PALESTINA OCCUPATA – L’IDF, l’esercito israeliano, ha fatto irruzione questa mattina nell’Università palestinese di Birzeit, vicino a Ramallah, ferendo 11 studenti di cui cinque con proiettili veri. I soldati hanno distrutto il cancello principale dell’Università, e sono entrati con almeno sette veicoli blindati sparando poi lacrimogeni, bombe stordenti e proiettili. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha soccorso e trasferito in ospedale in totale 11 giovani studenti, di cui 4 feriti per inalazione da gas, 5 da arma da fuoco e due per ferite da caduta a causa dell’incursione. Decine di altri studenti hanno subito intossicazioni da lacrimogeni. I soldati hanno poi fatto irruzione in diversi edifici e facoltà e hanno sequestrato attrezzature appartenenti al movimento studentesco, attivo nelle proteste contro l’occupazione d’Israele. Durante il raid, le forze israeliane hanno anche detenuto il vicepresidente dell’università per gli affari accademici, Assem Khalil.
Nella struttura erano presenti circa 8000 studenti; secondo l’agenzia di stampa Anadolu, il raid ha fatto seguito a un evento studentesco organizzato in solidarietà con i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane e ha coinciso con i preparativi per la proiezione di Hind Rajab, il film che documenta l’uccisione di una bambina di cinque anni e di buona parte della sua famiglia durante la guerra di Gaza. Il raid ha impedito lo svolgimento dell’evento come previsto, che mirava a mettere in luce le violazioni israeliane contro i civili nella Striscia.
Il Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore palestinese ha condannato l’incursione, affermando che questi attacchi violano palesemente tutte le norme e le convenzioni internazionali che criminalizzano la violazione della sacralità delle università e delle istituzioni educative in generale. Il Ministero ha sottolineato che tali violazioni non spezzeranno la volontà delle istituzioni nazionali, dei loro studenti e del loro personale, che rimarranno invece impegnati nella missione di conoscenza e apprendimento.
Sale così a 26 il numero delle incursioni effettuate dall’esercito di Tel Aviv nella struttura universitaria dal 2002 a oggi, la terza in meno di 4 mesi. Il mese scorso l’università ha sottolineato come questi assalti non siano un incidente isolato, ma parte di un modello di aggressione israeliana contro l’istruzione superiore in Palestina che va avanti da tempo. Ha fatto notare che più di 150 studenti dell’Università di Birzeit sono attualmente detenuti nelle prigioni israeliane, mentre il campus continua a subire ripetute incursioni militari.
Il raid arriva in un momento di intensificazione delle operazioni israeliane in tutta la Cisgiordania, dove campus universitari, scuole e infrastrutture civili sono sempre più spesso oggetto di incursioni militari.





Nella vita ho imparato che non ci sono buoni o cattivi, però mentre alcuni si nutrono di energia pulita dal Sole, altri stanno bene a nutrirsi di quella già processata e vanno nutriti con quella adatta a loro:
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E l’Europa zitta…
Questa azione inqualificabile di violenza gratuita merita di essere condannata ufficialmente da organismi internazionali. Costituisce un atto di guerra contro una istituzione oltre che contro inermi . Le Università italiane devono alzare la voce. Gli studenti e i professori sapranno farsi sentire.
Mi cresce uno schifo irrefrenabile contro chi si è comportato così. Dobbiamo essere pronti a tutto. Non devono vincere i violenti e gli ignoranti