Kazakistan, proteste e scontri per aumento prezzi del carburante

In Kazakistan il presidente Tokayev ha dichiarato lo stato di emergenza e licenziato il primo ministro dopo l’esplosione delle violente proteste di massa per l’aumento dei prezzi del carburante. I disordini sono scoppiati il 2 gennaio, dopo che il governo aveva tolto il limite ai prezzi del GPL, il carburante più utilizzato in alcune regioni del Kazakistan. Al fine di garantire la stabilità nel paese il presidente ha comunicato con un tweet di voler reimpostare un controllo sui prezzi, ma questo non sembra aver fermato le proteste. Il ministero dell’interno ha parlato di 95 agenti feriti nel corso degli scontri, ma non ha fornito numeri che riguardassero i manifestanti. Al Jazeera riporta come le app di messaggistica Whatsapp, Signal e Telegram fossero non disponibili in tutto il Paese, mentre i siti che hanno riportato le proteste sono stati oscurati.

Ultime notizie

Sismica, inadatta e senza deposito per le scorie: l’Italia che vuole le centrali nucleari

All’indomani di due catastrofi – Chernobyl e Fukushima – gli italiani si sono espressi sul nucleare. Il referendum abrogativo...

Epstein Files: il dipartimento di Giustizia USA rifiuta di rimuovere gli omissis

«Molte comunicazioni scritte dalle vittime, se decontestualizzate, possono apparire inquietanti di per sé». È sulla base di questa motivazione,...

“La lunga mano di Israele sull’Italia”: il nuovo numero del mensile de L’Indipendente

Da oggi è disponibile sul nostro sito il nuovo numero del Mensile de L’Indipendente, la rivista rilegata e da...

Centinaia di braccianti hanno occupato la Basilica di Bari contro lo sfruttamento

Documenti in regola e un alloggio dignitoso. Sono queste le rivendicazioni dei circa 200 braccianti che, partiti dal ghetto...