sabato 10 Gennaio 2026

Nella sua lotta alla pirateria, AGCOM multa Cloudflare per 14 milioni di euro

Cloudflare, colosso statunitense che fornisce servizi di rete e hosting a una vasta parte del web, è stato sanzionato con una multa da 14 milioni di euro dall’Autorità garante per le comunicazioni (AGCOM). La decisione riguarda la violazione delle norme italiane in materia di antipirateria: secondo l’Autorità, nonostante le richieste di rimuovere determinati contenuti illeciti, l’azienda “ha continuato a non adottare alcuna misura per contrastare l’utilizzo dei propri servizi per la diffusione di contenuti illegali”. La decisione, adottata dal Consiglio dell’Autorità nella seduta del 29 dicembre 2025, ma notificata alla società solo ieri, giovedì 8 gennaio 2026, riguarda l’inottemperanza all’ordine impartito con la delibera n. 49/25/Cons del 18 febbraio 2025. Si trattava della richiesta di oscurare alcune pagine in applicazione del sistema noto come Piracy Shield, ovvero lo “scudo anti‑pezzotto” donato e promosso dalla Lega Serie A al fine di contrastare la trasmissione illegittima delle partite di calcio.

“Era stato chiesto alla Società, in quanto fornitore di servizi della società dell’informazione coinvolto nell’accessibilità di contenuti diffusi illecitamente, di provvedere alla disabilitazione della risoluzione Dns dei nomi di dominio e dell’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi Ip segnalati dai titolari dei diritti attraverso la piattaforma Piracy Shield, o comunque di adottare le misure tecnologiche e organizzative necessarie per rendere non fruibili da parte degli utilizzatori finali i contenuti diffusi abusivamente”, sostiene il comunicato diffuso da AGCOM. 

L’Autorità indipendente ha ordinato a Cloudflare di rendere inaccessibili alcuni indirizzi di rete, ma l’azienda ha evitato di dare seguito alla richiesta. Non si tratta però di un semplice atto di resistenza isolato, bensì l’ultimo capitolo di un’escalation di tensioni che va ormai avanti dal 2023, anno dell’introduzione della piattaforma di blocco dell’antipirateria. Sul piano formale, AGCOM sostiene che Cloudflare sia un mero intermediario tecnico tenuto a eseguire senza obiezioni gli ordini ricevuti. L’azienda rivendica di contro il proprio ruolo di infrastruttura globale che deve mantenere neutralità e sottolinea le numerose criticità — già ampiamente note — legate all’applicazione concreta dello strumento.

Per come è stato concepito, il Piracy Shield è una soluzione approssimativa e grossolana, che in passato ha già mostrato la tendenza a intrappolare tra le proprie maglie migliaia di siti del tutto estranei alla diffusione di contenuti piratati. Si tratta di un meccanismo di oscuramento che, non essendo adeguatamente notificato, è capace di colpire soggetti e aziende senza che questi se ne accorgano immediatamente, con conseguenti danni alla loro visibilità online. Persino Google Drive, nel 2024, era finito tra le vittime collaterali della misura antipirateria.

La Commissaria Elisa Giomi, da tempo vocalmente critica nei confronti delle modalità operative della piattaforma antipirateria, si è opposta alla sanzione, tuttavia il suo voto contrario non è bastato a fermare l’azione dell’AGCOM, la quale ha comunque inflitto a Cloudflare una multa significativa. La normativa antipirateria consente infatti di applicare sanzioni fino al 2% del fatturato globale di un’azienda; nel caso di Cloudflare, l’Autorità ha scelto di comminare una cifra pari all’1% dei ricavi dichiarati per il 2024. Non un semplice colpo di avvertimento, insomma.

Avatar photo

Walter Ferri

Giornalista milanese, per L’Indipendente si occupa della stesura di articoli di analisi nel campo della tecnologia, dei diritti informatici, della privacy e dei nuovi media, indagando le implicazioni sociali ed etiche delle nuove tecnologie. È coautore e curatore del libro Sopravvivere nell'era dell'Intelligenza Artificiale.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria