l’Avana per «incrementare la missione dei medici cubani fino a 1000 camici bianchi caraibici». Tuttavia, a seguito di un confronto durato settimane con il Dipartimento di Stato USA e il consolato americano, «abbiamo deciso di verificare una strada alternativa», che allarga la nuova manifestazione di interesse a tutti i medici, UE ed extra UE. «Quindi, in conclusione, ho detto ad Hammer che i medici stranieri sono assolutamente necessari, ma che la nostra Regione è disponibile ad accogliere tutti i medici — comunitari, extracomunitari, cubani non vincolati alla missione già esistente — che in autonomia vogliano venire a lavorare in Calabria, ed è disponibile a dare loro tutto il supporto logistico ed economico che abbiamo già garantito ai medici cubani che da qualche anno vivono da noi».

Quello calabrese è soltanto uno dei tanti nodi che compongono la rete di medici cubani sparsi per il mondo. Si tratta di un piano storico, che risponde a una duplice funzione: mettere in circolo competenze e conoscenze, in una chiave di cooperazione socialista, e aggirare in qualche modo l’embargo statunitense. Il lavoro dei medici cubani all’estero migliora non solo l’immagine pubblica dell’Avana e consolida rapporti con i Paesi stranieri ma permette anche vitali trasferimenti di denaro, tra rimesse e percentuali trattenute dalla compagnia statale che gestisce i viaggi. La Calabria paga ad esempio 4700 euro al mese per ogni medico cubano, migliaia di volte tanto l’attuale stipendio medio percepito sull’isola caraibica.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale. Ha vinto il concorso giovanile Marudo X: i buoni perché della politica.

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