giovedì 29 Gennaio 2026

Riarmo, la Commissione Difesa approva spese per un miliardo e proroga le armi a Kiev

Le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno approvato sette decreti ministeriali sulle armi. Gli schemi riguardano la “modernizzazione” dei sistemi d’arma italiani come obici, razzi a lunga gittata, droni bomba, lanciarazzi, mortai e contraeree, e prevedono la spesa di un miliardo di euro. Tra le compagnie coinvolte, la tedesca Krauss-Maffei Wegmann, la statunitense Lockheed Martin, la svedese Saab, la francese Thomson-Brandt l’anglo-francese Mbda, l’italiana Leonardo e l’israeliana Uvision. Le commissioni hanno inoltre approvato il decreto di proroga annuale sull’invio di armi all’Ucraina, appoggiato anche dalla Lega.

Uno dei programmi di riamo (quello relativo alla terza fase dell’acquisto di mini-droni da ricognizione), segnala l’Osservatorio Milex, registra un significativo aumento del 22% in un anno (64 milioni in più) e addirittura del 69% in tre anni (+145 milioni di euro), per una spesa finale di 365 milioni. Altro aumento riguarda la prosecuzione del programma di acquisizione delle batterie antiaeree GRIFO, il cui costo è passato dai 456 milioni del 2022, quando è stato avviato il programma, agli 842 milioni attuali: un aumento dell’84% (386 milioni) in tre anni.

Ad astenersi dal voto sugli armamenti è stato il PD, protestando per il fatto che le spese vanno interamente agli investimenti in armamenti e non nel personale delle forze armate. In più, aggiunge Stefano Graziano, capogruppo PD in Commissione Difesa alla Camera, «vogliamo che il governo intraprenda una discussione seria sul benessere del personale e delle forze armate che significa stipendi adeguati, pensioni e alloggi». Il Movimento 5 Stelle aveva invece annunciato il proprio voto contrario, che definisce «pilatesca» la posizione del PD e dichiara: «non siamo contrari ad ammodernare la Difesa, ma è chiaro che si sta spendendo il più possibile e il più in fretta possibile a prescindere dalle reali esigenze di sicurezza nazionale».

I costi del riarmo stanno lievitando per l’Italia stanno lievitando: dopo che, la scorsa settimana, il ministero della Difesa ha comunicato al parlamento il triplicare dei costi per il solo sviluppo dei caccia di ultima generazione, per una spesa finale di oltre 18 miliardi di euro (contro i 6 inizialmente previsti). Successivamente, sono stati richiesti 2,34 miliardi aggiuntivi per l’acquisto degli scudi antimissile Samp/T. In tutto, sono 16 i programmi di riarmo in approvazione dall’inizio del 2026, per un totale di 16,5 miliardi di euro. Dall’inizio della legislatura, sono 74 i programmi di riarmo presentati, per un valore complessivo di 60 miliardi – con 25 miliardi di impegni di spesa.

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Valeria Casolaro

Ha studiato giornalismo a Torino e Madrid. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, frequenta la magistrale in Antropologia. Prima di iniziare l’attività di giornalista ha lavorato nel campo delle migrazioni e della violenza di genere. Si occupa di diritti, migrazioni e movimenti sociali.

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