giovedì 19 Febbraio 2026

Caso Epstein: l’ex principe Andrea arrestato per abuso d’ufficio

«Dopo un’attenta valutazione, abbiamo aperto un’inchiesta con l’accusa di abuso d’ufficio». Così il vicecomandante della polizia Oliver Wright ha confermato l’arresto dell’ex principe Andrew Mountbatten-Windsor, avvenuto il 19 febbraio 2026 nel giorno del suo 66° compleanno. L’ex duca di York è stato fermato e prelevato dalla polizia nella sua casa del Norfolk, nell’ambito di un’indagine che riguarda presunti scambi di informazioni sensibili con il finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, durante il periodo in cui Andrea ricopriva il ruolo di emissario commerciale del governo britannico. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha commentato la notizia, dichiarando che: «Nessuno è al di sopra della legge».

Fratello del sovrano e per anni considerato il figlio prediletto di Elisabetta II, Andrea era stato incaricato dal governo britannico di svolgere missioni economiche all’estero per favorire affari e investimenti. In quel contesto, nel 2014 aveva fondato anche l’iniziativa “Pitch@the Palace”, piattaforma pensata per mettere in contatto investitori e startup, aprendo le porte della corte a imprenditori e faccendieri di varia provenienza. Tra questi figurava anche il cittadino cinese Yang Tengbo, successivamente indicato dalla polizia britannica come presunta spia al servizio di Pechino. Nonostante l’imbarazzo istituzionale, la vicenda non aveva allora prodotto conseguenze giudiziarie per il principe. Negli anni, però, le ombre si sono addensate su episodi più gravi. Nel 2010, durante missioni ufficiali in Asia e Afghanistan, Andrea avrebbe condiviso report riservati relativi alle sue attività governative utilizzando l’indirizzo e-mail di Jeffrey Epstein, in potenziale violazione degli obblighi di riservatezza connessi al suo incarico. Un comportamento che, in casi analoghi, è costato l’incarico ad altri funzionari pubblici. Oggi gli inquirenti valutano se vi siano stati profili di responsabilità anche sul piano penale.

L’arresto rappresenta una svolta formale in una vicenda che da anni si intreccia con il caso Epstein. Secondo le accuse, durante i soggiorni a Londra, Andrea avrebbe chiesto al finanziere di procurargli giovani donne, tra cui la principale accusatrice, Virginia Giuffre. Tra le frequentazioni che ruotavano attorno a quel circuito figuravano anche personalità come il produttore cinematografico Harvey Weinstein, oggi detenuto per violenza sessuale, che avrebbe avuto accesso ad ambienti istituzionali grazie alle relazioni garantite dal duca di York. In un’intervista rilasciata alla BBC, Giuffre aveva ricostruito gli abusi subiti, dichiarando di essere stata costretta, quando aveva 17 anni, ad avere rapporti sessuali con Andrea Mountbatten-Windsor sull’isola privata caraibica di Epstein, Little St. James, e successivamente a Londra e New York tra il 1999 e il 2002. La vicenda si era chiusa formalmente con un accordo extragiudiziale, che prevedeva un risarcimento di circa 12 milioni di sterline. Secondo quanto riportato dal Sun, una parte dell’indennizzo sarebbe stata coperta con il contributo della famiglia reale, nella convinzione che l’accordo potesse mettere fine allo scandalo in vista del Giubileo di Platino del 2022. Un tentativo di contenimento che, col tempo, si è rivelato inefficace. Nell’ottobre 2025 emerse inoltre che Andrea si era rivolto a Scotland Yard nel tentativo di reperire informazioni compromettenti per screditare Giuffre, senza successo. Nel frattempo, la famiglia reale ha progressivamente preso le distanze, relegandolo a un ruolo defilato nelle campagne del Norfolk, dopo le polemiche emerse anche sulle condizioni abitative di cui aveva beneficiato per anni.

La gestione interna dello scandalo che non è bastata a chiudere il caso, ora tornato al centro dell’attenzione giudiziaria. A riaccendere i riflettori sull’ex duca di York sono stati i documenti emersi con la pubblicazione degli Epstein Files. La commissione americana che indaga sul caso Epstein aveva più volte invitato Andrea a collaborare e a fornire la propria testimonianza. Il principe ha sempre respinto ogni accusa, proclamandosi innocente e rifiutando di comparire. Oggi, l’indagine si concentra su un altro fronte: il possibile utilizzo improprio del suo ruolo istituzionale. In un comunicato, la Thames Valley Police ha confermato perquisizioni in immobili situati nel Berkshire e nel Norfolk. Il vicecapo della polizia Wright ha sottolineato la necessità di tutelare l’integrità delle indagini. Al di là dell’esito giudiziario, l’arresto di Andrea riporta una domanda al centro della scena: fino a che punto i meccanismi di potere sono stati in grado, per anni, di proteggere se stessi?

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Enrica Perucchietti

Laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Collabora con diverse testate e canali di informazione indipendente. È autrice di numerosi saggi di successo. Per L’Indipendente cura la rubrica Anti fakenews.

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