Dopo il colpo di Stato militare, l’Unione Africana ha deciso di sospendere la Guinea-Bissau, dalla «partecipazione a tutte le attività dell’Unione, dei suoi organi e delle sue istituzioni», fino al ripristino dell’ordine costituzionale nel Paese. L’Unione, inoltre, ha affermato che non «tollererà» cambi alla Costituzione. I militari hanno effettuato il golpe lo scorso 26 novembre, affermando di avere agito contro «un piano in corso» per destabilizzare il Paese, che vedeva il coinvolgimento della politica e di un «grande signore della droga». Hanno chiuso i confini e interrotto il processo elettorale, che si sarebbe concluso ieri; il presidente deposto si trova ora in nella Repubblica Democratica del Congo.



