Un residente su dodici, compresi anziani e bambini, possiede un patrimonio finanziario superiore al milione di euro, escludendo dal calcolo gli immobili di proprietà. È questo l’eloquente dato che incorona Milano come la città con la più alta concentrazione di ricchezza liquida al mondo, superando di gran lunga le tradizionali capitali della finanza. L’analisi, condotta dalla società internazionale Henley & Partners, rivela come il capoluogo lombardo abbia saputo attrarre una quota senza precedenti di grandi patrimoni, grazie a una combinazione vincente di fattori: la sua centralità nei settori del business, della finanza, del design e della moda, e un regime fiscale studiato per attirare capitali dall’estero. Un sistema che si inserisce però in un contesto urbano sempre più segnato da forti disuguaglianze.
Il rapporto annuale di Henley & Partners, specializzata in residenze e cittadinanze per investimento, fotografa una realtà in netta ascesa. Con circa 115.000 milionari in termini assoluti, Milano si posiziona all’undicesimo posto nella classifica mondiale e al terzo in Europa. Tuttavia, è il parametro della densità a risultare eclatante: uno ogni 12 abitanti iscritti all’anagrafe può avvalersi di un portafoglio liquido che ammonta almeno a sei zeri, al netto di patrimoni immobiliari. Un primato che lascia indietro New York (uno ogni 22 abitanti), Londra (uno ogni 41) o Parigi (uno ogni 14). Ancora più significativa è la presenza di centimilionari, individui con oltre 100 milioni di dollari di liquidità: a Milano se ne contano 182, ovvero uno ogni 7.692 residenti, un rapporto paragonabile a Los Angeles e superiore alla stessa Parigi intramuros.
Il motore di questa crescita, che dal 2014 ha visto un incremento del 24% nel numero di milionari, è duplice. Da un lato, la riconosciuta centralità della città come polo economico e culturale di livello globale. Dall’altro, e in misura determinante, pesa l’attrattività del sistema fiscale italiano per i grandi patrimoni. Il regime forfettario per i neo-residenti, introdotto nel 2017 e recentemente aggiornato, consente a chi trasferisce la residenza fiscale in Italia dopo almeno nove anni all’estero di optare per un’imposta sostitutiva fissa su tutti i redditi prodotti fuori dal paese. L’importo è stato portato a 300.000 euro, più 50.000 per ciascun familiare incluso nel regime. In pratica, una flat tax che sostituisce Irpef, addizionali e imposte patrimoniali sui beni esteri, esentando tra l’altro dal pagamento di IVIE e IVAFE. Un meccanismo che, unito a un’aliquota sulle successioni familiari ferma al 4% contro una media OCSE del 15%, rende il paese un “paradiso” per la pianificazione patrimoniale internazionale.
Questo flusso continuo, stimato in circa 10 nuovi trasferimenti al giorno nel 2025, ha conseguenze profonde sul tessuto cittadino. Il mercato immobiliare di fascia alta è stato drogato dalla domanda, facendo schizzare i prezzi. Il valore medio supera ormai i 6.000 euro al metro quadro, con picchi che toccano gli 11.000 nel centro storico e addirittura i 27.000 in zone simbolo come il Quadrilatero della moda o Brera, dove l’acquisto diventa status symbol e strumento di diversificazione. L’effetto tracima anche nelle periferie, dove i listini sono cresciuti in media del 40% rispetto al periodo pre-pandemico. I redditi più bassi sono dunque stati costretti negli anni ad allontanarsi sempre di più dalla città meneghina, dove però molti di essi trascorrono le giornate lavorative.
Questa concentrazione di ricchezza acuisce infatti le disparità in una città già prima in Italia per disuguaglianze di reddito tra centro e periferie, dove un lavoratore su tre fatica a far fronte al costo della vita e dove 60.000 persone, tra città e hinterland, attendono un alloggio popolare. Nel frattempo, in una Milano segnata da temperature sempre più rigide, negli ultimi giorni sono deceduti già 3 senzatetto. Il segno forse più evidente del sempre più ampio scollamento in atto tra due mondi, quello “di sopra” e quello “di sotto”, che condividono le stesse strade.





Ma chi vorrebbe vivere a Milano?… in mezzo al cemento e all’ombra dei palazzi