sabato 10 Gennaio 2026

Approvato il trattato Europa-Mercosur: decisivo il sì del governo italiano

Dopo oltre un quarto di secolo di negoziati, l’Unione Europea ha dato il via libera all’accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), creando la più grande area commerciale al mondo con circa 700 milioni di consumatori. Il voto favorevole del governo italiano è stato determinante per raggiungere la maggioranza qualificata. Nello specifico, il trattato eliminerà la stragrande maggioranza dei dazi, promettendo miliardi di euro di risparmi per le imprese europee. Al contempo, però, scatena le proteste degli agricoltori, preoccupati dalla concorrenza, e delle organizzazioni a tutela dei consumatori, che lanciano l’allarme sul tema della sicurezza alimentare.

L’approvazione formale è arrivata dagli ambasciatori dei Ventisette riuniti nel Coreper, con i voti contrari di Francia, Polonia, Austria, Irlanda e Ungheria e l’astensione del Belgio. Il sostegno di Roma, inizialmente scettica, ha quindi ribaltato gli equilibri. Soddisfatta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha commentato: «In un momento in cui il commercio e le dipendenze vengono trasformati in armi e la natura pericolosa e transazionale della realtà in cui viviamo diventa sempre più evidente, questo storico accordo commerciale è un’ulteriore prova che l’Europa traccia la propria rotta e si propone come un partner affidabile». Von der Leyen volerà in Paraguay il 12 gennaio per la firma ufficiale.

Il via libera dell’Italia, frutto di un negoziato guidato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è giunto dopo aver ottenuto una modifica per la tutela dei produttori nazionali. «Abbiamo migliorato un accordo che portava indubbi vantaggi per il sistema italiano industriale e agricolo ma che per alcuni settori rappresentava criticità», ha affermato Lollobrigida, sottolineando il risultato ottenuto «di abbassare la soglia del meccanismo di salvaguardia dall’8 per cento al 5 per cento e il rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all’ingresso nell’Unione europea». Si tratta del cosiddetto “freno d’emergenza”: per prodotti sensibili come carne bovina, pollame, riso e zucchero, se le importazioni aumentano del 5% o i prezzi calano del 5%, la Commissione potrà avviare un’indagine e, in caso di rischio per il mercato UE, reimporre i dazi.

L’accordo, che rimuoverà circa il 91% dei dazi sulle merci europee verso il Mercosur e il 92% di quelli in direzione opposta, promette di far risparmiare alle aziende UE circa 4 miliardi di euro all’anno. Per l’agroalimentare europeo, l’intesa protegge 58 Indicazioni Geografiche italiane, dall’Aceto balsamico di Modena al Parmigiano Reggiano, dal Prosecco al Prosciutto di Parma, e prevede quote di importazione «molto limitate» per i prodotti sensibili. Nonostante le garanzie, l’accordo divide profondamente l’Europa e scuote il settore agricolo. All’interno della stessa maggioranza italiana, la Lega mantiene una posizione contraria. Le organizzazioni agricole esprimono forte preoccupazione, con Confagricoltura che avverte che l’accordo «nella sua forma attuale rischia di consolidare un’evidente asimmetria», mentre Copagri chiede di «vigilare sulle possibili perturbazioni di mercato». Tali preoccupazioni hanno portato migliaia di agricoltori in piazza in tutta Europa. A Milano, un centinaio di trattori ha bloccato piazza Duca d’Aosta; in Francia e Belgio, i trattori sono tornati a paralizzare gli accessi alle capitali in proteste che continuano.

Nonostante le rassicurazioni delle istituzioni europee sul rispetto degli standard sanitari e fitosanitari dell’UE per tutti i prodotti importati, persistono in particolare forti critiche sulla sicurezza alimentare. Organizzazioni di consumatori e gruppi agricoli denunciano da anni che nell’area Mercosur si utilizzano pratiche, pesticidi e metodologie di produzione non ammissibili nell’Unione Europea, con il rischio concreto che residui di sostanze proibite possano entrare nei nostri mercati in assenza di controlli. L’accordo potrebbe favorire l’ingresso nel mercato europeo di carne bovina, pollame e altri prodotti agricoli ottenuti con standard produttivi meno stringenti rispetto a quelli UE. Nei Paesi del Mercosur sono infatti consentiti OGM, pesticidi (come atrazina, clorotalonil, acefato) e ormoni della crescita vietati nell’UE, creando una forte asimmetria normativa della politica commerciale internazionale europea.

Il percorso non è però concluso. Dopo la firma, l’accordo dovrà ottenere il semaforo verde del Parlamento europeo, potenzialmente già nella sessione plenaria di Strasburgo del 20 gennaio, dove è attesa una nuova grande manifestazione di protesta. Successivamente, sarà necessaria la ratifica di tutti gli Stati membri dell’UE e dei Paesi del Mercosur perché l’accordo di partenariato entri in vigore pienamente. Intanto, l’opposizione rimane agguerrita: la Polonia ha annunciato un ricorso alla Corte di Giustizia UE, mentre in Francia il Rassemblement National di Jordan Bardella lancerà mozioni di censura. Le organizzazioni ambientaliste come Greenpeace condannano l’intesa: «Un accordo dannoso che comprometterà gli sforzi dei Paesi per affrontare l’emergenza climatica», ha dichiarato Romulo Batista, responsabile della campagna forestale di Greenpeace Brasile.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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