- L'INDIPENDENTE - https://www.lindipendente.online -

La procura di Roma indaga Ben-Gvir per le violenze sugli attivisti della Flotilla

«Il Paese dello stivale è diventato il Paese delle infradito». Così il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir ha commentato il suo inserimento nel registro degli indagati da parte della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sugli abusi inflitti agli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati da Israele in acque internazionali. Nel fascicolo vengono ipotizzati i reati di tortura e sequestro di persona per l’abbordaggio e la successiva detenzione di alcuni attivisti, tra cui cittadini italiani. Gli investigatori indagano sul video girato nel porto israeliano di Ashdod e diffuso dallo stesso Ben-Gvir, in cui il ministro compare accanto agli attivisti legati, bendati e costretti a rimanere in ginocchio sotto il sole, deridendo e provocando l’equipaggio. Resta ancora aperto, invece, il nodo delle possibili sanzioni europee contro il ministro, che dovrebbe essere discusso in occasione del prossimo Consiglio dei ministri degli Esteri dell’UE.

Il nome di Ben-Gvir è il primo a comparire nell’inchiesta [1] sui maltrattamenti subiti dagli attivisti della GSF in occasione dei due abbordaggi di fine aprile [2] e metà maggio [3], aperta dalla Procura di Roma. La procura starebbe esaminando i video [4] e le testimonianze degli attivisti rapiti in acque internazionali. Oltre al ministro, la procura starebbe valutando di avviare indagini contro altre figure coinvolte negli abusi inflitti agli attivisti e nel loro sequestro in acque internazionali; lo stesso abbordaggio delle imbarcazioni è oggetto di un ulteriore fascicolo, così come il sequestro [5] di Thiago Avila e Saif Abu Keshek, due membri del direttivo della GSF, arrestati mentre si trovavano a bordo di una nave battente bandiera italiana e, dunque, sotto la giurisdizione di Roma. Il quadro degli indagati dovrebbe essere definito entro la fine di questa settimana, dopo che in procura arriveranno le deposizioni raccolte dai carabinieri.

Con l’inserimento di Ben-Gvir nel registro degli indagati, l’Italia si unisce alla Francia, la cui procura antiterrorismo ha già avviato un’indagine preliminare su sospetti casi di tortura e crimini di guerra. «Il Paese dello stivale è diventato il Paese delle infradito», ha commentato con scherno Ben-Gvir [6], aggiungendo, secondo quanto riportato dai media israeliani [7]: «Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo che inventano calunnie e menzogne ​​contro i nostri combattenti. Non mi lascio scoraggiare da questo tipo di indagine e continuerò a stare con orgoglio al fianco dei nostri combattenti». Sul piano politico resta ancora il nodo delle sanzioni [8] a livello europeo, chieste dalla Spagna e appoggiate da diversi Paesi dell’UE, tra cui la stessa Italia. Il tema dovrebbe essere discusso lunedì 15 giugno, in occasione della prossima riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’UE, durante la quale si cercherà di superare le resistenze di alcune delle capitali europee.

Le inchieste al vaglio della procura sui fatti di aprile e maggio si aggiungono a quella [9] aperta lo scorso ottobre sulle vicende dell’anno scorso, riguardanti la prima GSF: analogamente a quanto successo con l’ultima missione, la prima Flotilla era stata intercettata dalla marina israeliana mentre si trovava in acque internazionali, a qualche miglio dalla costa di Gaza. In seguito all’abbordaggio, gli attivisti sono stati portati in carcere in Israele, dove avrebbero subito abusi fisici e psicologici; 37 cittadini e parlamentari italiani hanno così presentato denuncia e la magistratura ha avviato le indagini per ipotesi di reato di eccezionale gravità quali tentato omicidio, pirateria, sequestro di persona e tortura.

Avatar photo

Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.