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Tossina pericolosa, Nestlè ritira prodotti per bambini anche in Italia: i lotti coinvolti

Il ritiro di diversi lotti di latte per neonati da parte di Nestlé in numerosi Paesi europei riporta al centro una questione che va ben oltre il singolo episodio: quanto è realmente sicura la filiera alimentare, soprattutto quando riguarda prodotti destinati alla fascia più vulnerabile della popolazione? Ancora una volta, pur se volontario, l’intervento arriva solo a posteriori, quando il prodotto è già sugli scaffali – e potenzialmente nelle case – mentre le informazioni diffuse ai consumatori restano frammentarie e rassicuranti, più orientate alla gestione del danno reputazionale che a una reale assunzione di responsabilità. Un copione già visto, che solleva dubbi strutturali sui controlli, sulla trasparenza e sul potere delle multinazionali dell’alimentazione.

L’azienda svizzera ha annunciato [1] il ritiro di oltre 800 prodotti in 24 Paesi europei, tra i quali l’Italia, la Germania e l’Austria, a causa di un problema a un ingrediente proveniente da un fornitore. Secondo il comunicato la decisione è stata presa «per una potenziale deviazione microbiologica riscontrata in un ingrediente utilizzato nella composizione di questi prodotti». Il Corriere del Ticino aggiunge che: «I controlli effettuati dalle autorità in Austria hanno rilevato piccole quantità di cereulide – una tossina che provoca intossicazioni alimentari caratterizzate da nausea e vomito – in due lotti». Ecco la lista dei prodotti e dei lotti segnalati in Italia, tenendo presente che l’assistenza per i consumatori nel nostro Paese è disponibile al numero 800 434 434 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 22).

L’anno scorso la multinazionale svizzera era stata travolta [2] da uno scandalo in Francia, poi allargatasi anche alla Germania, dopo che un’inchiesta aveva rivelato che i pozzi utilizzati per imbottigliare la famosa acqua minerale Perrier erano contaminati, tra l’altro, da feci, batteri Escherichia coli, PFAS e pesticidi. L’acqua poi subiva un processo di purificazione con tecniche di filtrazione non conformi alla normativa.

Sempre in Francia e sempre nel 2024, Nestlè è stata rinviata a giudizio per lo scandalo delle pizze [3] Buitoni contaminate dal batterio Escherichia coli, che all’inizio del 2022 avrebbero causato la morte di due bambini.

Negli anni la crescita globale dell’azienda è stata accompagnata da una lunga lista di controversie [4]: dalle accuse di pratiche commerciali aggressive nei confronti di comunità vulnerabili e consumatori, in particolare per il marketing dei sostituti del latte materno, oltre alle critiche legate all’impatto ambientale, allo sfruttamento delle risorse e alle tensioni derivanti dal potere economico e politico esercitato dalla multinazionale.

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Mario Catania

Giornalista professionista freelance, specializzato in cannabis, ambiente e sostenibilità, alterna la scrittura a lunghe camminate nella natura.