«Noi abbiamo pensato di premiare l’allenatore della Nazionale Palestinese per tutto quello che ha fatto». Così l’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), che ha deciso di assegnare la “Panchina d’oro” a Ehab Abu Jazar, mister della selezione maschile andata vicina alla qualificazione ai prossimi Mondiali. Nonostante il genocidio a Gaza, l’uccisione di centinaia di atleti palestinesi e l’escalation in Cisgiordania, Ehab Abu Jazar ha continuato ad allenare la sua nazionale. Così facendo, ha riempito d’orgoglio milioni di palestinesi, oltre a mandare inequivocabili messaggi al mondo: la Palestina esiste e il suo popolo resiste alle aggressioni israeliane.
«Tutti hanno parlato dei valori dello sport. Io non credo che lo sport abbia dei valori in sé. Se ce li mettiamo noi, questi valori, allora lo sport li ha. Noi abbiamo pensato di premiare l’allenatore della Nazionale Palestinese per tutto quello che ha fatto». Ad affermarlo è Renzo Ulivieri, presidente dell’AIAC, nel consegnare la “Panchina d’oro speciale 2025” a Ehab Abu Jazar, ct della Nazionale Palestinese maschile. La celebrazione è avvenuta a Roma, nella sala stampa della Camera dei Deputati, al culmine di un evento che ha visto anche la partecipazione di una delegazione sportiva palestinese.
Quest’ultima ha illustrato l’impatto dell’aggressione israeliana sul settore sportivo in Palestina: «684 morti (647 uomini) di 34 federazioni diverse, 367 appartenenti alla sola Federcalcio; di questi 178 (26%) ucciso tra i 6 e i 20 anni mentre sono 111 gli over 50 (16%). Per quanto riguarda le infrastrutture, 290 gli impianti distrutti (tra Gaza e Cisgiordania). Tra questi lo storico stadio Al-Yarmouk a Gaza, trasformato in campo di detenzione e poi raso al suolo dagli israeliani». Le minacce vanno avanti, come quella arrivata di recente al campetto di Betlemme, che Israele vuole demolire.
La Panchina d’oro speciale è un premio giunto alla sua seconda edizione, che l’Assoallenatori assegna a un tecnico espressione di una particolare funzione sociale, attraverso la propria attività. Come si legge nel comunicato ufficiale, il premio 2025 è stato assegnato a Ehab Abu Jazar «per aver rappresentato in modo straordinario, attraverso l’impegno della propria squadra, arrivata a un minuto dalla storica conquista degli spareggi mondiali, l’orgoglio, le ambizioni, la forza morale di un popolo che sta vivendo una delle pagine più buie, drammatiche e dolorose della propria storia».
Quella dell’AIAC non è la prima iniziativa a supporto della Palestina e del suo popolo. Già in estate, l’Assoallenatori aveva inviato un appello alla FIGC affinché il calcio italiano si mobilitasse «in favore del popolo palestinese, mettendo sul tavolo la richiesta, da inoltrare a UEFA e FIFA, di sospensione temporanea di Israele dalle competizioni internazionali». Un appello, rimasto inascoltato, che rispondeva a un «imperativo morale», quello dell’umanità.




