Se le scuole che invitano Francesca Albanese vanno indagate, quelle che ospitano Noemi di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche, vanno militarizzate. È successo lo scorso 26 gennaio, quando Di Segni era stata invitata a parlare davanti a quattro classi del liceo Righi di Roma. Per l’occasione, la scuola ha cancellato un murales composto durante un percorso di alternanza e smantellato una mostra sulla Palestina messa in piedi dagli studenti. A presidiare il liceo, camionette della polizia e 17 agenti della Digos, che hanno impedito ai ragazzi delle classi estranee all’evento di entrare nell’aula: «Riteniamo che la memoria debba essere attiva e che questa ricorrenza non debba essere strumentalizzata per giustificare le atrocità che accadono oggi, piuttosto per riuscire a riconoscerle», scrivono gli studenti. «Inoltre è importante sottolineare come quest’ospite sia stata accolta all’interno della nostra scuola senza essere stata approvata dal Consiglio di Istituto», aggiungono, denunciando il doppio standard applicato dall’istituzione scolastica.
«Lunedi 26 Gennaio, in vista della giornata della memoria, nella scuola è stata invitata a parlare Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche, conosciuta per aver militato nell’IDF (Israel Defence Force, l’esercito Israeliano) e per essere una sostenitrice del genocidio e dell’occupazione militare sionista messa in atto da Nethanyau e dallo Stato di Israele». Inizia così il comunicato degli studenti del Liceo Righi, invaso dalla polizia in occasione della conferenza. Gli agenti erano schierati davanti all’Aula Magna e nei piani della sede centrale, mentre all’esterno dell’istituto, in Piazza Fiume, è stata schierata una camionetta «che in caso di “necessità” sarebbe potuta intervenire». L’evento, denunciano gli studenti, non è passato al vaglio del Consiglio di Istituto, contrariamente alle analoghe iniziative sulla Palestina; esso inoltre, è stato comunicato solo due giorni prima del suo svolgimento.
«Quello che è successo è pienamente in linea con le politiche autoritarie e repressive messe in atto dal governo Meloni, politiche che garantiscono tutela alle forze dell’ordine, che criminalizzano ogni forma di dissenso». Il 27 gennaio, infatti, ricordano gli studenti, la Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato il testo base per il disegno di legge sull’antisemitismo. Il testo approvato, è quello del senatore leghista Massimiliano Romeo che adotta il significato di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA), che tra le varie cose descrive come “antisemita” anche le critiche allo Stato di Israele. Il ddl propone inoltre di vietare manifestazioni «in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge».
Il liceo Righi di Roma era già finito sotto i riflettori lo scorso anno, quando un docente era stato colpito da un procedimento disciplinare aperto direttamente dal ministero dell’Istruzione per avere dedicato una lezione al bombardamento dell’ospedale al-Ahli a Gaza. Lo stesso anno, alcuni studenti erano stati identificati dalla Digos perché avevano esposto bandiere palestinesi fuori dalle finestre dell’istituto. Gli studenti denunciano proprio questo «doppio standard» nella applicazione delle regole e nell’uso della repressione nei confronti di chi si espone per la Palestina e di chi manifesta sostegno a Israele.




