venerdì 9 Gennaio 2026

Italia, la strage silenziosa dei senzatetto: 414 morti in un anno

Nel solo 2025, in Italia o sono morte 414 persone senza dimora: un numero che, al di là di leggere oscillazioni, conferma una tendenza consolidata e drammatica degli ultimi anni. I dati, raccolti dall’Osservatorio fio.PSD, rivelano un fenomeno continuo e diffuso su tutto il territorio nazionale, che colpisce soprattutto uomini stranieri in età non avanzata. Queste morti, spesso avvenute in solitudine e in condizioni di estrema vulnerabilità, rappresentano l’esito estremo di una vita ai margini, segnata dalla mancanza di accesso alle cure, dall’isolamento sociale e dalla lontananza dai servizi essenziali.

La cifra di decessi registrati conferma una strage silenziosa e strutturale, in linea con i 434 decessi del 2024 e i 415 del 2023. Le statistiche, raccolte dalla federazione di enti che seguono le persone senza dimora, raccontano che si tratta per lo più di uomini (oltre il 90%), con una forte presenza di cittadini provenienti da paesi extra-europei (in primis Marocco e Tunisia, mentre si registra un aumento delle vittime originarie del Bangladesh, dell’India e del Pakistan). L’età media della morte è drammaticamente bassa, ferma a 46,3 anni, con un divario significativo tra italiani (54,2 anni) e stranieri (42 anni). Un dato che stride con la speranza di vita generale della popolazione italiana, che si attesta sugli 81,4 anni per gli uomini. Contrariamente a quanto si possa pensare, la stagione invernale, nonostante il freddo, non registra un picco sproporzionato di morti. Nel 2025 i decessi di gennaio (44) non sono stati molto diversi da quelli di agosto (37) o giugno (35). Ciò è dovuto in parte all’attivazione dei piani emergenziali per il freddo, che aumentano i posti letto e l’attività delle unità di strada.

La geografia di questa strage invisibile vede il Nord Italia come l’area più colpita, con oltre la metà dei decessi: la Lombardia guida la triste classifica con 78 morti, seguita da Veneto (46) e Piemonte (25). Anche il Centro contribuisce con numeri significativi, soprattutto il Lazio (60 decessi). Se le grandi città come Roma (48 morti) e Milano (27) registrano i valori assoluti più alti, il fenomeno non è confinato ai grandi centri urbani. Il report evidenzia infatti che «a fronte del 40,5 per cento di decessi che avviene nelle 14 città metropolitane, la maggioranza delle morti si verifica in provincia», talvolta in comuni molto piccoli. «Il dato – si legge nel documento – mette in luce la necessità di sviluppare interventi capillari, capaci di raggiungere anche le realtà territoriali meno servite dove il fenomeno rimane, spesso, meno visibile».

I luoghi dei decessi raccontano da soli le condizioni di vita estreme. Circa un terzo delle morti (34%) avviene in spazi pubblici come strade, parchi e aree pubbliche. Un altro 23% si verifica in baracche e ripari di fortuna, mentre preoccupa la percentuale dei decessi per annegamento (15%) e di quelli avvenuti all’interno delle case circondariali (8%). Le cause di morte riflettono una condizione di perenne pericolo: il 42% è attribuibile a malori improvvisi o malattie aggravate dopo anni di vita in strada, mentre un altro 40% è riconducibile a eventi traumatici, incidenti, aggressioni o suicidi. «Le cause dei decessi tra le persone senza fissa dimora riflettono una condizione di estrema vulnerabilità in cui i fattori personali, sociali e ambientali si intrecciano, aggravando situazioni già precarie che la strada amplifica», si legge nel rapporto.

Per affrontare il fenomeno con politiche più efficaci, si ritiene fondamentale realizzare una migliore raccolta dati. Per questo, il 26, 28 e 29 gennaio è in programma la rilevazione nazionale “Tutti Contano”, promossa da Istat e condotta da fio.PSD nelle 14 città metropolitane. L’iniziativa, che coinvolgerà migliaia di volontari, mira a intervistare le persone senza dimora per ottenere informazioni dettagliate sulle loro condizioni e sui loro percorsi di vita, con l’obiettivo di superare approcci puramente emergenziali o pietistici.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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