«Continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la Nato, l’Unione Europea, i Paesi G7 e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europео». Recita così la mozione sugli aiuti all’Ucraina approvata ieri, 15 gennaio, dal Parlamento. La risoluzione è frutto di una mediazione tra Lega e Fratelli d’Italia, e arriva dopo giorni di tensioni interne tra gli alleati di governo. Il testo, oltre a rinnovare gli aiuti, impegna l’esecutivo a perseguire una soluzione diplomatica, a contribuire a mantenere stabile l’economia ucraina, a fornire sostegno civile e umanitario, e a tenere aggiornato il Parlamento sulle iniziative di pace e sull’attuazione del decreto che proroga l’invio di armi. Proprio questi ultimi due punti paiono essere il risultato della mediazione con la Lega, che ha anche ottenuto la cancellazione dell’espressione «aiuti militari» dal testo, salvo poi spostarla nelle premesse.
A testimonianza delle frizioni interne, durante le fasi di votazione, la risoluzione di maggioranza ha ottenuto due voti contrari da parte di deputati della Lega, mentre al Senato il leghista Claudio Borghi non era presente alla consultazione. In ogni caso, dopo giorni di mediazione e schermaglie tra alleati, è arrivata l’approvazione, non priva di stoccate da parte del ministro della Difesa Crosetto, che si è detto «orgoglioso» di inviare armi all’Ucraina, nonostante «qualcuno di voi si vergognerà». Il contenuto della mozione si sviluppa su cinque punti preceduti da una lista di premesse, in cui viene ribadito il supporto militare fornito dall’Italia all’Ucraina appoggiandosi sullo stesso decreto che rinnova l’invio di armi.
Il Parlamento impegna il governo a continuare a sostenere l’Ucraina; a «proseguire l’azione diplomatica dell’Italia, lavorando per favorire le iniziative volte a un cessate il fuoco ed al compimento del processo negoziale in corso» che si fondino sul rispetto della «sovranità dell’Ucraina»; a «rafforzare il contributo italiano in materia di resilienza energetica, di ricostruzione sviluppo, e stabilizzazione macro-finanziaria dell’Ucraina» in coordinazione con le piattaforme del G7 e attraverso forme di cooperazione industriale; a «coinvolgere il Parlamento sull’attuazione del decreto e sugli sviluppi dei negoziati internazionali in corso, assicurando pieno rispetto delle prerogative parlamentari e trasparenza nei limiti imposti dalla necessaria tutela delle informazioni a carattere classificato»; e infine a «valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario».
La votazione arriva un giorno dopo la proposta di prestito all’Ucraina avanzata dalla Commissione Europea, che prevede di erogare un prestito di 90 miliardi a Kiev. Di questi, 30 sarebbero rivolti a sostenere il bilancio statale ucraino al fine di garantire servizi pubblici e stabilità economica al Paese; gli altri 60, invece, sarebbero destinati al supporto militare contro la Russia. La Commissione spera di approvare tale programma in modo da erogare la prima parte di fondi entro aprile. Nel frattempo, sono già iniziate le discussioni per anticipare parte dei finanziamenti al primo trimestre di quest’anno, in modo da coprire il deficit che in questo momento sta affrontando Kiev.





Se governasse il PD o Conte sarebbe lo stesso schifo, con questa “opposizione” non cambierà mai nulla.
Criminali assassini seriali del popolo Italiano da portare tutti a piazza Loreto: non si può vincere un paese immenso con oltre 5000 bombe H, missili Ipersonici e Generali ormai furiosi verso i nemici.
Ma continuano a mandare il popolo Italiano a rompersi la testa contro il muro, riempiendo ci debiti finché il popolo Italiano si vendicherà di questi come fece con Mussolini e come faremo sempre con chi tratta il popolo Italiano come animali da macello.