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Un’inchiesta documenta per la prima volta la violenza nei circhi con animali in Italia

Quando cala il sipario del circo, le luci sfavillanti dello spettacolo lasciano posto al buio e ai maltrattamenti sugli animali. È la triste realtà documentata da mesi di riprese video e foto realizzate dalla LAV, la Lega Anti Vivisezione, e dalla Franz Weber Foundation, associazione svizzera che si batte per la tutela della natura e dei diritti degli animali. Le immagini, crude e difficili da digerire, non lasciano spazio ad interpretazioni.

Il lavoro di documentazione si è sviluppato su due piani paralleli: il primo riguarda il Circo Medini: quattro mesi di infiltrazione anonima, tra gennaio e maggio 2026, che le due associazioni definiscono la prima operazione di questo tipo mai condotta in un circo europeo. Il secondo è un monitoraggio sul campo su 19 circhi attivi in nove Regioni italiane, filmati prima, durante e dopo gli spettacoli. L’insieme è stato battezzato “il sistema circhi”, per sottolineare che quanto emerso dal Medini non è un’eccezione, ma la regola di un intero settore. «Per la prima volta una persona è riuscita a infiltrarsi in un circo in Europa, portando alla luce un quadro di violenze e umiliazioni», hanno dichiarato congiuntamente le due organizzazioni, chiedendo al ministro della Cultura Alessandro Giuli e al sottosegretario alla Cultura Cannella di dare «finalmente attuazione alla Legge delega sullo spettacolo», con lo stop all’uso degli animali nei circhi «come già fatto da oltre 50 Paesi nel mondo».

Le immagini raccolte all’interno del circo restituiscono una struttura gerarchica costruita sulla paura, in cui il proprietario accentra su di sé ogni potere: bastonate, frustate, schiaffi, animali trascinati per le orecchie, il tutto accompagnato da un linguaggio di disprezzo. A farne le spese non sono solo gli animali: i bambini presenti agli spettacoli assistono spesso alle violenze e non tardano a ripeterle, mentre tre minori contribuiscono in modo ambiguo alle attività quotidiane del circo e vengono spesso esibiti durante gli spettacoli. Non va meglio a chi lavora da adulto. Diversi dipendenti hanno dichiarato di non avere alcun contratto, di subire violenza fisica e verbale e di operare in condizioni di sicurezza precarie, tra cui l’assenza di estintori. Sul fronte ambientale, le riprese mostrano letame abbandonato nel campo per oltre un mese: la normativa impone che i rifiuti dei circhi con animali siano smaltiti da aziende autorizzate, ma diversi lavoratori hanno ammesso di scaricarli direttamente nei campi.

LAV ha già presentato denuncia alle autorità competenti. Il Medini non è un volto nuovo per l’associazione: era già stato denunciato [1] nell’aprile del 2025, quando altre immagini avevano mostrato gli animali trasportati per oltre 36 ore consecutive, tra i propri escrementi. «Le immagini raccolte ci hanno dato ragione: il Medini non è una mela marcia nel mondo circense, ma solo uno dei tanti circhi che maltrattano gli animali, e non solo», ha dichiarato il presidente LAV Gianluca Felicetti.

Il monitoraggio sui 19 circhi ha restituito un quadro coerente: movimenti stereotipati da stress, gabbie minuscole che intrappolano gli animali per ore o giorni, bastonate e calci durante gli spostamenti, numeri umilianti sotto il tendone. Dalle immagini emergono animali che appaiono denutriti, dromedari tirati per la coda durante la spazzolatura, l’assenza di arricchimenti ambientali come la vasca d’acqua per l’ippopotamo, animali tenuti sull’asfalto con un sottile strato di paglia.

Il contesto europeo racconta una storia diversa: più di 20 Paesi hanno già vietato l’uso di animali [2] nei circhi, tra cui Svezia, Austria, Spagna, Francia e Regno Unito. L’Italia resta indietro. Nel 2022 il Parlamento ha approvato la Legge delega n. 106, che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi: il decreto attuativo è stato più volte rinviato, con scadenza fissata al 31 dicembre 2026.

«La responsabilità è nelle mani del Ministro Giuli e del Sottosegretario alla Cultura Cannella», ha concluso Felicetti, ricordando che il Circo Medini «non è un’eccezione, esattamente come non lo era il Circo Martin»: condannato [3] in via definitiva dalla Cassazione nell’ottobre 2024, dieci anni dopo il sequestro dei suoi venti animali, affidati alla stessa LAV e ospitati da allora presso il Centro AnimaNatura Wild Sanctuary.

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Mario Catania

Giornalista professionista dal 2011, si occupa di inchieste, reportage e attualità. Ha lavorato per la carta stampata, per l'online e come videoreporter, spaziando dalla cronaca alla politica e tematiche ambientali. Autore di libri e saggi, per L'Indipendente coordina i lavori del mensile.