L’Europa deve riconquistare un posto di rilievo nel contesto geopolitico mondiale – in particolare, nei confronti degli Stati Uniti, con i quali si è aperta una “frattura”. Questo il concetto di fondo che ha permeato i discorsi della prima giornata della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, che riunisce oltre 60 capi di Stato e governo, 50 leader di organizzazioni internazionali e rappresentanti di almeno 115 Paesi. Durante la giornata inaugurale, il cancelliere tedesco Merz ha confermato che Francia e Germania hanno avviato da oltre un anno colloqui sulla deterrenza nucleare nell’UE. Dal canto suo, Macron ha sottolineato che l’Europa deve concentrarsi su una visione strategica “a lungo termine”, procedendo con il riarmo e insistendo con la lotta alla “disinformazione”.
Secondo Merz, l’ordine mondiale esistito fino ad ora “non esiste più”. A preoccupare non sono solo Russia e Cina (che in futuro “potrebbe trovarsi su un piano di parità con gli Stati Uniti in termini militari”), ma anche Washington, con cui si è aperto “un divario” già a cominciare dal discorso del vicepresidente JD Vance alla Conferenza di Monaco dello scorso anno. La cultura MAGA “non è la nostra”, ha dichiarato il cancelliere tedesco, anche se il suo discorso sembra voler puntare a un riavvicinamento tra le due sponde dell’Atlantico, attraverso una “riparazione” della fiducia reciproca. Dichiarazioni cui sembrano far eco quelle pronunciate oggi, all’apertura della seconda giornata della Conferenza, dal segretario di Stato USA Marco Rubio, che ha affermato: “non vogliamo che gli alleati razionalizzino lo status quo in crisi, piuttosto che fare i conti con ciò che è necessario fare per risolverlo”. L’Europa deve insomma ritrovare la propria sovranità, ed è in quest’ottica che Parigi e Berlino stanno svolgendo, da oltre un anno, colloqui sulla deterrenza nucleare europea, che saranno “pienamente integrati nella nostra condivisione nucleare all’interno della NATO”.
Il riarmo, in quest’ottica, è di centrale importantza. Anche per il presidente francese Macron, che nel discorso di chiusura della prima giornata ha dichiarato: “dobbiamo ampliare attivamente il nostro arsenale per includere elementi di valore strategico, come le capacità di attacco di precisione a lunga gittata“. In questo contesto, “la discussione che abbiamo con il Regno Unito, la Germania, ma spesso con molti altri attori europei verte sulla necessità di disporre di una nuova generazione di missili a lungo raggio che daranno all’Europa un nuovo vantaggio competitivo”. In generale, Macron insiste sulla “credibilità” dell’Europa e di dimostrare il suo impegno “incrollabile” a difendere i “propri interessi” – uno su tutti, la difesa dell’Ucraina. Ma la sovranità passa anche dalla lotta alla disinformazione e alla propaganda, in particolare degli agenti stranieri. Le democrazie sono sotto attacco, dichiara Macron, e bisogna fare attenzione a questo ora che molti importanti Paesi andranno incontro alle elezioni – tra questi proprio la Francia, il cui presidente si trova nel suo ultimo anno di mandato. “Difendere la nostra sovranità implica anche proteggere l’integrità del dibattito pubblico e del processo democratico”. In questo contesto, “l’ingerenza straniera amplificata dalle piattaforme online e dai social media è chiaramente una questione cruciale per tutti noi”. Un’Europa più forte sarà “un buon alleato partner per gli Stati Uniti d’America”.





E parlano solo di armi. Parlino di riaffermare la differenza con gli USA basata sul welfare, non sulla potenza militare. Parlino di strategia economica per perseguire interessi europei e non interessi strategici americani.