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In Ucraina non si fermano le manifestazioni contro Zelensky

In Ucraina i cittadini stanno scendendo in piazza contro il presidente Zelensky, chiedendo il reintegro di Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa, rimosso dal suo incarico per le tensioni interne con il capo di stato maggiore Oleksandr Syrskyi. Da ormai una settimana, a Kiev, vengono organizzati presidi quotidiani, con i promotori che si sono detti pronti a una protesta a oltranza. Fedorov è tra i politici più popolari del Paese, considerato il rinnovatore della strategia militare ucraina. Zelensky, dopo averlo sollevato dall’incarico, ha provato a rimediare, tendendo una mano alle migliaia di manifestanti in piazza sostituendo Syrskyi e offrendo a Fedorov un nuovo incarico. Il 35enne ha declinato l’invito, dicendosi comunque disponibile a riprendere la guida del ministero della Difesa. Mentre la crepa nel governo di Zelensky si allarga, i manifestanti hanno lanciato una nuova grande manifestazione, che si terrà domani, 24 luglio, nella capitale Kiev.

Le proteste in Ucraina vanno avanti dal 16 luglio. La mobilitazione è iniziata dopo la rimozione di Mykhailo Fedorov dall’incarico di ministro della Difesa, decisa al termine di una lunga fase di tensioni tra lo stesso Fedorov e il capo delle forze armate, Oleksandr Syrskyi. I due rappresentano orientamenti profondamente diversi all’interno dei vertici militari ucraini, sia sul piano generazionale sia su quello strategico: da un lato Fedorov, giovane ingegnere e imprenditore, promotore di una profonda modernizzazione delle forze armate e di un maggiore ricorso a tecnologie innovative, come i droni e altri sistemi senza pilota; dall’altro Syrskyi, esponente della vecchia guardia militare, favorevole a rafforzare le capacità convenzionali dell’esercito attraverso un incremento delle forniture di armamenti e mezzi tradizionali.

Le tensioni interne hanno costretto Zelensky a schierarsi: alla fine il presidente ha scelto Syrskyi. Per una settimana consecutiva, migliaia di cittadini ucraini si sono così riuniti in presidi e hanno sfilato in corteo a Kiev per chiedere il reintegro di Fedorov. Nel tentativo di allentare la pressione, Zelensky ha sostituito [1] Syrskyi con Mykhailo Drapatyi, una nomina accolta favorevolmente sia dai manifestanti sia dallo stesso Fedorov [2]. Veterano di 44 anni, Drapatyi è considerato vicino alla linea di modernizzazione delle forze armate sostenuta dall’ex ministro della Difesa e, fin dal suo insediamento, ha indicato tra le priorità strategiche il potenziamento delle capacità tecnologiche dell’esercito, compreso lo sviluppo delle forze cibernetiche. Nel tentativo di placare le proteste, secondo quanto riportato da diversi quotidiani ucraini [3] e internazionali [4], Zelensky avrebbe inoltre offerto a Fedorov nuovi incarichi ministeriali; in passato l’ex ministro aveva già ricoperto la posizione di vice primo ministro e ministro della trasformazione digitale, e le sue competenze in ambito tecnologico sono in generale considerate spendibili in numerosi ambiti dell’amministrazione pubblica. Fedorov, tuttavia, avrebbe rifiutato le proposte di Zelensky mostrandosi aperto a un eventuale ritorno al gabinetto di difesa.

Nonostante le prime aperture, le manifestazioni non paiono volersi a fermarsi. Dmytro Koziatynskyi [5], soldato ucraino principale promotore delle proteste, ha chiamato i cittadini a continuare la mobilitazione per chiedere il reintegro di Fedorov: «Ieri si è verificato un evento storico: Oleksandr Syrskyi è stato rimosso dall’incarico di Comandante in capo. Al suo posto è subentrato Mykhailo Drapatyi, un uomo che molti militari considerano il candidato ideale per tale posizione», ha detto commentando la nomina di Drapatyi; «È meraviglioso che il dialogo stia funzionando. Allo stesso tempo, non dobbiamo dimenticare la seconda richiesta della protesta: il reintegro di Mykhailo Fedorov come Ministro della Difesa. Il Ministero ha bisogno di riforme e, con la rimozione di Syrskyi, è venuto meno anche il conflitto tra il Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore, quindi non vedo ragioni per non reintegrare Fedorov nel suo incarico», ha concluso. La protesta si terrà domani in piazza a Kiev.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.