Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un nuovo provvedimento sul Ponte sullo Stretto di Messina. Si tratta di un decreto approvato in risposta ai rilievi avanzati dalla Corte dei Conti, con l’obiettivo di sbloccare l’iter per l’opera. Del tutto evidente il dietrofront di Matteo Salvini: scongiurata la creazione di un “super-commissario” per la gestione del progetto inizialmente ipotizzata, il Ministero delle Infrastrutture è chiamato a predisporre adempimenti tecnici e procedurali (dall’aggiornamento del piano economico-finanziario all’acquisizione di pareri specialistici) e a confrontarsi con la Commissione Europea. Finalità primaria del provvedimento è di ottenere l’ok senza riaprire quei contrasti istituzionali che fino a oggi hanno frenato il dossier.
Il testo, arrivato sul tavolo del Consiglio dei Ministri in seguito a una riunione tecnica finalizzata a superare le osservazioni dei giudici contabili, è intitolato “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari, regolazione e concessioni”. Secondo quanto si legge, il dicastero guidato da Salvini sottoporrà al controllo di legittimità della Corte l’Accordo di programma e, in raccordo con le amministrazioni competenti, effettuerà «gli adempimenti istruttori propedeutici all’adozione di una nuova delibera del Cipess». Tra le altre cose, viene previsto l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria, l’acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe di pedaggio e la richiesta di parere al Consiglio superiore dei lavori pubblici sui profili tecnici più complessi.
Sul fronte ambientale, il ministero si impegna al completamento degli adempimenti richiesti dalla Direttiva Habitat 92/43/CE attraverso una ricognizione delle valutazioni ambientali curata dal Ministero dell’Ambiente e un provvedimento del Mit sulle conseguenze dell’opera sulla salute e la sicurezza pubblica. Si produrrà inoltre la dovuta documentazione per un dialogo «strutturato» con la Commissione europea, al fine di dimostrate la compatibilità del progetto con la normativa comunitaria. Nel decreto viene poi nominato l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana quale commissario straordinario per le opere ferroviarie a terra di accesso al Ponte, con l’obiettivo che vengano realizzate in tempi rapidi e parallelamente all’opera principale.
Il dato politico più interessante concerne sicuramente il fatto che il testo approvato in CDM sia stato nettamente “sgonfiato” rispetto a indiscrezioni circolate negli scorsi giorni, in cui si faceva riferimento a un commissario straordinario per l’opera – nello specifico si era fatto il nome di Pietro Ciucci, ad della società Stretto di Messina – o a limitazioni dei poteri ispettivi da parte della Corte dei Conti. «Non c’è mai stata nessuna norma che limitava i poteri di controllo della Corte dei Conti, anche perché sarebbe illegale, illegittima, impossibile», ha affermato il ministro e leader leghista Matteo Salvini, aggiungendo che si farà carico al ministero «di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei Conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e per avviare finalmente i cantieri».
A fine ottobre, la Corte dei Conti aveva bocciato il progetto del Ponte sullo Stretto, respingendo la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) che impegna 13,5 miliardi di euro per la costruzione dell’opera, con motivazioni collegate a documentazione carente, calcoli poco chiari, e mancato rispetto delle norme ambientali. A metà novembre, la Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei Conti ha inferto un secondo colpo al progetto, non concedendo il visto di legittimità al terzo atto aggiuntivo della convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e la società concessionaria Stretto di Messina Spa, ampliando la crisi amministrativa aperta dal precedente rifiuto e bloccando, di fatto, la definizione degli impegni amministrativi e finanziari necessari per la progettazione e realizzazione dell’opera.




